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Sciroppo con foglie di amarena

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Ancora bellissime ricette che ho avuto in dono da Jane, la mamma di Lou

“Hai un albero di amarene?? Ma allora ti devo dare una ricetta meravigliosa!”. 
Ed eccola, la ricetta meravigliosa: uno sciroppo fatto con le foglie dell’albero, di amerene appunto. 
Fondamentale utilizzare un Barbera di alta qualità.
Questo sciroppo è meraviglioso per andare incontro all’estate. E’ eccezionale servito con cubetti di ghiaccio. 
Il procedimento è semplicissimo.

Nella ricetta originale vengono usati 800 g di zucchero. Io ne ho usato 600 e il risultato mi piace…anche se poi, considerate sempre che trattandosi di uno sciroppo, va diluito in acqua e pertanto la dolcezza aumenterà o diminuirà in base alla quantità che deciderete di sciogliere. 

  © Michela De Filio 

Ingredienti:
100-120 foglie di amarena
1 lt di Barbera di ottima qualità
600 g di zucchero
Procedimento:

Lavate e asciugate le foglie di amarena. 
Mettetele in un recipiente di vetro e versateci un litro di buon barbera
Coprite e tenete in luogo fresco per dieci giorni controllando che le foglie rimangano immerse nel vino.
Trascorsi 10 giorni togliete le foglie e fate bollire il vino con lo zucchero.
Contate 10 minuti dal primo bollire. 
Quando il liquido è freddo imbottigliatelo filtrandolo attraverso una pezzuola, meglio ancora una carta da filtro. 
Lo sciroppo va gustato diluito in acqua secondo piacimento.


Nocino

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Questa ricetta è stata tanto sospirata nel mio blog. Voluta, cercata, attesa. Queste fotografie risalgono ad un anno fa circa, quando come ogni anno mio fratello si è messo all’opera per fare il suo nocino.
Il nocino, in casa De Filio, lo prepara lui: tutti gli anni, ogni anno, con una ricetta base della nostra zia di Napoli e calibrata da lui nella quantità di zucchero e nel mix di aromi.

Amiamo le cose con quantità ridotte di zucchero, quindi qui in questa ricetta lo troverete ridotto ai minimi termini, ma potete naturalmente calibrare secondo il vostro gusto.

La china e il calamo potete acquistarli in erboristeria.

E ora viene il più bello: le noci.

Sono fortunata, l’ho detto mille volte. E tra le piante presenti nel terreno dei miei, c’è anche un altissimo, bellissimo, vigoroso albero di noci. Un albero che io amo in modo particolare. Mi piacciono tutti quei frutti in guscio. Quei frutti raccolti all’interno di uno scrigno: come le castagne, ad esempio, come le noccioline. E le noci, appunto.

Per fare il nocino è necessario raccogliere le noci il 24 Giugno, giorno di San Giovani. Qui si apre una diatriba tra mio fratello, che con il giorno è tassativo, e mia madre, che invece è della fazione del “va bene anche uno o due giorni dopo”. La diatriba si apre tutti gli anni, ma io devo dire che amo il rigore di mio fratello, aldilà delle ragioni di base.

Comunque, una cosa è certa: le noci devono essere fresche. Così come le vedete nelle foto.

Ma voi non le trovate commoventi? Perfettamente incastonate nel loro involucro: così giuste, così esatte. Vado in estasi per queste cose. Starei ore a guardare la meraviglia di cui è capace la natura. 

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

30 noci
1 litro di alcool
3 g di china
7 g di calamo
1 g di chiodi di garofano
200 g di zucchero
3 caffè amari

Procedimento:

Lavate le noci così come raccolte e spaccatele in quattro parti. 
Mettetele in un barattolo con l’alcool. 
Lasciate macerare per 20 giorni rigorosamente al buio, scuotendo ogni due giorni. 
Trascorsi i 20 giorni, aggiungete al barattolo tutte le spezie 
Lasciate riposare per altri 20 giorni rigorosamente al buio, scuotendo ogni due giorni. 
Al termine del riposo estraete l’alcool dal barattolo, avendo cura di lasciare le noci all’interno.
Prendete 300 ml di questo alcool e ponetelo in un pentolino portato su fiamma, senza arrivare a bollore. 
Inserite lo zucchero. 
Appena lo zucchero sarà sciolto, togliete dal fuoco. 
Lasciate raffreddare 
Aggiungete 3 tazzine di caffè amaro. 
Mischiate i 300 ml di nocino insieme alla restante parte di alcool. 
Imbottigliate e lasciate riposare 1 mese prima di consumarlo.


Sciroppo di sambuco

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Quando sono stata in Svizzera a trovare Lou, ho avuto il piacere di trascorrere una bellissima serata, ospite a cena dai suoi genitori. Ascoltando della buona musica, mangiando delle ottime pietanze cucinate per noi dal Papà di Lou, io e Mamma Jane abbiamo parlato molto di cucina.
Ed è stata proprio lei a suggerirmi lo sciroppo di sambuco. E non solo questo (ma poi vedrete prossimamente).
Il discorso è nato parlando di tutte le piante che curano i miei nella loro campagna. E proprio vicino agli alberi di acacia, ci sono delle piante di sambuco che in questo periodo sprigionano il loro profumo e regalano alla vista questi fiorellini minuscoli e bianchi.
Ecco come è nato questo sciroppo. 
Uno sciroppo rinfrescante e dissetante da consumare diluito in acqua. 
Si accompagna bene con menta fresca e limone.
  © Michela De Filio 

Ingredienti:

10 fiori di sambuco
1 lt di acqua
500 g di zucchero
50 g di aceto di mele
2 limoni senza trattamenti

Procedimento:

Portate a bollore un litro di acqua. Spegnete e lasciate raffreddare.
Raccogliete i fiori di sambuco, scrollateli delicatamente e assicuratevi che non abbiano insetti tra i rami. 
Mettete l’acqua fredda in un barattolo sufficientemente grande per contenere tutto. 
Immergete i limoni divisi a spicchi, l’aceto, lo zucchero e i fiori.
Mescolate e sigillate.
Lasciate riposare 4/5 giorni in un pensile, mescolando di tanto in tanto.
Filtrate lo sciroppo, portatelo a bollore in una casseruola.
Lasciatelo bollire 7/8 minuti
Filtrate e imbottigliate
Lasciate raffreddare completamente e conservate in frigorifero.

***
E intanto il 17 è stato il compleanno della mia Amica Lou
e questi sono i miei auguri spettinati per lei