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Cook the book #2: Margaret Mazzantini e gli arancini siciliani

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Rieccoci io & Matteo per un nuovo appuntamento con la rubrica Cook the book.

Stavolta è toccato a Margaret Mazzantini, di finire nei nostri blog, con il suo libro “Non ti muovere”.

Camminando verso il bagno già mi spogliavo. Entrai nella doccia, il telefono squillò.
«Ti sei fatto un po’ di spesa?»
Tua madre era puntuale come sempre.
«Certo.»
Naturalmente mentivo. Quell’estate campavo di arancini, palle di riso bianco fritte e gustose. Mi fermavo a mangiarli in una gastronomia che oggi ha chiuso. C’era un bancone di marmo, e un uomo allampanato che mi serviva in silenzio la mia dose. Tre arancini, dentro un piatto pesante da osteria. Sai, figlietta, la vita è una carta adesiva piuttosto ingannevole, la colla sembra resistente, sembra che debbano resistere molte cose. Poi la srotoli, e ti accorgi che manca un sacco di roba, restano giusto quattro stronzate. Ecco, tra quelle quattro stronzate, per me, c’è un piatto fondo da osteria con tre arancini dentro.
Ingredienti:

Per il ripieno:
200 gr di riso
80 gr di parmigiano
1 uovo
50 gr di carne macinata
50 gr mozzarella
50 gr di piselli
1 piccola cipolla
Salsa di pomodoro
Olio Sale

Per la frittura: 
2 uova
Pan grattato
Olio di semi

Procedimento:

Ho lessato il riso, scolato in una ciotola e ho unito un uovo mescolando bene.
In una padella ho messo il trito di cipolla, un filo d’olio e ho fatto saltare la carne macinata. Quando è stata ben rosolata, ho aggiunto qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, una presa di sale e ho lasciato cuocere per circa 20 minuti. 
In una padellina a parte ho messo due dita di acqua, pochissimo sale e i piselli, lasciandoli cuocere finché non sono risultati morbidi. 
Ho tagliato la mozzarella a cubetti
Ho ripreso il riso, ci ho messo dentro il grana, poi il sugo con il macinato e i piselli, mischiando bene. 
Ho messo nella mano un pò di impasto, al centro ho posizionato un cubetto di mozzarella, e ho richiuso formando una pallina o un cono (come preferite). 
Ho passato i miei arancini nelle due uova sbattute e poi nel pan grattato, quindi ho fritto in abbondante olio di semi bollente.


Cook the Book #1: Montalbano e la pasta ‘ncasciata

Cari tutti, 

vi avevo accennato che c’era aria di novità nel mio blog. Le novità in realtà saranno due, ma intanto partiamo con la prima 🙂
In collaborazione con il mio amico Matteo, del blog “Storie dentro storie” ho ideato una nuova rubrica, intitolata “Cook the book”. Si tratta di prendere spunto da frammenti letterari significativi dove viene citata una pietanza e riprodurne la ricetta. 
Prima però è doveroso fare qualche “cenno storico” 😀
Io e Matteo ci siamo conosciuti in una bellissima mattina di Ottobre di qualche anno fa e immediatamente ci ha uniti, tra le altre (mille) cose, una grande passione per la letteratura e per la cucina. In questi anni la nostra passione è cresciuta insieme a noi e insieme alla nostra amicizia, che oggi è una delle cose più preziose che ho.

Io e Matteo siamo amici nel vero senso del termine, almeno per come noi intendiamo l’Amicizia: ci supportiamo e sopportiamo a vicenda, ci abbracciamo quando siamo tristi, ci mandiamo a quel paese quando ci facciamo saltare i nervi a vicenda, condividiamo passioni, pensieri,  andiamo insieme al cinema e quando ci scappa facciamo insieme anche qualche viaggio.

Quando Matteo mi ha proposto questa rubrica, ho accettato immediatamente. Poi non vi dico per scegliere il nome che tiritera…ma a onor del vero, questo bellissimo titolo l’ha trovato lui (e mica posso fa’ tutto io!) 😀

Tutti e due ci auguriamo che questa iniziativa vi piaccia e partiamo subito con la prima ricetta.

Il passo che abbiamo scelto è tratto da un libro di Camilleri, “La prima indagine di Montalbano”.

Di ora in ora il nirbusismo dei tri crisciva tanto che, a scanso di qualiche feroce azzuffatina, il commissario decise di andare a casa a mangiare. A casa e non in trattoria perché il sabato passato aveva trovato un biglietto della cammarera Adelina:

Totori, alluniddì ci apripparo la pasta ncasciatta.

La pasta ‘ncasciata! Un piatto che uno gemeva di godimento a ogni forchettata, ma che Adelina gli faceva trovare raramente dato che ci voleva il tempo so’ a pripararlo.
Visto che il vento si era abbacato, mangiò nella verandina in mezzo a lampi e trona. Ma, davanti a quella grazia di Dio che gustava non solo con il palato, ma con tutto il corpo, del malo tempo altamente se ne stracatafotteva.


La pasta ‘ncasciata è una ricetta tipica siciliana, ed è da ritenersi un piatto unico…unico nella giornata! nel senso che dopo averlo gustato, potrete tranquillamente mangiare il giorno dopo 😀  E’ molto molto sostanziosa, però una volta nella vita va assaggiata. Devo anche ammettere che sono sempre un pò dubbiosa quando in una pietanza ci sono troppi ingredienti, ma sono contenta di potermi smentire da sola perché questa pasta è buonissima.
La ricetta l’abbiamo presa qui.

Ingredienti (io ho fatto una tortina piccola, 15 cm di diametro che basta per 4 dosi abbondanti)

200 gr di pasta
50 gr di salame milano
100 gr di caciocavallo fresco
100 gr di carne tritata
50 gr di pecorino grattugiato
4 piccole melanzane

2 uova sode

1/2 bicchiere di vino bianco
Olio Sale
Olio per friggere

Procedimento:

Ho lavato e tagliato le melanzane e le ho messe in una scolapasta con del sale ed un peso sopra, per far uscire l’acqua di vegetazione. Le ho lasciate per circa un’ora. Intanto in una pentola ho messo l’aglio e un filo d’olio e ho lasciato dorare. Ho quindi aggiunto la carne tritata. Quando ha preso un pò di colore, ho sfumato con il vino bianco. Una volta evaporato ho aggiunto la salsa di pomodoro, aggiungendo il sale e lasciando cuocere per una mezz’ora abbondante.
Nel frattempo ho ridotto in pezzetti gli altri ingredienti – il salame, il caciocavallo e le uova sode – e ho grattugiato il pecorino.

Ho preparato la mia tortierina distribuendo un filo d’olio con la mano su tutta la superficie e poi il pan grattato.

Ho lessato la pasta lasciandola al dente e l’ho condita in una ciotola con un po’ di sugo.

Ho sciacquato le melanzane, le ho strizzate e le ho messe su un panno di cotone pulito e asciutto. Ho preparato una padella con olio bollente e ho fritto le melanzane, riponendole poi su carta assorbente (cambiandola spesso affinché non si inzuppasse e il mio fritto venisse bello asciutto).

A questo punto ho iniziato a comporre la mia pasta ‘ncasciata. Io ho scelto di foderare con le melanzane solo il contorno della mia tortiera, ma potete anche fare nei vari modi che si vedono sul web: tutta foderata, o foderata per niente.

Nell’ordine ho fatto così: uno strato di pasta, del sugo, uovo sodo, caciocavallo, qualche pezzetto di salame e uno strato di melanzane. E via a salire. Ho chiuso con il caciocavallo e il pecorino che insieme fanno formare una bella crosticina.

Ho messo in forno per circa 15 minuti a 200°

I miei consigli:

Siate avari con il sale nel sugo, perché gli ingredienti sono già saporiti di loro.
Nel mio caso, io ho rovesciato la torta di pasta in un piatto e l’ho rimessa in forno sotto il grill per fargli fare la crosticina che altrimenti non avrebbe avuto.