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Risotto con crema di scampi

Quando ero piccola, il risotto alla crema di scampi lo mangiavo solo al ristorante quando capitava di prendere parte ad un matrimonio. Non apparteneva alle abitudini culinarie di mia Mamma, che aveva da sempre adottato una cucina più semplice e più spartana.

Non che sia chissà quale complicazione preparare un risotto alla crema di scampi, ma non rientrava nel tipo di risotto che si preparava in casa.

Una volta adulta, poi, la mia amica Rachele un giorno me lo ha preparato per pranzo, ed è stato quel giorno che ho capito che tutto sommato era semplice.

E’ un risotto molto cremoso e gustoso, soprattutto per chi ama i crostacei.

Per quanto mi riguarda, le cose fondamentali sono: scegliere un buon riso (per me il vialone nano non ha eguali), ovviamente scegliere del buon pesce nella pescheria di fiducia, tenere la cottura del riso al dente, in modo che non formi una antipatica “pappetta” e infine, usare una panna fresca liquida, di quelle che si possono montare, perché questa conferirà al vostro risotto un intenso sapore di latte (che unito a quello degli scampi creerà un gusto indimenticabile).

5.0 from 1 reviews
Risotto con crema di scampi
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primo piatto
Resa: Per 4 persone
Ingredienti
  • Per il brodo di pesce
  • Teste e scarti degli scampi
  • ½ cipolla
  • 1 costina di sedano
  • 5 pomodorini
  • 1,5 lt di acqua
  • Per il risotto
  • 350 g di riso vialone nano
  • 200 g di panna fresca liquida
  • 15 scampi
  • 50 g di salsa di pomodoro
  • ½ cipolla
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
  • Abbondante prezzemolo
  • ½ bicchiere di vino bianco
Preparazione
  1. Pulite gli scampi lasciandone 4 da parte per la decorazione dei piatti.
  2. In un tegame mettete tutti gli scarti comprese le teste.
  3. Aggiungete la cipolla, il sedano i pomodorini, una presa di sale e l'acqua.
  4. Portate a bollore, lasciando cuocere per circa 30 minuti.
  5. Filtrate il brodo.
  6. In un altro tegame fate soffriggere la cipolla e scottate la polpa degli scampi, sfumando con mezzo bicchiere di vino bianco. Il tutto per circa 2 minuti.
  7. Ora trasferite questa base in un bicchierone, unite la panna e frullate tutto con un minipimer.
  8. Nello stesso tegame dove avete scottato gli scampi, scaldate un po' di olio e aggiungete il riso, girando con una paletta di legno.
  9. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco, fate evaporare e aggiungete la salsa di pomodoro.
  10. Iniziate ad aggiungere il brodo di pesce un po' per volta, portando dolcemente il risotto ad una cottura molto al dente.
  11. Salate e aggiungete la crema di scampi, continuando a girare ancora un minuto, quindi spegnete, aggiungete il prezzemolo e lasciate riposare 5 minuti prima di gustarlo.


Risotto ai funghi porcini, taleggio e salsiccia

Tic tac, tic tac, tic tac, scorrono le lancette che segnano il mio tempo che passa. Corre veloce, il tempo. Se ne va via, senza chiedere il permesso. Questa vita mi incatena a lei, ogni istante di più. E giorno per giorno mi rendo conto di quanto io la desideri, di quanto ferocemente io voglia trattenerla a me, stringerla, sbranarla, consumarla, amarla. 
Cosa è accaduto in questi mesi?
Di tutto. 
I giorni si sono fatti via via più complessi, il lavoro una palestra per la vita, indefinibile. Cento viaggi in giro per il nostro Paese, sfide da affrontare e paure da vincere. Una nuova casa che prima mi è estranea e che a poco a poco sento sempre più mia. La vita in una nuova città. La vita altrove
E in quell’altrove incontrare un giorno l’Amore. Che dapprima respingo, spaventata. Non c’è posto per l’amore in una vita come la mia. Il tempo di cercare le motivazioni per resistere, e sono già arresa. 
Ma la vita è o non è anche questo? Una meravigliosa giostra di imprevisti che si incastrano tra loro: illogici, immateriali, bellissimi. 
Sono una creatura mutevole e multiforme, rincorro la bellezza in tutte le mie giornate, vivo cercando di saziarmi, ma bramo la fame. Voglio sentire sempre quel languorino, che possa spingermi fuori, a catturare la vita a piene mani e poter dire domani d’aver vissuto i miei giorni annusandoli e palpandoli come il più meraviglioso dei regali. 
E non importa se per superare ogni giorno devo stringere i denti, ingoiare bocconi amari, accettare di poter sbagliare. Non importa se mi sento presto stanca, se devo fare quella cosa che non mi va giù. Non importa se ci vuole tanto coraggio. Perché per quanto una giornata storta possa essere lunga, la certezza è che finirà. E se sarò fortunata, troverò un sorriso ad aspettarmi, un piatto caldo, un abbraccio che mi circondi tutta intera. Occhi in cui tuffarmi. E perché….se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: Michela ne è valsa la pena?, io risponderei…ne è valsa la pena! ne è valsa veramente la pena! 

C’è la neve nei miei ricordi, 
c’è sempre la neve
e mi diventa bianco il cervello 
se non la smetto di ricordare

Ho scelto questo risotto, per questo post, perché è stato il primo piatto che ho cucinato per lui e perché ho avuto la gioia di farlo assaggiare anche a lei
Ho usato i funghi porcini secchi comprati ad una bancarella un giorno che passeggiavo nella provincia di Treviso insieme a Lara. Beh…che buoni, ragazzi! 

Noi ce lo siamo pappato con grande goduria….quindi vediamo come si fa 🙂
Testi e Ricetta  © Michela De Filio 

Ingredienti per 4 persone:
300 g di riso vialone nano 
1 lt di brodo vegetale fatto con ortaggi freschi 
100 g di taleggio DOP 
60 g di funghi porcini secchi 
2 salsicce di tipo luganega
Mezza cipolla 
Una manciata di parmigiano reggiano grattugiato 
Olio extra vergine 
Sale 
Pepe 
Procedimento

Mettete i funghi secchi a bagno in acqua fredda per 10 minuti. 
Preparate il fondo di un tegame con mezza cipolla tritata e un filo di olio extra vergine.
Accendete il fuoco a fiamma bassa, e intanto strizzate i porcini. 
Mentre la cipolla sfrigola nel tegame, aggiungete la salsiccia fatta a pezzettini, e subito dopo i funghi. Mescolate con un cucchiaio di legno, quindi aggiungete il riso. 
Continuate a mescolare, finché il riso diventerà lucido. 
Iniziate a poco a poco ad aggiungere il brodo caldo, continuando a girare. 
Aggiungete brodo poco per volta fino a portare il riso quasi a cottura. 
Quando il riso sarà quasi cotto, aggiungete una spolverata di parmigiano e aggiungete il taleggio fatto a pezzetti. 
Mantecate e lasciate sciogliere il taleggio. 
Intanto aggiustate di sale e pepe. 
Spegnete e lasciate riposare cinque minuti, prima di servire.


Risotto allo zafferano

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Domani
Domani il sole sorgerà più forte di oggi. Farà capolino dietro il profilo delle montagne, per quel minuto il controluce al paesaggio sarà mozzafiato. Tutto sarà ancora addormentato intorno, e noi staremo a guardare, lo faremo in silenzio. Ci sono preghiere che non sono fatte di parole. 
Domani
Domani s’alzerà il vento a muovere le foglie degli alberi, ad asciugare il bucato, a pettinare le distese incontaminate di fili d’erba. A vederli dall’alto i campi d’erba esposti al vento fanno le onde. In quelle onde andremo a perderci.
Domani
Domani sapremo ridere fino a star male: chiuderemo gli occhi rovesciando la testa all’indietro, ci terremo la pancia con le mani. Ridere forte è come andarsene un pò via. Noi ce ne andremo per un pò. 
Domani
Domani sapremo guardarci negli occhi attraverso uno specchietto retrovisore, che farà da cornice ai nostri sguardi, e non li abbasseremo. Guarderemo le nostre lacrime, che ancora sapremo versare per l’emozione violenta di una canzone. 
Domani
Domani sapremo godere del tempo che è trascorso perché nonostante tutto ci troverà ancora uguali. Sapremo amarci come ieri, non faremo fatica a riconoscerci.

Domani.
Come oggi.
Come ieri.

Qualche tempo fa sono stata in Umbria, a trascorrere un bellissimo week end in buona compagnia, partecipando ad un corso di cucina.
In quei due giorni ci hanno insegnato a fare il risotto con un procedimento alternativo, cioè tostando il riso a nudo e non girando per i primi minuti di cottura. Questo procedimento fa si che si crei intorno al chicco una pellicola di protezione (tostatura) e che durante i primi dieci minuti il riso non tiri fuori troppo amido, grazie al fatto che non viene sfregato dal mescolamento. 
Il risultato sarà un risotto cremoso, ma dai chicchi ben definiti e non spappolati. 

Sempre in zona, ho acquistato un fantastico zafferano che viene prodotto a Cascia. Una piccola boccetta trasparente in cui sono custoditi questi preziosi pistilli…

Ho voluto provarli per voi e quindi oggi vi presento il mio risotto allo zafferano.



Ingredienti:

Riso
Pistilli di zafferano
Sedano
Carota
Cipolla
Prezzemolo
Olio
Sale
Pepe
Parmigiano

Procedimento:

La sera prima mettete a i pistilli di zafferano in ammollo in un bicchierino di acqua
Il giorno successivo preparate un brodo con sedano, carota, prezzemolo e cipolla, aggiungendo un pò di sale. 
Mettete in riso in una casseruola e fatelo tostare qualche minuto: da solo, senza olio e senza altro.
Quando i chicchi sono tostati, aggiungete brodo fino a coprire di un dito abbondante tutto il riso. 
Lasciate cuocere a fuoco basso per 10 minuti senza mai girare. 
Trascorsi i 10 minuti, aggiungete l’infuso di zafferano, e poco brodo per volta, portando a cottura girando sempre con un cucchiaio di legno.
Mentre portate a cottura, aggiustate di sale.
Completate con un giro di parmigiano, un filo di olio a crudo e una spolverata di pepe.




Nel frattempo…
Amici speciali preparano dolci pensando a me 
e mi forniscono le prove 😀

Riso venere con mango e salmone affumicato

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Lo so, lo so. Penserete “ma succedono tutte a te?”. Ebbene si! Dopo la tv in fiamme, adesso è toccato al lavello della cucina otturato. Aspetta oggi e aspetta domani, mi sono decisa a smontare i tubi e a pulirli. “Ce la posso fare”, mi sono detta. Smonto, apro, pulisco, disinfetto…vado a montare e…e… e non riesco ad avvitare per bene una delle giunture, forse perché vecchia, forse perché è crepata (che poi non ho capito se è colpa mia oppure no)..insomma….le tubature gocciolano -__-
Detesto questo genere di imprevisti, mi destabilizzano, mi creano prurito e fastidio, ecco. 
Cheppoi, giuntura (o come ti chiami): se sei nata per avvitarti, perché a un certo punto decidi di non farlo più? Che tu sia maledetta 😀
Vabbé, fine del momento filosofia casalinga e dintorni.
Oggi vi presento una ricetta moooolto particolare. Un risotto di mango e salmone affumicato. Gusto sicuramente diverso dalle cose che sono abituata a mangiare, certamente non un piatto che presenterei ad una cena, a meno che non fossi sicura che gli invitati sono persone molto aperte alle novità 😀
Comunque gustoso…e con piccolissimi accorgimenti, il risultato è garantito. A patto che vi piaccia il mango, ovviamente.

Ingredienti (per una porzione):

60 gr di riso venere
30 gr di mango
Salmone affumicato a volontà 😀
Basilico
Brodo vegetale
1 noce di burro
Scalogno
Olio e Sale

Procedimento: 

Ho pulito il mango. Nel mio caso, metà l’ho scavato perché mi facesse poi da “piatto”. Si fa un pò fatica, proprio per la struttura del frutto, ma con un pò di buona volontà, ce la si fa.
Ho tagliato qualche cubetto di polpa, diciamo 30 gr, non di più!

A parte mi sono preparata del brodo vegetale. In una pentola poi ho messo lo scalogno e l’olio. Ho lasciato andare qualche minuto e poi ho aggiunto il riso venere. L’ho fatto tostare un pochino e poi ho aggiunto del brodo. Ho salato e lasciato cuocere girando di tanto in tanto.
Nel frattempo ho tagliato il salmone a striscioline e ho frullato la polpa del mango.
A metà cottura del riso ho  aggiunto il mango.
Quando ormai il riso era quasi cotto, ho assaggiato per aggiustare di sale, ho aggiunto una noce di burro e il basilico abbondante a pezzetti , quindi ho spento. Solo a questo punto ho aggiunto il salmone affumicato, che si è “cotto” col calore del riso.
Ho amalgamato bene e ho messo il riso nella “conchiglia” del mango, guarnendo con basilico fresco.

I miei consigli:

a mio avviso è importante che il mango sia poco, affinché si gusti bene il salmone, con quel sottile retrogusto acidulo del mango;
se si usa troppo mango, il gusto del riso risulta molto pungente, quindi a meno che non ne siate follemente innamorati, evitate.


Risotto con gorgonzola, coriandolo e porro

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Ieri sera la prima cosa che ho fatto appena tornata a casa è stata guardare la mia piantina di basilico. Era un pò giù di corda, ma tutti mi hanno detto che è normale vederla così la sera. Basta darle l’acqua e riprende vigore.  Così le ho dato l’acqua e tempo dieci minuti si è ritirata su. Speriamo bene, và! sembrerà esagerato dirlo, ma quando hai in “custodia” una piantina, finisce che la prendi a cuore: vuoi che viva, che cresca sana e forte…almeno a me fa questo effetto.

Dunque, per saltare di palo in frasca, i risotti mi piacciono un sacco, ma devo dire che in percentuale li preparo drasticamente meno rispetto alla pasta…non saprei dire il perché…forse perché quando sono a casa mia da sola, tendo a fare cose più sbrigative, quando invece sono a casa dei miei, lì tutti prediligono la pasta.

Oggi vi vorrei presentare questo piatto per osannare il coriandolo coltivato da mia madre 😀


Ingredienti (diciamo per 4 persone):
9 pugnetti di riso (2 a testa più uno per la pentola)
1 cucchiaio colmo di coriandolo tritato
120 gr di gorgonzola
1 lt di brodo vegetale
1 porro
2 dita di vino bianco
1 noce di burro
Procedimento:
In una casseruola ho messo un fondo di olio con il porro tagliato a rondelle sottili. Ho fatto appassire, ho aggiunto il riso e l’ho fatto tostare girando di continuo, per un minuto circa. 
Ho aggiunto il vino e l’ho lasciato svaporare. A questo punto ho iniziato ad aggiungere il brodo caldo, una mestolata per volta, fino a portare a cottura. Un minuto prima di chiudere il fuoco, ho versato nel risotto il gorgonzola a dadini, una noce di burro e quasi tutto il coriandolo. Ho amalgamato bene.
Ho impiattato e sopra ogni piatto ho spolverato il coriandolo rimanente.