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Vin brulé

Vin brulé 1 copia
Tanti anni fa, mi trovavo a Venezia in un febbraio freddissimo. In compagnia di amici fotografi, erano i tempi in cui andavo in giro con il solo scopo di fotografare.
Ma che freddo, faceva, quella sera in Piazza San Marco. Un freddo che ti entrava nelle ossa. Tremavo come una foglia quando mi sono avvicinata a quel box in cui una ragazza consegnava nelle mani dei clienti quei bicchieri fumanti. Qualunque cosa ci fosse in quei bicchieri, io la volevo per il solo fatto che era bollente.
E’ stato così che ho conosciuto e assaggiato per la prima volta il vin brulé. Ed è stato immediatamente amore.
Quel vino bollente e speziato quella sera mi ha rimessa al mondo e scaldata nel profondo.
E per sempre sarà il ricordo di quella magnifica Venezia, che ogni tanto andavo a visitare, da giovane, e che mai avrei potuto immaginare un giorno sarebbe stata la mia destinazione, da grande.
© Michela De Filio

 

Ingredienti per 4 persone:

1 lt di buon vino rosso corposo
100 g di zucchero
2/3 stecche di cannella
10 chiodi di garofano
Buccia di 1 limone bio
1 cucchiaino di noce moscata

Procedimento:

Mettete in un tegame tutti gli ingredienti.
Accendete il fuoco e portate a bollore.
Lasciate bollire 5 minuti, quindi filtrate e servite bollente.

 

Vin brulé copia copia

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Baccalà mantecato alla veneziana

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Mi sembra davvero una cosa buffa che questo blog non abbia ancora una, e dico UNA, ricetta della tradizione Veneta. La regione che mi ha accolta, la regione in cui ho iniziato una nuova vita. 
Che poi, chi mi conosce lo sa, la prima cosa che cerco in un territorio sconosciuto, è proprio la cucina di tradizione: le usanze, le origini. Per me la storia di qualsiasi posto, nasce dalla cucina. 
E un giorno ne parlavo con Lara, di quanto mi sarebbe piaciuto comprare un libro che mi parlasse della cucina veneta. Ma il tempo mi sfugge di mano, come sempre, e l’occasione per fare questo acquisto ancora non l’avevo trovata…quando….una mattina, arrivando in ufficio dopo una trasferta durissima, con un po’ di febbre e la mente affollata di pensieri, sulla scrivania l’ho trovato: un pacco, una dedica meravigliosa, un libro sulla cucina veneta. 
Ed era proprio suo, il regalo. 
Ed era proprio suo, il gesto. 
Ho sorriso, mi sono scaldata. E’ bello quando qualcuno fa qualcosa per te, specie quando sei lontanissima da casa, specie quando se in un posto che non è (ancora) tuo. In queste situazioni, tutto si amplifica. Anche una carezza. E quel libro per me era l’equivalente di una carezza. 
Sfogliandolo, tra le varie ricette, ho visto quella del baccalà mantecato, di cui tanto avevo sentito parlare in zona e che poi una sera mi sono decisa ad assaggiare in una trattoria. E’ stato subito amore, anche se devo dire, il difetto di quella mia prima volta è stato che il baccalà era evidentemente frullato con un robot, e non mantecato a mano. Tutta un’altra storia, a mano. Lasciatevelo dire e fidatevi di me. 
Quando ho preparato il mio baccalà mantecato in casa, mi sono meravigliata del suo sapore: un sapore che si attacca sotto la lingua e persiste lì. Il baccalà assume un gusto delicato, grazie alla cottura nel latte. E’ così gustoso, che lo si mangerebbe a cucchiaiate. Io l’ho serivto su mattonelle di polenta di mais, anche se comunemente in Veneto si serve su polenta bianca, o sul pane. Qualsiasi sia la fine che deciderete per il vostro baccalà mantecato, sappiate che vi sorprenderà. La polenta, dopo cotta, va grigliata e servita preferibilmente calda. Se cercavate una ricetta per un antipasto di Natale, questa fa per voi. Per me è stata una scoperta eccezionale! 
  © Michela De Filio 

Ingredienti per circa 4 persone:
[ricetta ispirata al libro “Venezia in cucina” di Cinzia Armanini]

250 g di baccalà
500 ml di acqua
500 ml di latte fresco intero
1 piccolo spicchio di aglio
Prezzemolo
Olio extra vergine
Sale
Pepe

Procediemento:

Un paio di giorni prima mettete in ammollo il baccalà, in acqua fredda. 
Per due giorni, cambiate l’acqua un paio di volte al giorno. 
Il terzo giorno spellate il baccalà e immergetelo in una pentola con l’acqua e il latte, in cui avrete immerso una foglia di alloro. 
Cuocete per circa 20 minuti.
Scolate il baccalà, fatelo sfumare, poi rompetelo pezzo per pezzo, togliendo le eventuali spine e adagiandolo in una ciotola pulita. 
Tritate il prezzemolo e riducete lo spicchio d’aglio in polpa (con una piccola grattugia andrà bene)
Ora, con un cucchiaio in legno, iniziate a mantecare energicamente il baccalà nella ciotola, aggiungendo olio extra vergine un pò per volta. 
A poco a poco, il baccalà di disferà e assumerà le sembianze di un crema. 
Aggiungete il prezzemolo e l’aglio, mantecando ancora.
Infine, assaggiate per aggiustare di sale e pepe.
Il baccalà si mantiene anche un paio di giorni in frigorifero.