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Bavarese menta e liquirizia

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Sfruttare le foglie di menta fresca e la polvere di liquirizia pura che avevo in dispensa: da questo intento è nato questo dessert in bicchiere. 
Fresco, pratico da mangiare, adatto al periodo. 
Io e mia Mamma adoriamo la liquirizia, e mi è piaciuto associarla ad un dessert. 
Mi sono divertita con la forma, inclinando i bicchieri. 
Ai miei ospiti sono piaciuti…e a voi? 🙂
  © Michela De Filio 

Ingredienti:

Per la crema inglese 

400 gr di panna liquida freschissima
150 gr di zucchero
200 ml di latte intero
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Aromi 

10 foglie di menta
10 gr di polvere pura di liquirizia

Procedimento:

Per prima cosa preparatevi i bicchieri su un vassoio facendo in modo che restino inclinati, aiutandovi con appoggi di qualsiasi tipo (io ho usato anche il mattarello) 
Dividete a metà tutti gli ingredienti per la crema inglese. 
Con la prima metà inizierete preparando la crema alla liquirizia, quindi in un pentolino scaldate il latte rendendolo tiepido e spolverateci dentro la polvere di liquirizia. 
Lasciatelo in infusione qualche minuto. 
Mettete ad ammorbidire la colla di pesce in un velo di acqua. 
In un pentolino mettete i due tuorli con lo zucchero e batteteli un pochino con la frusta. 
Aggiungete adagio il latte alla liquirizia, filtrandolo e continuando a sbattere.  
Mettete sul fuoco e portate a circa 80° (la crema NON deve arrivare a bollore per non stracciare i tuorli) 
Togliete dal fuoco e aggiungete la colla di pesce ben strizzata, continuando a sbattere con la frusta. 
Lasciate freddare. 
Nel frattempo montate la panna. 
Quando la crema inizia a “tirare”, con cura incorporate la panna. 
Colate a questo punto la crema alla liquirizia nei bicchieri inclinati e riponeteli in frigorifero finché saranno perfettamente solidificati. 
Dopo un’oretta, con l’altra metà degli ingredienti, preparate la crema alla menta. 
Lavate e asciugate 10 foglie di menta. Cinque le metterete in infusione con il latte, mentre le altre cinque le passate in un macinino insieme allo zucchero finché otterrete uno zucchero a velo vagamente velato di verde. 
Mettete lo zucchero aromatizzato alla menta insieme ai due tuorli, in un pentolino. 
Frustate per amalgamare. 
Aggiungete il latte filtrandolo dalle foglie di menta e portate sul fuoco ad 80° 
Togliete il pentolino dal fuoco e incorporate la colla di pesce ammorbidita. 
Lasciate freddare, quindi incorporate la panna montata 
Riprendete i bicchieri che ora avranno uno strato obliquo di liquirizia e metteteli dritti nella loro posizione naturale. 
Colateci dentro la crema alla menta e riponete di nuovo in frigorifero fino a completa solidificazione. 
Prima di servire guarnite la superficie con della menta fresca.


Bavarese al cioccolato bianco, arancia e cannella

Nel post scorso io e Luisa vi abbiamo presentato un primo piatto. Oggi vi offriamo invece il bavarese che abbiamo ideato insieme, nello stesso giorno.

Un dolce al cucchiaio pensato nei minimi dettagli, con la simpatica idea di arricchirlo con una decorazione di cioccolato a forma di farfalla.
Cannella, arancia e cioccolato bianco si sposano perfettamente, per dare vita ad un dessert molto delicato nel gusto.
Dessert che una sera abbiamo portato a cena, ospiti dai genitori di Lou: entrambi hanno molto apprezzato, con grande gioia da parte nostra (meno male, considerando la qualità altissima della cena che ci avevano offerto, sarebbe stato terribile fallire il dolce!). 
Grazie a Jane per avere soffuso Battiato come colonna sonora di quella cena, e a Giuliano per avere cucinato una cena memorabile 🙂
Qui potete godere del post della mia Amica Lou.
La base del bavarese l’abbiamo presa da Pinella. Il resto è frutto della nostra fantasia.

Qui potete scaricare il pdf con il disegno delle nostre ali di farfalla, quello che abbiamo usato per questa realizzazione. 

 © Michela De Filio 

Ingredienti per circa 10 dessert:

Per le decorazioni di cioccolata

150 g di cioccolato fondente di buona qualità

Per il bavarese

325 g di panna fresca
200 g di latte
187 g di cioccolato bianco
37 g di zucchero
112 g di tuorli
8 g di gelatina
Zeste di arancia
Cannella

Procedimento:


Per le decorazioni di cioccolato

Sciogliete il cioccolato a bagno maria
Nel frattempo disegnate le ali di farfalla su un cartoncino. 
Sovrapponete al cartoncino un foglio di carta forno.
Lasciate scendere un pochino la  temperatura del cioccolato e ponetelo all’interno di un sac a poche con una bocchetta fine oppure in un cono ricavato con carta forno. 
Disegnate con il cioccolato le ali di farfalla e fatele freddare completamente.
Con delicatezza staccatele dalla carta e aiutandovi con dei supporti su cui appoggiare le ali (noi abbiamo usato palline di carta argentata), unitele al centro con una “saldatura” al cioccolato, che sarà il corpo della farfalla.
Lasciate freddare.

Per il bavarese

La sera prima bollite il latte con le zeste di arancia. Spegnete e lasciate in infusione tutta la notte.
Idratate la gelatina in poca acqua
Portate a bollore il latte
Sciogliete il cioccolato a bagno maria
Mescolate i tuorli con lo zucchero, senza montare
Aggiungete il latte e cuocete fino ad arrivare ad 82°
Aggiungete la gelatina e mescolate bene fino a scioglierla completamente.
Togliete dal fuoco, aggiungete la cannella e le zeste di arancia.
Fate intiepidire e aggiungete la panna semimontata, mescolando sempre.
Riempite con il composto i vostri stampini e metteteli in freezer a compattare.
Sformate, impiattate e decorate con polvere di cannella, striscioline di arancia e farfalle di cioccolato.


Bavarese alle mandorle con briciole di amaretto

Ho sempre amato la musica. Le persone che leggono questo blog da un pò, staranno facendo di si con la testa. Quante volte vi ho parlato di come la musica influenza la mia vita? Tante.

La musica è il filtro tra me e la realtà che mi circonda. Avvolge tutto, come una placenta. Situazioni, esperienze, persone, viaggi. Non esisto senza di lei e mi piace pensare che lei esista per me.
Musica balsamo per le mie ferite, miele sulle mie labbra, carezza sui timpani miei. Sottovoce, urlata, proclamata, zitta zitta. Ninna nanna tutte le sere, quando vince la stanchezza e cadono le barriere: il pugno si apre sconfitto dal sonno, l’mp3 dentro. E tutto muore, nel sonno, tranne lei. 
La amo così tanto, e la ritengo così imprescindibile, da arrivare ad avere paura di chi non la considera (e non dico tanto per dire). 
Ossessiva, totale e compulsiva, come in tutte le cose che nella mia vita mi danno dipendenza. Sono io. Sono quella in grado di ascoltare una canzone a ripetizione anche per un giorno intero, fino ad averne le orecchie e i sensi pieni, per poi accantonarla improvvisamente e dimenticarmene per mesi. 
Ma poi la musica torna, torna come tutte le cose importanti. Fa un giro lontano come un boomerang e poi torna. E magari quando torna ti prende in fronte con un colpo che a stento resti in piedi. 
E sapete quando succede? Quando state facendo altro. State magari scegliendo un vestito in un negozio, raccogliendo una matita a terra, passeggiando su una strada sconosciuta…e improvvisamente in testa vi viene quella nota. Che potrebbe essere una nota qualsiasi di mille mila altre canzoni, ma non lo è. E’ solo quella nota. 
Quella che si è agganciata ad un vostro ricordo, un giorno per caso, e non l’ha lasciato più. Quella nota sta appesa al vostro ricordo come lo potrebbe essere un uomo a un paracadute.
La mia vita è un disordinato pentagramma.
Spettinato, come me.

“La musica è il tipo perfetto dell’arte, perché non può mai svelare il suo ultimo segreto”
                                                                    | Oscar Wilde |

Dosi per circa 12 cupole di bavaresi da 8 cm di diametro

Per il bavarese alle mandorle 

400 g di panna liquida
100 g di zucchero
250 ml di latte intero
50 g di pasta di mandorle pura
10 g di colla di pesce
4 tuorli

Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte e mettete sul fuoco.
Arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 
Versate negli appositi stampi in silicone e congelate

Per le decorazioni di cioccolata

Cioccolato fondente di ottima qualità

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria
Lasciate stemperare portando fino a 30°C circa
Versate il cioccolato in una sac a poche con beccuccio fine
Create le vostre forme su un foglio di carta forno e lasciare raffreddare completamente prima di staccare

Per guarnire

Amaretti a piacere

Per il montaggio

Sformate le cupole di bavarese nel piatto e lasciate a temperatura ambiente circa 30 minuti
Sbriciolate gli amaretti sulla superficie
Guarnite con le decorazioni di cioccolata



****
Quasi 34 anni e sono di nuovo sui banchi di scuola.
La sera, dopo il lavoro. 
Stanca ma felice.
In bocca al lupo a me!



Bavarese nocciola vaniglia e caffe’

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Quest’uomo vestito di bianco, non mi guarda mai in faccia, fissa sempre lo schermo. Chissà se ha disagio dello smarrimento che sono certa di avere negli occhi. E’ giovane, avrà la mia età (un anno di più, scopro dopo). Mi passa quell’odioso gel sulla pelle. E’ freddo, penso.
Spinge con il lettore che saprà vedere il mio cuore. Lo preme, sento malessere. Mi da fastidio tutto in questi giorni. Eppure sopporto come una macchina da guerra. Non guardo ad oggi, penso a domani, a quella curva del sentiero un poco più avanti. Quella che mi interessa svoltare.
Non sento il mio cuore, ma so che batte forte. Dannata timidezza. E sì che Cugia scriveva che le donne timide andrebbero protette come le foche monache. Sono una foca monaca. Perché costui non se ne accorge? Scorre il lettore, chissà cosa legge, dentro il mio cuore. Che ho paura, forse. Che non so dove sto andando, probabile. Che voglio vivere, dannazione. Sono sola, ma penso a tutte le persone che amo. Sono sola, come in tutte le cose super importanti. Non che chi mi ama mi abbia abbandonata, no! Ma non lo so perché, nei crocevia fondamentali della mia esistenza, ho sempre voluto avere un momento di solitudine, anche uno soltanto. Nella solitudine – anche momentanea – prendo coscienza e coraggio. Anche se è difficile da credere. Ma mica sono l’unica pazza che lo pensa. Pasolini in un suo libro scriveva  Io avevo voglia di stare solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose. Certo che sto stesa su questo lettino, vorrei piangere, e penso a Pasolini. Forse tanto a posto non ci sto. 
E poi….ecco….e poi sento un colpo. Quasi sobbalzo, come quando sei sovrappensiero e improvvisamente torni alla realtà. Un colpo, poi un altro, e un altro ancora. Pum pum pum. Sembrano colpi in mezzo alla tempesta. La tempesta è un fruscìo. E questo è il mio cuore che batte. E’ il mio cuore che batte!! Il suo eco squarcia il silenzio, sbatte sulle pareti di questo spazio vuoto. E’ il mio cuore che batte!! E io lo ascolto oggi per la prima volta. Non ho mai sentito il mio cuore per davvero, a parte quando mi soffermavo sott’acqua e sentivo quell’eco venirmi dal petto. Ma era un eco, non era questo suono. Questo è il mio cuore dal vivo!
Mentre farfuglio pensieri, quest’uomo vestito di bianco, sposta l’aggeggio al lato del mio seno sinistro. Non sento più il freddo del gel, perché per quel freddo non c’è più spazio. Quando perlustra quel lato, ecco che arriva di nuovo. Un suono angolare, un rintocco di campana lontana, che sbatte alle pareti e mi restituisce il suono del mio cuore preso dal lato. Non avrei mai pensato che il mio cuore potesse avere suoni diversi, e questo laterale mi commuove. Sbatte il mio cuore e rimbomba tra le pareti della mia gabbia toracica, come passi decisi d’un soldato in una caserma vuota. Batte forte, il mio cuore. E io lo conosco oggi per la prima volta. Come se fossi appena nata. 
Mi sveglio a mezzanotte. E’ buio, sono sola. Nel corridoio sento i passi di qualche infermiera, tutto è ovattato. Guardo fuori dalla finestra, luci di città. Penso alla mia vita che sta ricominciando e a chi è andato via. Avevo letto in un libro tanti anni fa, che la vita è fatta di posti che vengono lasciati perché qualcuno li occupi dopo. Come quando scendiamo da un tram e qualcuno prenderà il nostro posto a sedere. Pedine su una scacchiera. Non importa quale sarà la mossa, quella casella la occuperà qualcun altro. Cambiamo posizione con l’avanzare della nostra esistenza, saltiamo da un posto all’altro, fino ad arrivare al capolinea.
Oggi cambio posizione, nasce una nuova vita per me. Prendo il posto che qualcun altro ha lasciato per me. 
Piango, finalmente.
Sono viva. 
Mi chiamo Michela e sono nata due volte.

© Michela De Filio

Con queste dosi io ho preparato 14 bicchierini monoporzione + due minitortine da 12 cm di diametro + una torta da 18 cm di diametro. So che sembra tanto, ma visto il lavoro considerevole, vale la pena a mio avviso fare più porzioni in modo che possiate tenerle in freezer per ogni possibile occasione. 
I bicchierini sono facilissimi da fare ed essendo monoporzione potete scegliere di volta in volta quanti scongelarne. Molto pratici 🙂 
Se vi avanza del biscotto, come è successo a me che nei bicchierini non l’ho usato, potete congelare anche questo. Il biscotto si presta bene a molteplici preparazioni: oltre a essere usato infatti come base per torte, potete sbriciolarlo su delle mousse o addirittura unirlo a cubetti nel gelato.

Nessuno vi vieta, ovviamente, di dimezzare le dosi 🙂

Ingredienti:

Per il biscotto

E’ lo stesso della Vivaldi e potete trovarlo qui

Per il bavarese al caffè 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
150 ml di latte intero
100 ml di caffè ristretto
2 cucchiaini di caffè solubile
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte, il caffè ristretto e il caffè solubile 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Per il bavarese alla vaniglia 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
250 ml di latte intero
1 bacca di vaniglia
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Portate a bollore il latte con i semi della bacca di vaniglia e con la bacca stessa. 
Spegnete e lasciate in infusione. 
Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte da cui avrete eliminato il baccello della vaniglia 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Per il bavarese alla nocciola 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
250 ml di latte intero
50 gr di pasta di nocciole pura
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte e la pasta di nocciole. 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
 Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Ordine dei lavori e montaggio della torta:

Preparate il biscotto.
Con l’anello per il montaggio della torta, ricavate il disco di biscotto e lasciatelo da parte.
Preparate l’anello di acciaio appoggiandolo su un vassoio piatto ricoperto di carta forno o carta acetata.
Preparate il bavarese al caffè e colate il primo strato nell’anello, quindi mettete in freezer a solidificare.
Preparate il bavarese alla vaniglia, prendete l’anello dal freezer e fate altro strato con la vaniglia.
Rimettete in freezer e intanto preparate il bavarese alla nocciola.
Fate ultimo strato di bavarese alla nocciola, quindi coprite con il disco di biscotto.
Congelate.
Qualche ora prima di servire, capovolgete la torta su un piatto da portata in modo che il biscotto rimanga alla base e lasciate il dolce in frigo, fino al momento di servirlo.

Grazie dal profondo del mio cuore a tutti coloro che mi hanno
scritto un messaggio, una mail, telefonato.
A tutti coloro che mi hanno pensato.
A chi mi ha aspettato.
Ma più di tutti grazie a Chiara, Amica impagabile, 
dolce compagna di cammino, 
la sorella che non ho mai avuto, 
per avere rinunciato al suo tempo e al suo lavoro
pur di stare in pianta stabile al mio fianco.

Non lo dimenticherò mai.