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Tarte ai frutti di bosco

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Girerò per le strade finché non sarò stanca morta 
saprò vivere sola e fissare negli occhi 
ogni volto che passa e restare la stessa. 
Questo fresco che sale a cercarmi le vene 
è un risveglio che mai nel mattino ho provato 
così vero: soltanto, mi sento più forte 
che il mio corpo, e un tremore più freddo 
accompagna il mattino. 
Son lontani i mattini che avevo vent’anni. 
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
 ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo. 
Da domani la gente riprende a vedermi 
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi 
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo, 
ero giovane e non lo sapevo,
 e nemmeno sapevo di esser io che passavo-una donna, padrona 
di se stessa. La magra bambina che fui 
si è svegliata da un pianto durato per anni 
ora è come quel pianto non fosse mai stato . 
E desidero solo colori. I colori non piangono, 
sono come un risveglio: domani i colori 
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
 ogni corpo un colore-perfino i bambini. 
Questo corpo vestito di rosso leggero 
dopo tanto pallore riavrà la sua vita. 
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
 e saprò d’esser io: gettando un’occhiata, 
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, 
uscirò per le strade cercando i colori.
                                                    Cesare Pavese

Oggi non vi presento una cosa nuova, ma solo una variante di questa tarte
Per questo giro, l’ho realizzata con frutti di bosco freschi, che io adoro particolarmente. 

Ingredienti:

Frutti di bosco freschi
Crema pasticcera (la mia qui)
Pasta frolla (io quella dei Pasticciotti)

Procedimento:

Lavate i frutti di bosco e lasciateli scolare.
Intanto imburrate lo stampo dove vorrete cuocere la vostra tarte (meglio se con fondo estraibile)
Stendete la frolla e ricopriteci lo stampo. 
Passate il mattarello sui bordi per tagliare a filo della teglia la pasta frolla
Bucherellate tutto il fondo con i rebbi di una forchetta
Ricoprite la pasta frolla con carta argentata, coprendo completamente anche i bordi.
Coprite la superficie con i fagioli e infornate a 180°
Trascorsi 20 minuti, togliete la carta argentata e terminate la cottura.
Sfornate e lasciate raffreddare.
Passate sulla frolla uno strato di crema pasticcera
Guarnite tutta la superficie con i frutti di bosco e fate riposare un paio d’ore in frigorifero.
Prima di servire spolverate con zucchero a velo


Banana bread

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Ma dove l’ho messo l’impermeabile? Vabbé esco senza. Certo diluvia. Mi affaccio. Questa non è pioggia, è acquazzone. Aspetto. Magari smette. E’ luglio perdinci. A quest’ora sarei dovuta essere di rientro. E sì che ho pulito il balcone oggi, e fatto la lavatrice. Proprio oggi deve piovere? Mi vesto: tuta, runner, vabbé metto un giacchetto. Ha smesso, no piove leggero. Sono certa, ora smette. Scendo. Una cuffietta. La seconda. Play. E’ l’imbrunire, quasi. Il cielo è carico di nuvole, ma verso nord apre. E verso nord è dove vado io. La strada è bagnata, l’aria è umidissima, sento più fatica addosso. Ma imbocco il parco ed è deserto. E’ tutto mio. Come mi piace il cielo che si specchia nelle pozzanghere. Respiro a pieni polmoni, devono aver tagliato l’erba ieri. E oggi questo odore di pioggia si unisce all’odore dell’erba tagliata. Perdo gli occhi all’orizzonte. Nessuno. Ci sono io, c’è la natura, e la mia musica. Cammino svelta in salita, respiro. Svuoto la mente, mi riempio gli occhi di cielo. Il vento muove i rami degli alberi, nello stacco tra una canzone e l’altra sento quel suono. Fronde. Foglie. Penso. Penso subito. Che il suono del vento tra gli alberi è tra i più belli che mi sia stato dato in dono di ascoltare. La natura ha un odore bagnato inebriante, son tutti fuggiti per paura della pioggia, ma è bellissimo star qui. Mi sembra che questo posto sia messo qui per me. Io gli appartengo. Mi lancio in una corsa, respiro. Rinizia a piovere. Sento le gocce sulla testa, ma non fuggo. Godo il momento. Questo spazio solo mio. Solo per me. Divento erba, acqua, terra. Finché in lontananza scorgo un puntino. Un altro coraggioso mi corre incontro. Le nostre strade in direzioni opposte. Ci scrutiamo già da lontano. Nascondiamo pensieri l’uno per l’altra, come accade sempre quando ci si incontra in queste occasioni. Lo riconosco, ci troviamo spesso. Non fuggo lo sguardo, lo tengo. Ci sorridiamo. Pochi secondi e siamo via tutti e due dall’orizzonte dell’altro. Cessa la pioggia, ma la musica no. Esco dal parco, sfiaccata ma vitale. Cammino in salita sotto alberi dalle fronde piangenti. Fiori. Fiori ovunque. Ci passo sotto, non sposto la testa. Mi toccano il viso, mi bagnano. Li lascio fare. La musica mi spinge fino a casa, salgo i gradini a due a due, sono davanti alla porta. Mi appoggio allo stipite, improvvisamente stanca. Mente giro la chiave, una goccia mi scivola dal centro della testa, sulla fronte. Si fa strada sull’attaccatura del sopracciglio destro, percorre il solco fin sotto l’occhio. Ma non è una lacrima. E’ la natura che è venuta a farmi il solletico.

                                                                                                Voleva vedermi ridere.

Come se non bastassero tutte le miriadi di cose che ho in mente di fare già da me…ecco, come se non bastassero, ci si mettono pure gli amici a mandarmi foto di cose che poi mi viene voglia di fare. E’ andata così col mio amico  che una sera ha avuto la malsana idea di inviarmi la foto del suo banana bread. In casa avevo tre banane che non avrei più consumato perché non più verdi come piacciono a me. Che faccio, mi tiro indietro? Giammai 😀
Gennà, mandame la ricetta prima de suBBito 😀
Siccome l’amico è pigro, fa la foto alla ricetta scritta e me la manda (amo chi si sa arrangiare :D). 

Ed ecco il nostro banana bread :)))


Ingredienti:

250 gr di farina
1 punta di cucchiaino di lievito per torte salate (non vanigliato!!)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
150 gr di zucchero
75 gr di burro
2 uova
2 cucchiai di  latte
2 banane schiacciate (io tre…le dovevo consumà!! 😀 )
1 pizzico di sale

Procedimento:

In una ciotola unite la farina, il bicarbonato, il lievito e il sale.
Mescolate con un cucchiaio e lasciate da parte
In un’altra ciotola unite lo zucchero e il burro a fiocchetti.
Schiacciate prima con una forchetta, poi lavorate con le fruste
Aggiungete il latte, poi le uova, una per volta.
Unite le banane schiacciate
Ora unite le polveri ai liquidi e amalgamate
Imburrate uno stampo da plum cake, versateci il composto 
Infornate in forno preriscaldato a 180°


Gelato ai mirtilli e lavanda

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Un pomeriggio di vento leggero.
Luce e ombra alternate dal movimento delle fronde degli alberi. 
Io e mia Mamma a raccogliere lavanda tra i suoi gioielli: 
ortensie, fiordalisi, erbe aromatiche.
Il sole ad accarezzarci la pelle.
Gemma che ci scodinzola intorno. Allegra. Occhi dolci.
E questo gelato, poi.
Nient’altro che questo.

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Ricetta tratta dal libro
Il gelato fatto in casa
di Torrance Kopfer

Ingredienti:

400 ml di latte intero
300 ml di panna fresca
2 cucchiai di fiori di lavanda essiccati
60 gr di marmellata di mirtilli
200 gr di zucchero
4 rossi d’uovo
2 cucchiai di succo di limone
300 gr di purea di mirtilli freschi

Procedimento:

In un pentolino scaldate il latte, 60 ml di panna e i fiori di lavanda.
Portate al punto di ebollizione e togliete subito dal fuoco, lasciando in infusione 15 minuti.

In un colino a maglie fitte, filtrate il composto, trattenendo i fiori di lavanda, che andranno strizzati per spremere quanto più liquido possibile. 
Aggiungete tanta panna quanta ne basta per raggiungere 500 ml di liquido
In una casseruola unite il latte alla lavanda, 3/4 dello zucchero e scaldate fino a raggiungere i 75°
In una ciotola stemperate i tuorli con lo zucchero restante, fino ad ottenere una spuma
A questo composto incorporate poco per volta metà del latte caldo, sbattendo con una frusta continuamente. 
Poi aggiungete l’altra metà del latte, la panna restante e la marmellata di mirtilli
Mettete sul fuoco e continuando a mescolare portate quasi ad ebollizione. 
In un altro recipiente unite succo di limone e purea di mirtilli
Preparate una ciotola messa in un recipiente riempito di ghiaccio
Nella ciotola filtrate la crema scaldata e dopo uniteci la purea col limone.
Mescolate ogni 5 minuti per circa mezz’ora.
Coprite con pellicola e riponete in frigo per almeno 8 ore
Una volta pronto, versate il composto freddo nella gelatiera e lasciate mantecare.
Congelate in un contenitore per lasciare indurire, prima di servirlo.

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Durante le mie camminate, intanto…

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Torta semifreddo al lemon curd

Le vedevo, queste torte assemblate. Le guardavo con infinita ammirazione. Ma ne stavo alla larga. O almeno ci provavo. Poi ci ritornavo sopra, riniziavo a leggere i procedimenti e dopo 5 righe già richiudevo.
No no, non fa per me, io non ho pazienza con i dolci, con la pasticceria
Come dice sempre la mia adorata cognatina, la pasticceria vuole pazienza, non bisogna essere frettolosi
Poi un giorno mi sono detta che ci dovevo provare, ma volevo partire da una cosa che fosse tutto sommato fattibile. Leggendo la ricetta di questa magnifica torta di Elena, mi sono detta che forse forse…
Il lemon curd lo avevo già fatto. Per il resto c’era da fare una chantilly e un pan di spagna…non una realizzazione impossibile e un ottimo allenamento.
Venerdì da mia cognata mi sono fatta prestare l’anello per torte (che presto vorrò comprare) e sono partita!
La cosa bella di fare torte assemblate in questo modo, è che puoi prepararti anche gli ingredienti prima, con calma. Volendo puoi anche congelare e poi al momento scongelare e formare. Sembra niente, ma dividersi il lavoro stanca molto, molto meno. Specie se si deve preparare una torta per un pranzo speciale, dove insieme a questa si devono preparare tante altre cose. 
Io in questa occasione ho preparato tutto il giorno prima e il giorno dopo diciamo mi sono occupata dell’assemblaggio. 
Ho studiato la ricetta di Elena, e l’ho adattata un pò ai miei gusti. La variante più importante è l’utilizzo della panna senza zucchero, che secondo me ha reso la torta perfetta: non troppo dolce e con l’esaltazione dell’aroma del limone. Una torta paradisiaca. 
La prova del nove l’ho fatta presentandomi a casa di Chiara con un fagotto: mi serviva il suo parere. L’abbiamo mangiata mentre prendevamo il caffé ed è stato godimento puro. 
Una torta buonissima e ben bilanciata nei sapori.

Grazie Elena!

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Ingredienti per una torta da 12 porzioni

Per il pan di spagna aromatizzato al limone:

4 uova
60 g di farina 00
60 g di frumina
Qualche goccia di estratto di limone
Zeste di mezzo limone
120 g di zucchero semolato
1 bustina di lievito (che in realtà per il pan di spagna non servirebbe)

Sbattete con le fruste i tuorli con metà dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. 
Montate gli albumi, poi aggiungete il restante zucchero e proseguite a montare ancora per qualche istante. 
Unite gli albumi ai tuorli e poi la farina, la frumina e il lievito setacciati insieme. 
Amalgamate bene senza smontare il composto. 
Imburrate e infarinate una teglia e versare l’impasto al centro dello stampo livellandolo bene.
Preriscaldate il forno a 180° C e infornate per almeno 35-40 minuti senza mai aprirlo almeno nella prima mezz’ora di cottura. 
Sfornate e lasciare raffreddare.

Per la crema chantilly al limone:

60 g di farina 00
½ litro di latte intero
½ fialetta di aroma al limone (io qualche goccia di succo di limone)
2 tuorli
½ bustina di vanillina (io mezza bacca di vaniglia)
1 cucchiaino di zeste di limone
125 g di zucchero semolato (io 110 gr)
2 confezioni di panna da montare già zuccherata (io 350 ml di panna fresca non zuccherata)

Scaldate il latte (tenendone a parte mezzo bicchiere) in una casseruola con qualche goccia di limone e le zeste. 
In una ciotola a parte sbattete i tuorli con lo zucchero, poi unite poco alla volta la farina setacciata alternata a qualche cucchiaio di latte precedentemente tenuto da parte. 
Aggiungete i semini di vaniglia.
Versate il composto di uova nel latte sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando continuamente, finché il composto non si addensa. 
Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema, mescolando di tanto in tanto. 
Una volta ben fredda montate la panna e unir.te la crema assieme a un cucchiaino di limoncino. Il risultato sarà una crema soffice che poi deve essere riposta in frigo.

Per il lemon curd:

Zeste e succo di tre limoni biologici
100 g di burro
200 g di zucchero semolato
4 uova

Grattugiate la scorza dei limoni e spremeteli per ricavarne il succo. 
In un contenitore unite lo zucchero, il burro, il succo filtrato e le scorze
Fate sciogliere tutto a bagnomaria mescolando accuratamente. 
Quando il tutto si è sciolto aggiungete le uova ben sbattute, ma non montate.
Continuate a girare fino a che non si sia formata la crema, poi filtrate tutto con un colino a maglie fini.
Conservate in frigo

Inoltre serviranno:

Un limone biologico per decorazione
Un bicchiere di limoncino
Zucchero a velo
Fasce di carta acetata

Assemblaggio del dolce:

Prendete l’anello e posizionatelo su un vassoio coperto di carta forno. 
Foderate i bordi interni con una fascia di carta acetata. Io non l’avevo e ho fatto senza. 
Ritagliate il pan di spagna dando una forma rotonda e di un paio di centimetri più piccola del diametro dell’anello e adagiatelo sul fondo.
Bagnate con un pennello imbevuto nel limoncino il pan di spagna. 
Fate un giro di crema chantilly al limone chiudendo gli spazi tra il pan di spagna e l’anello e stendetene anche un sottile strato sul pan di spagna. 
Congelate per almeno un’ora. 
Tirate fuori il dolce e stendete uno strato di lemon curd avendo cura che non tocchi i bordi dell’anello e che rimanga più o meno allineato con il pan di spagna sottostante. 
Congelate nuovamente per un’ora o più. 
Tirate fuori e stendete un ulteriore strato di pan di spagna bagnando ancora con il limoncino restante e chiudete con la crema chantilly al limone. 
Congelate per due ore. 
Tirate fuori e stendete un ultimo strato di lemon curd (stavolta fino ai bordi laterali). 
Livellatelo bene e congelate ancora. 
Un’ora prima di servire togliete la torta dal freezer e liberatela dall’anello.
Se non avete usato la carta acetata, per facilitare l’operazione, scaldate un panno di cotone stretto a cinta sul fornello e poi cingetelo intorno all’anello. Tempo qualche secondo e l’anello cederà alla vostra pressione. 
Tagliate un limone a rondelle sottili (circa 0,5 cm), cospargetelo di abbondante zucchero a velo e lasciate che venga ben assorbito. Fare un incisione dal centro di ciascuna fetta sino alla buccia e formate tanti riccioli da posizionare come decorazione sul dolce appena scongelato.


Limoni confit

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Quanto tempo era che dovevo farli? Un’infinità! Li avevo visti da Roby, che condivide con me l’amore per i Paesi Mediorientali, per il Marocco (da cui traggono origine) e la cucina etnica in generale. Ma gira e mettiti bene, è trascorso qualche mese. E poi…volevo aspettare di avere limoni miei, quelli di casa. Così qualche tempo fà ho raccolto dei limoni dall’albero a casa dei miei e li ho fatti…finalmente! Adesso sono pronti e non vedo l’ora di utilizzarli :)))

Ingredienti:

Limoni non trattati
Sale grosso
Alloro
Cardamomo

Procedimento:

Lavate con cura i limoni 
Spaccateli in 4 per il senso della lunghezza, lasciando unita la base 
Aprite il limone a fiore, con le mani, e cospargetelo di sale grosso. 
Inserite il limone nel barattolo di vetro e via via aggiungete altri limoni, alternando con alloro e semi di cardamomo, fino a riempire il barattolo 
Quando il barattolo è pieno, riempitelo di succo di limone, cospargete ancora di sale e chiudete. 
Dopo due giorni, aprite il barattolo, pressate i limoni verso il basso, inserendo possibilmente qualcosa che li possa tenere schiacciati. 
Richiudete
lasciate il barattolo in luogo fresco per 20 giorni, dopodiché i limoni confit saranno pronti.


Sfogliatine calde con mele e pere

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Non sono una che da confidenza tanto alla leggera. A volte diffido, altre mi sento timida, altre ancora riservata. Non mi piace accodarmi, in nessuna situazione. Non ho mai nascosto di avere un carattere complicato e poco accessibile. Questo per alcuni versi è un difetto, per altri un pregio. Il pregio è che le cose e le persone che poi scelgo di avvicinare, hanno un certo spessore e un certo valore. Il difetto è che a volte posso perdermi delle cose. Vabbé…la solita solfa del giusto che è nel mezzo.
Però sono una persona volenterosa e curiosa e soprattutto credo di poter dire di essere in grado di cambiare idea (sia in positivo che in negativo). Sto cercando con molti sforzi di migliorarmi….o almeno di prendere in cosiderazione il problema.

Perché tutta sta tiritera? Ah, si! 

C’è una ragazza che ho iniziato a conoscere in punta di piedi, tempo fa. Una ragazza emotiva, come me. Ma forte, salda. Una che sa vivere andando a fondo nelle cose, e che da quel fondo risale, sempre più ricca, sempre più viva. Una che ama parlare colorando le parole delle sue emozioni, e con quelle stesse emozioni colora le sue fotografie…

Il nostro è stato un avvicinamento lento, che continua discreto e senza eccessi, ma a me piace così.
A lei ho rubato l’idea di queste deliziose sfogliatine…..quanto tempo è che aspettano la pubblicazione!
Mary, ti ricordi di tutta la tarantella che t’ho fatto con il rullo per losanghe? 😀
Ecco, come vedi alla fine ce l’ho fatta 🙂

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia retangolare
1 mela
1 pera
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di zucchero bianco
1 spolverata di cannella (io abbondante)
Il succo di mezzo limone
La scorza grattugiata di mezzo limone
1/2 bicchierino di rum
1 noce di burro

Per spolverare

Zucchero a velo

Procedimento:

In una padellina antiaderente ho messo la mela e la pera tagliate a dadini
Ho aggiunto tutti gli ingredienti a seguire
Ho lasciato cuocere per circa 10/15 minuti, fino a che la frutta è divenuta tenera e si è formata una cremina densa sul fondo
Ho tagliato il rotolo di pasta sfoglia in tanti rettangoli uguali e in numero pari. 
Metà li ho lasciati interi, l’altra metà l’ho passata sotto il rullo per losanghe. 
Sulle metà intere ho posizionato il composto di frutta
Ho chiuso ogni pezzo con un pezzo losangato (mi raccomando chiudere bene i bordi!)
Ho messo in forno a 200° per circa 25/30 minuti
Ho spolverato le sfogliatine con zucchero a velo

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E ora…lo so, vi ho frantumato le cosiddette…
ma vedere questo video ieri ha frantumato me :’)
Io c’ero, io ero lì…e ci sono emozioni che non riusciremo mai a scollarci di dosso.
Di tutti i video visti sul tubo, io conoscevo tutte le scene.
Ricordo tutto, ogni gesto, ogni suonata.
Perché il concerto l’ho vissuto con tutti i sensi, occhi compresi.
Il mio cuore ha un tuffo strano a rivedere queste immagini.

Tamara, Sandra, guardate che roba :’)

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Scorzette d’arancia candite…e preservate i vostri cuori

Abbiamo la presunzione, troppo spesso, di poter tenere sotto controllo tutto, e invece non è così. Le cose, i momenti, le emozioni e le persone, spesso ci vengono a cercare. Vengono a stanarci nella grotta in cui ci siamo rifugiati per proteggerci dal mondo esterno, vengono a tirarci fuori, e non sempre con gesti aggraziati.
Quando sono cose, momenti, emozioni e persone belle, spesso può essere un abbraccio a tirarci fuori, o una carezza, o un sorriso. Molto spesso un gesto involontario. O la pazienza di qualcuno che sa stare sulla soglia ad aspettarci, ad aspettare che siamo pronti per muovere un passo.
Altre volte sono invece cose, momenti, emozioni e persone brutte, che con più violenza irrompono nella nostra vita per venirci lo stesso a tirare fuori e che, nel male, ci fanno affrontare la realtà.
La realtà che spesso è amara, spesso crudele, molte volte dura, ma che ci fa vedere quanto siamo in grado di crescere esattamente mentre ci misuriamo con essa.
Qualcuno leggendo penserà che sto dicendo una marea di cose ovvie.
Forse.
Per me non lo sono state e non lo sono ancora. Ancora ho tante cose da guardare dentro di me, per potere un giorno volare anche io. Non lo so se volerò mai, ma potrò dire di averci provato. D’avere avuto a volte voglia di fuggire, d’avere sfebbrato malesseri in notti insonni, d’esser crollata ma poi aver saputo aspettare che le cose si calmassero per guardarle da lontano. Una volta non basta. Si cresce davvero quando si affrontano tanti di questi momenti.

Vi lascio con un cosa bellissima che ha scritto la mia amica Elisa, e che io ho fatto mia in periodi non sospetti.

Dopo tanto dolore si può scegliere di divenire parte di esso, annientando ciò che di buono si porta dentro. Oppure è possibile far tesoro delle sconfitte, per renderle ciascuna una spina che ci rammenta dove non dobbiamo più sbagliare: ogni esperienza può essere un monito futuro, un’occasione per divenire guerriero! Tutte insieme saranno uno scudo, utile a preservare il cuore.


La ricetta

Mi servivano i canditi per fare una cosa che non posso svelare, ma se so una cosa al mondo, è che i canditi buoni non si trovano facilmente. Ci avevo sbattuto la testa qualche tempo fa, quando non avevo ancora un blog, e avevo fatto una cassata siciliana: per cercare i canditi è stato un delirio e nemmeno li ho trovati come li avevo in mente io. Ma meno male che ho un faro speciale a illuminarmi il cammino, lo Zio più famoso del web, che quando gli ho chiesto “dove posso trovare canditi decenti qua a Roma?“, m’ha risposto

mercati rionali? alimentari vecchio stampo? …oppure te li fai da sola” 😀

Ahahahahaha…un Uomo, un mito :’)

Così facili da fare che si fa fatica a crederci.

Ingredienti:

Bucce d’arancia (io ho usato arance del mio albero)
Acqua
Zucchero

Procedimento:

Lavate molto bene le arance e incidete gli spicchi come vedete in foto

Dopo l’incisione, sbucciate e con il coltello ricavate delle striscioline
In un pentolino mettete acqua (quanto basta per coprire) e le scorzette
Portate a bollore e poi scolate. 
Rimettete nel pentolino con acqua pulita e riportate a bollore. 
Scolate
Pesate le scorzette e a parte pesate pari quantità di zucchero e metà di acqua
Rimettete nel pentolino e fate bollire fino a completa evaporazione, stando attenti a non caramellare (sennò chi lo regge a Zio :D) 
A evaporazione avvenuta, fate freddare le scorzette su un foglio di carta forno


Panna cotta alle amarene

Lo so, lo so…che ultimamente mi sono dedicata in particolar modo ai lievitati e alla panificazione…e non avete ancora visto niente 😀
Oggi ho provato l’impastatrice di cui vi parlavo qualche giorno fa…mi sembra ancora un sogno! Fate conto che ho preso anche gli stampi per pandoro e panettone…e non aggiungo altro 🙂

Oggi vi presento un dolce al cucchiaio molto semplice: la panna cotta. Io l’ho guarnita con le amarene Toschi,   una vera droga .__.

Un bacione a chiunque passi di qui 🙂

Ingredienti:

500 ml di panna fresca
5 gr di colla di pesce
70 gr di zucchero
1 bustina vanillina
Amarene a go go (io Toschi)

Procedimento:

Ho messo la colla di pesce ad ammorbidire in acqua fredda
In un pentolino ho scaldato la panna, senza farla bollire
Ho aggiunto la colla di pesce strizzata, e ho mescolato fino a completo scioglimento
Ho aggiunto lo zucchero e la vanillina, ho sciolto per bene e ho tolto dal fuoco
Ho lasciato svaporare e ho versato la panna negli appositi stampi
Li ho lasciato raffreddare e poi li ho messi in frigorifero per 5/6 ore
Ho immerso gli stampi in acqua calda per aiutarla a staccarsi, li ho rovesciati nel piatto e poi ho guarnito con le amarene

DIETRO LE QUINTE
il riflesso della finestre nella piccola amarena :’)


Torta di mele

Ho preso questa ricetta dal blog In cucina per caso. La padroncina del blog reclamava questa torta come super soffice ed è vero! Non ho mai fatto una torta di mele così soffice, così morbida e gustosa. 
Io ho apportato due modifiche: ho tolto il rum e ho aggiunto 2 cucchiaini di miscela Thaitiana Orodorienthe, che è un mix di vaniglia, limone, macis e cardamomo, che secondo me si sposano benissimo con questa meravigliosa torta. 
Ingredienti: 

3 mele
300 gr di farina
1 bustina di lievito
3 uova
150 gr di zucchero
150 gr di burro
150 ml di latte
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di miscela tahitiana polinesia OrodorienTHE 
Procedimento: 
Ho sbucciato e pulito le mele. Ne ho tagliate metà a fettine e metà a cubetti. 
Ho lavorato con le fruste lo zucchero con le uova, per buoni 5 minuti, cioè finché il tutto non si è ben gonfiato. Ho aggiunto il latte, poi la farina, continuando con le fruste, poi il lievito, il pizzico di sale e la miscela thaitiana. Infine ho aggiunto il burro morbidissimo e ho continuato a frullare altri due minuti. 
Ho aggiunto al composto la mela a cubetti, ho amalgamato con una spatola e ho versato l’impasto in una tortiera imburrata e infarinata. Ho decorato la superficie con le mele a fettine e ho informato a 180° per circa 45 minuti.
Una volta sfornata, ho decorato la mia torta con lo zucchero a velo. 


Cestini con crema al mascarpone e frutti di bosco

E con questa chiudo i post dedicati alla mia cenetta di mercoledì. Ecco il dolce!
Per la prima volta ho usato la pasta fillo, che non conoscevo: il mio è stato un colpo di fulmine. Croccante, gustosa, asciutta….nemmeno da lontano ricorda il “grasso” della pasta sfoglia. Non perché voglio fare quella attenta alla linea, perché non lo sono…parlo solo di gusto. Da questa settimana io AMO la pasta fillo, e il nostro sarà un amore felice e profittevole, già lo so 😀 
Se cercate un’idea stupenda e velocissima per un dolce, siete incappati nella ricetta giusta. Io li ho preparati un attimo e quando li ho impiattati erano bellissimi…dopo lo stupore delle mie amiche, in cucina è calato il silenzio…o meglio….si sentiva solo il “crunch crunch” della pasta fillo provenire dalle nostre bocche troppo piene per parlare 😀 
I frutti di bosco che ho usato sono quelli Sant’Orsola, e sono divini…in particolar modo i mirtilli, così croccanti e gradevoli….li compro sempre e non sbaglio mai! 
La ricetta l’ho presa qui.

Ingredienti:

Pasta fillo
250 gr di mascarpone
2 uova
4 cucchiai di zucchero
frutti di bosco freschi
1 pizzico si sale
Burro
Zucchero a velo

Procedimento:

Ho lavato mirtilli e lamponi e li ho messi ad asciugare stesi su un panno di cotone. 
Ho ritagliato dei quadrati di pasta fillo, li ho spalmati con un velo di burro  e li ho messi doppi e sfalsati su pirottini di alluminio capovolti. Li ho cotti in forno fino a doratura (un paio di minuti). 
Intanto ho lavorato lo zucchero e i tuorli con le fruste. Quando il composto è divenuto spumoso, ho aggiunto il mascarpone e continuato a lavorare qualche minuto. 
In un’altra ciotola ho montato gli albumi con un pizzico di sale. Quando sono stati ben montati e fermi, li ho uniti alla ciotola con il mascarpone, amalgamando con una spatola di legno, con movimenti delicati, dal basso verso l’alto. 
Ho riempito i miei cestini con la crema al mascarpone, ho guarnito con i frutti di bosco e ho spolverato con lo zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo al contest Ce”sti”niAMO
di 
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