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Compagnia per il mio basilico: è arrivato il peperoncino!

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Mia mamma domenica mi ha regalato una splendida pianta di peperoncino, che ho prontamente affiancato al mio basilico….insieme fanno davvero una bella coppia, non credete?
Adesso mi manca il rosmarino, che sarà new entry prossimamente …ne vedremo delle belle con il mio menage a trois 😀
Che ne dite? Vi piace? E secondo voi ce la farò a farlo durare? 


Basilico: storia di una piantina in continua evoluzione

So che siete stati afflitti da questo dubbio amletico, in questi giorni passati. “Che fine avrà fatto la piantina di basilico di quella là?”. So che non ci avrete dormito la notte. E so che molti di voi, segretamente, lo davano per spacciato visti i presupposti.
E invece vi sbagliavate! 😀
Grazie ai vostri pensieri e alle vostre preghiere, il mio basilico è triplicato. E siccome vi conosco, che siete come San Tommaso, ecco le prove di com’è adesso:

e com’era appena piantata

Cheppoi ieri sera all’improvviso, era già buio, s’era messo a tirare un vento, e il cielo non prometteva niente di buono….ero al telefono con mia madre e le ho chiesto “mi sa che piove, che dici, lo tiro dentro?”
La risposta di mia madre: “……………….”
Un silenzio carico di parole che ho immaginato orribili, dirette alla mia persona…Invece dopo ha solo accennato un dolce “ma no, perché il mio non sta sempre fuori? non ti preoccupare”.
E sì, perché sta piantina è diventata come un figlio, la sua salute mi sta veramente a cuore. 
Speriamo non si prenda un raffreddore 😀
Ok ok, la smetto di dir scemate. Passo e chiudo. Vado a dare l’acqua alla “bimba” 😀

Tè di arancia e melograno…con cardamomo made in Iran e miele

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Ieri sera ero tutta intenta a giocare con la mia nipotina, per cercare di chiudere con serenità una settimana che è stata davvero pesante, quando ho sentito squillare il cellulare con un numero strano. “Il solito sbaglio” mi sono detta, e ho risposto un pò distrattamente.

«Pronto?»

«….. »

«Pronto?? »

«Michelà? »

– solo alcuni amici mi possono chiamare Michelà con l’accento sulla a, e sono i miei amici Iraniani – 
«Si?»

«Michelà, i’m Iman», sono Iman
-faccio due più due, Iman deve ancora essere in Iran perché mi ha detto che sarebbe tornato a fine settembre per le lezioni –
«Iman????? Iman??? Are you calling from Iran?» stai chiamando dall’Iran?
«Yes!» Si!
«Ohmygodddddd!!!!» ohmiodiooooooo!!!! 

Ho urlato come una gallina sotto gli occhi curiosi della mia nipotina, non ci potevo credere! E sapete perché mi ha chiamato? Perché una sera a cena a casa mia mi aveva promesso che durante il suo soggiorno a casa mi avrebbe comprato un dizionario Persiano-Italiano, per me che come autodidatta sto cercando di imparare la lingua, e lui voleva sapere se andava bene quello che aveva preso. 

Ho chiuso la telefonata con un sorriso che mi arrivava dietro la testa, la mia scricciola che mi guardava come a chiedere “Zia, ma che t’è preso stasera?” e un tuffo nel cuore per un gesto così semplice, ma per me tanto importante. 

Quando mi accadono questo genere di cose, mi rendo conto che l’amicizia è fatta di gesti semplici, e che le persone – quelle giuste – ti amano senza che tu lo chieda. E questo per me resterà per sempre un miracolo.

Alla salute del mio amico Iman e della sua splendida famiglia che mi hanno accolto nella loro casa come una regina, oggi gusto questo meraviglioso tè.

Ormai lo sanno pure i muri che amo le spezie di tutti i tipi. Non tutti sanno però che sono una discreta consumatrice di tè e tisane. Ne compro sempre di più di quelli che riesco a consumare, ma è più forte di me…mi attirano come il miele per le api. Da quando poi ho scoperto il cardamomo, il mio tè ha assunto tutto un altro significato. Mi ha insegnato ad usarlo la mia amica Iraniana, Anahita. Lo so che sarò arrivata in ritardo anni luce, ma io ci ho messo 30 anni per scoprirlo (meglio tardi che mai!). 

In Iran lo usano in infusione nel tè, in qualsiasi tipo di tè. Incidono il seme da un lato e lo immergono nell’infuso. Lo lasciano qualche minuto e poi lo tolgono. Lascia un aroma veramente buono. 
Il tè che vedete in foto l’ho preparato con un composto di melograno e arancia essiccate – che mi ha regalato mia cognata, comprato in erboristeria – con aggiunta di semi di cardamomo e miele per dolcificare. 
Questi tè sono ottimi in inverno, per riscaldarsi, ma vanno benissimo anche in estate, purché lasciati raffreddare. 
Il cardamomo che ho usato io viene diretto dall’Iran, ma so che si può trovare anche nei negozi bio o nei negozi stranieri, tipo indiani et similari. 

Olio aromatico…tutto home made

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Avete mai provato ad aromatizzare l’olio extra vergine? sono sicura che la risposta sarà si per molte di voi. 
Io l’ho fatto svariate volte e ogni volta in modo diverso. Ho la fortuna di usare olio extra vergine di prima qualità perché auto prodotto a casa dei miei, che intorno alla recinzione hanno filari di piante di ulivo. 
Ogni anno tra ottobre e novembre c’è la raccolta di questi strabilianti frutti che vengono poi minuziosamente selezionati da mio padre che è orgoglioso del suo olio prodotto con la massima cura, anche per i piccoli dettagli. Ogni anno la stessa ansia, la stessa attesa: “quanto sarà la resa?“. Quasi ogni anno registriamo una resa migliore di tanti altri, benché mio padre sia uno che scarta anche molto perché dice “nell’olio deve andarci solo l’oliva sana“. Sarà frutto dell’amore con cui cura le piante, credo. 
Certo non tutti gli anni è lo stesso. Chi conosce un pò la natura, sa che più o meno si fa un anno su e un anno giù, ma il nostro “giù” non è mai malaccio. 
Quando mio padre torna dal frantoio, è sempre una festa. Guardiamo tutti orgogliosi il colore incredibile di questo oro liquido, profumato fino all’inverosimile. E’ tradizione che quel giorno si mangi bruschetta a casa mia, è un appuntamento annuale a cui non rinunciamo da moltissimi anni. Magari ve ne parlerò tra qualche tempo. 
Intanto vi dico come ho preparato io questo olio aromatico, in pochi e semplici gesti. 
Ah! Questo olio è tutto home made, perché anche i peperoncini, l’aglio e il rosmarino sono coltivati in casa.



Ingredienti:

Olio extravergine di oliva
Rosmarino
Aglio
Peperoncino

Procedimento:

In un pentolino ho scaldato metà olio con il rosmarino fresco, l’aglio e il peperoncino. L’ho poi messo nella bottiglina e ho riempito con il restante olio freddo (la quantità dell’olio ovviamente l’ho regolata in base alla bottiglia che volevo usare).

L’olio si conserva a lungo e si può utilizzare su tutti i cibi a cui si sposa bene il rosmarino.


Arista di maiale all’orientale

“E l’odore di spezie che ha il buio
con noi due dentro al buio abbracciati..”
Paolo Conte – Come mi vuoi?
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Complici le vecchissime riviste di cucina di mia madre, ho voluto provare questa ricetta che, come tutte le cose speziate, ha attirato la mia attenzione. Credevo venisse fuori qualcosa che sarebbe stato difficile da proporre agli altri e invece mi sbagliavo! Mi è venuta buonissima…
Da precisare che io non avevo l’arista e ho usato un pezzo di polpa di maiale, che io direi va benissimo lo stesso. La prossima volta, quando avrò tempo di fare la spesa, proverò con l’arista.

Ingredienti:

Arista di maiale
1 noce di burro
1 bicchierino di grappa
2 albicocche
1 lt di brodo
Sedano
1 scalogno
Spezie varie: cumino, curry, coriandolo, zenzero, chiodi di garofano.
(a me il curry era finito e l’ho sostituito con la paprika)
Olio Sale

Procedimento:

In una pentola ho messo a dorare lo scalogno con un filo d’olio e una noce di burro. Ho aggiunto le coste di sedano tagliate a rettangoli piuttosto grandicelli. Ho fatto andare per un pò e poi ho messo il mio pezzo di carne, facendolo “fermare” su ogni lato. A questo punto ho aggiunto tutte le spezie, il sale,e ho irrorato con la grappa. Fatta svaporare quest’ultima, ho quasi coperto  totalmente con il brodo e ho aggiunto le albicocche spaccate a metà.
Ho lasciato cuocere per un paio d’ore con il coperchio, controllando e girando ogni tanto. 

Trascorse le due ore, nel tegame c’era circa un dito di brodo ancora. Ho spento e ho passato il pezzo di carne in una padella a rosolare in poco olio, per dargli un aspetto croccante e lucido. 
A parte ho filtrato il brodo rimasto, mettendo  da una parte il sedano e dall’altra il puré di albicocche. 
Infine ho impiattato come vedete dalla foto sopra.
Una nota: con il poco brodo rimasto, potete aggiungere una spolverata di farina e formare una cremina per guarnire la carne tagliata 🙂
Provate…è squisita ^__^

Buona Domenica a tutti!


Risotto con gorgonzola, coriandolo e porro

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Ieri sera la prima cosa che ho fatto appena tornata a casa è stata guardare la mia piantina di basilico. Era un pò giù di corda, ma tutti mi hanno detto che è normale vederla così la sera. Basta darle l’acqua e riprende vigore.  Così le ho dato l’acqua e tempo dieci minuti si è ritirata su. Speriamo bene, và! sembrerà esagerato dirlo, ma quando hai in “custodia” una piantina, finisce che la prendi a cuore: vuoi che viva, che cresca sana e forte…almeno a me fa questo effetto.

Dunque, per saltare di palo in frasca, i risotti mi piacciono un sacco, ma devo dire che in percentuale li preparo drasticamente meno rispetto alla pasta…non saprei dire il perché…forse perché quando sono a casa mia da sola, tendo a fare cose più sbrigative, quando invece sono a casa dei miei, lì tutti prediligono la pasta.

Oggi vi vorrei presentare questo piatto per osannare il coriandolo coltivato da mia madre 😀


Ingredienti (diciamo per 4 persone):
9 pugnetti di riso (2 a testa più uno per la pentola)
1 cucchiaio colmo di coriandolo tritato
120 gr di gorgonzola
1 lt di brodo vegetale
1 porro
2 dita di vino bianco
1 noce di burro
Procedimento:
In una casseruola ho messo un fondo di olio con il porro tagliato a rondelle sottili. Ho fatto appassire, ho aggiunto il riso e l’ho fatto tostare girando di continuo, per un minuto circa. 
Ho aggiunto il vino e l’ho lasciato svaporare. A questo punto ho iniziato ad aggiungere il brodo caldo, una mestolata per volta, fino a portare a cottura. Un minuto prima di chiudere il fuoco, ho versato nel risotto il gorgonzola a dadini, una noce di burro e quasi tutto il coriandolo. Ho amalgamato bene.
Ho impiattato e sopra ogni piatto ho spolverato il coriandolo rimanente.


Basilico….ci riprovo!

Ci avevo già provato a inizio estate…..a comprare una piantina di basilico e invasarla. Ma niente….sarà durata 5 giorni, non di più: morta, stecchita, caput! (non so se è chiaro il concetto 😀 )
Oggi mi trovavo al supermercato e mi serviva del basilico (muta sono!). Avevo già preso un troppo grande mazzetto avvolto in una pellicola, sentendomi in colpa per quella  voce in testa di mia madre “ma come, con tutto il basilico che ho io, tu te lo vai a comprare???” (lo so mamma, ma mi sono dimenticata di saccheggiartelo!). Insomma, mi aggiravo tra i banchi frutta e verdura quando scorgo ad un angolino delle piantine di basilico. Con fare finto noncurante mi avvicino, camminando lateralmente a mo’ di granchio :’D e che cosa vedo? eh? cosa vedo? 
Vedo il prezzo, vedo! 1,18 €, lo stesso identico del mazzetto che avevo preso!
Se tanto mi da tanto, tanto vale che compro la piantina con tutto il vasetto!! 
Ma che poi…che prezzo è 1.18 €? Io lo trovo insensato. Vabbé. 
Insomma, finisco la mia spesa (mi sono fatta attrarre da dei meravigliosi mirtilli e da un mango, e li ho comprati senza sapere ancora cosa ne farò!) e una volta a casa ho cercato di invasare la piantina di basilico nell’unico vaso che possiedo sul balcone…sperando che stavolta non morirà!! 
Fate anche voi la vostra preghierina per il poro basilico 😀

Dalla Cina con furore: spaghetti di riso saltati con verdure miste e pollo speziato


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Me ne stavo ieri tutta concentrata al tavolo della mia cucina, con la tv accesa sul tg e il pc da cui leggevo attentamente i blog amici, quando a un certo punto ho sentito sfrigolare qualcosa. All’inizio è stato un rumorino impercettibile e lento. “Non ho niente sui fornelli” mi sono detta subito, constatando la mia solita pigrizia della domenica sera, dove se va bene mangio un avanzo, o come nel caso di ieri un mini panino con speck e insalata.

Che sarà? (♪ ♬ della mia vita chi lo sa..♪ ♬)

Neanche il tempo di finire di chiedermelo che il rumore diventa più forte e una nuvola che ricorda Chernobyl si alza da dietro la tv…paura, panico, paralisi. Che faccio? Fuggo in salvo e lascio tutto a come capita capita, o stacco la presa della corrente? Mai vista una cosa simile in vita mia, non so come comportarmi, mi vedo già bruciata in faccia per esplosione della tv, ricoverata d’urgenza per ustioni del sesto grado della scala richter…ah, no, quelli sono i terremoti, vabbé…mi vedo già una donna finita quando prendo coraggio, tiro via la presa della corrente e corro a prendere un ventilatore per cercare di far uscire quel fumo nero e puzzolente. Il mio padrone di casa non c’è, non metto più piede in cucina finché la tv non fredda e quella puzza non è quasi del tutto scomparsa.

Ci voleva un qualcosa di movimentato l’ultima sera di libertà…mi pare giusto.

Ma passiamo alla ricetta e, dunque, stasera vi chiedo: cosa succede quando al supermercato vi imbattete nei cibi internazionali che non avete la minima idea di come cucinare? Semplice: li comprate e improvvisate 😀 

L’altro giorno con la mia amica Chiara abbiamo comprato questi spaghettini di riso cinesi, per la prima volta. 
E io ho voluto cucinarli così 🙂



Ingredienti: 

Spaghetti di riso
1 peperone
1 carota
1 zucchina media
200 gr di petto di pollo
Porro
Curry
Olio Sale

Procedimento:

Ho lavato gli ortaggi e li ho tagliati: la carota a fiammifero, il peperone e la zucchina a piccolissimi dadini, il porro a rondelle. In una wok ho messo tre dita di acqua, una spolverata di sale, e tutti gli ortaggi. Li ho fatti cuocere per circa 15 minuti. Quando l’acqua era quasi consumata, ho aggiunto dell’olio e ho fatto saltare altri 10 minuti. 
A parte, ho tagliato a piccoli dadini il petto di pollo e l’ho fatto saltare in una padellina con l’olio, il sale e il curry. Quando le due padelle si sono stiepidite, ho unito tutti gli ingredienti.

Per la cottura degli spaghetti di riso, ho seguito le istruzioni sulla confezione: ho preparato una ciotola capiente con dentro dell’acqua calda, ce li ho immersi dentro per 4 minuti e poi li ho scolati e buttati nella wok, dove li ho saltati con il condimento. 
Il suggerimento è quello di lasciare gli spaghetti piuttosto umidi, di non scolarli bene, perché tendono a restare asciutti. 
Ho amalgamato con cura e ho impiattato.


Pasta risottata con cotto e zafferano

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Questa pasta vorrei dedicarla alla mia amica Valentina. Lo scorso inverno l’ho fatta per una cena in cui c’era anche lei (cuocevo farfalle quella volta). Le avevo detto tutto il giorno che avrei cucinato la pasta risottata, e quando la sera è venuta a sbirciare nella pentola, in modo molto candido mi ha chiesto: “E il riso dò sta?” 😀 
Amiche…bisogna amarle per quello che sono 😀 ahahaahahha

Ingredienti:
Pasta (il formato che preferite)
Prosciutto cotto a cubetti
Brodo vegetale (circa 1 lt, regolatevi in base alla quantità di pasta)
Zafferano
Aglio
Salvia fresca
Parmigiano
Olio Sale Pepe

Procedimento:
In una padella con bordo piuttosto alto, ho messo dell’olio con l’aglio intero e ho lasciato appena scaldare. 
Ho aggiunto la pasta, l’ho girata velocemente con un cucchiaio di legno e non appena è stata lucida ho aggiunto il brodo fino a coprire la pasta, ho aggiunto tre foglie di salvia, il pepe e il prosciutto cotto e una presa di sale.

Ho fatto cuocere per circa 10-12 minuti, girando spesso. Ho assaggiato il brodo per vedere se c’era bisogno di altro sale. Quando ho visto che la pasta era quasi cotta, ho eliminato un pò di brodo perché ne avevo messo troppo. Di brodo ne deve rimanere giusto un pochino sul fondo, che amalgamandosi con il parmigiano formerà una cremina. Regolatevi ad occhio affinché non risulti troppo brodosa. 
Dopo che ho tolto il brodo in eccesso, ho aggiunto lo zafferano, ho girato qualche secondo ed ho spento il fuoco. Ho tolto le foglie di salvia e ho aggiunto un giro di parmigiano, amalgamando bene. 


Tagliatelle con crema alle erbe

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Non so voi, ma io venero le erbe. Devo dire grazie a mia Mamma, che ha un meraviglioso pollice verde e che in fatto di erbe non si fa mancare nulla…e quando dico nulla, intendo NULLA 🙂
Dal basilico alla santoreggia, dalla maggiorana al timo, fino ad arrivare al dragoncello, l’origano, il rosmarino, la salvia, la mentuccia, per sfociare poi nella camomilla autoprodotta, la lavanda e i semi di coriandolo: olé! 😀

Grazie a questo amore tramandato, ieri ho provato queste STREPITOSE tagliatelle….uno dei primi più buoni che abbia mai mangiato (e ho detto tutto). Se provate a farlo con le erbe fresche, la vostra cucina sarà invasa da un profumo meraviglioso e inebriante …quando poi assaggerete la pasta, non potrete credere a tanta vellutata bontà.

Ingredienti per circa 4 persone: 

Tagliatelle (io le ho fatte in casa)
3 rametti di salvia
2 rametti di timo
2 rametti di dragoncello
2 rametti di maggiorana
2 spicchi d’aglio
125 gr di burro
Panna fresca
Parmigiano
Olio sale Pepe

Procedimento:

Cuocete le tagliatelle in acqua salata. Nel frattempo tritate finemente tutte le erbe (più fine sono, meglio è).

In una wok scaldate l’aglio con il burro, a fuoco lento perché non deve soffriggere. Unite la panna e lasciate andare 2 minuti. Eliminate l’aglio e aggiungete le erbe, regolate di sale e pepe. Versateci dentro le tagliatelle, spolverate di parmigiano e servite subito in tavola. 
Buon appetito!