Nocino

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Questa ricetta è stata tanto sospirata nel mio blog. Voluta, cercata, attesa. Queste fotografie risalgono ad un anno fa circa, quando come ogni anno mio fratello si è messo all’opera per fare il suo nocino.
Il nocino, in casa De Filio, lo prepara lui: tutti gli anni, ogni anno, con una ricetta base della nostra zia di Napoli e calibrata da lui nella quantità di zucchero e nel mix di aromi.

Amiamo le cose con quantità ridotte di zucchero, quindi qui in questa ricetta lo troverete ridotto ai minimi termini, ma potete naturalmente calibrare secondo il vostro gusto.

La china e il calamo potete acquistarli in erboristeria.

E ora viene il più bello: le noci.

Sono fortunata, l’ho detto mille volte. E tra le piante presenti nel terreno dei miei, c’è anche un altissimo, bellissimo, vigoroso albero di noci. Un albero che io amo in modo particolare. Mi piacciono tutti quei frutti in guscio. Quei frutti raccolti all’interno di uno scrigno: come le castagne, ad esempio, come le noccioline. E le noci, appunto.

Per fare il nocino è necessario raccogliere le noci il 24 Giugno, giorno di San Giovani. Qui si apre una diatriba tra mio fratello, che con il giorno è tassativo, e mia madre, che invece è della fazione del “va bene anche uno o due giorni dopo”. La diatriba si apre tutti gli anni, ma io devo dire che amo il rigore di mio fratello, aldilà delle ragioni di base.

Comunque, una cosa è certa: le noci devono essere fresche. Così come le vedete nelle foto.

Ma voi non le trovate commoventi? Perfettamente incastonate nel loro involucro: così giuste, così esatte. Vado in estasi per queste cose. Starei ore a guardare la meraviglia di cui è capace la natura. 

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

30 noci
1 litro di alcool
3 g di china
7 g di calamo
1 g di chiodi di garofano
200 g di zucchero
3 caffè amari

Procedimento:

Lavate le noci così come raccolte e spaccatele in quattro parti. 
Mettetele in un barattolo con l’alcool. 
Lasciate macerare per 20 giorni rigorosamente al buio, scuotendo ogni due giorni. 
Trascorsi i 20 giorni, aggiungete al barattolo tutte le spezie 
Lasciate riposare per altri 20 giorni rigorosamente al buio, scuotendo ogni due giorni. 
Al termine del riposo estraete l’alcool dal barattolo, avendo cura di lasciare le noci all’interno.
Prendete 300 ml di questo alcool e ponetelo in un pentolino portato su fiamma, senza arrivare a bollore. 
Inserite lo zucchero. 
Appena lo zucchero sarà sciolto, togliete dal fuoco. 
Lasciate raffreddare 
Aggiungete 3 tazzine di caffè amaro. 
Mischiate i 300 ml di nocino insieme alla restante parte di alcool. 
Imbottigliate e lasciate riposare 1 mese prima di consumarlo.


20 Responses to Nocino

  1. Evvai! quest'anno potrei fare a tempo a farlo, il 24 giugno deve ancora arrivare.
    uso il condizionale perchè poi il tempo non mi basta mai…
    ci pensavo giorni fa sai "devo chiedere a Michi come fare il nocino, prima che passi giugno!"
    e il Nocino, eccolo qui! 🙂
    la geometria della natura, a volte incredibilmente rigorosa nelle simmetrie, a volte irregolare e libera, è sempre e comunque affascinante!
    splendide foto. un bacio!!!

    • Amo la geometria della natura. E come scrivevo, amo tutti i frutti in guscio. Mi commuove quella protezione e mi commuove quanto la natura sia giusta ed esatta: perfetta.
      Poi quella noce che sembra un cuore dipinto….adoro!
      Se hai le noci, provaci Ele.
      Io non bevo per abitudine, però ogni tanto mi fa piacere, dopo il pasto, gustare un sorso di queste prelibatezze.
      Ti abbraccio e buona giornata!
      :*:*:*

  2. Gaia says:

    Anche io quest'anno aspetto il 24 giugno per il nocino!!
    😉

  3. Elle says:

    Magari quest'anno ci provo pure io. Solo una domanda: cos'é il calamo? Imbranata io, ma non l'ho mai sentito 🙁

  4. Anche mia nonna era tassativa! O il 24 o mio nonno poteva farselo da solo! Che coppia!!! 😀
    Il mio vicino di casa ha un albero grandissimo sul confine con casa mia. Lui non le raccoglie e loro cadono pian piano distruggendomi la carrozzeria della macchina e allietando i pic nic del mio cane che le adora.
    Peccato che per romperle ingerisca un bel pò di mallo che proprio salutare non è… quindi ogni mattina faccio un giro per raccogliere quelle cadute e toglierle dalle sue grinfie. Nonostante tutto ciò ed il mio caro vicino… io le noci le adoro. Le mangio e le aggiungo ovunque. Ma soprattutto mi piacciono fresche, da mangiare dopo aver tolto con tanta pazienza la pellicina ed avere i polpastrelli completamente anneriti. Abbiamo passato intere serate, io ed il mio papà a chiacchierare e sbucciare e mangiare, serate splendide che custodisco nel cuore.
    Un abbraccio Michela.
    Alice

    • Che meraviglia Alice! A casa dei miei si sono sempre pulite le noci (dannate mani nere!) e non parliamo dei pinoli!! Uno dei miei ricordi più belli rappresenta la mia Mamma che schiaccia i pinoli con mia nipote….e la mia nipotina che allora era piccola (oggi ha 17 anni), aveva il visetto tutto sporco di nero….erano più quelli che mangiava che quelli che riusciva a mettere in barattolo 😀

      Adoro questo tipo di attività…da fare con i Nonni, con i genitori, magari scambiando una chiacchiera. Peccato che spesso diamo poca attenzione a questi momenti.

      La natura comunque unisce.

      grazie per il tuo bellissimo racconto.
      Ti abbraccio fortissimo!
      :*

  5. Interessante sta ricetta qui..Io ne ho due sulblog, ma entrambe diverse da questa…Magari quando smaltirò i nocini che ho, provo anche quesa!

  6. Ancora una volta hai stimolato piacevolmente i miei ricordi!
    La ricetta mi piace moltissimo, sono anni che non lo faccio, per vari motivi, non ultimo quello di non avere la possibilità di raccogliere le noci fresche in un periodo solitamente molto impegnativo a scuola.
    Anche i miei erano molto rigorosi riguardo alla data, come tuo fratello!
    Ricordo anche che mia mamma e mia suocera recuperavano addirittura l'aroma delle noci dopo la macerazione, inserendo del vino bianco nel barattolo. Ne veniva fuori un ottimo "vino di noci", adatto per l'aperitivo. Io non l'ho mai fatto, forse puoi provare, che dici?
    Ti mando un bacione e ti auguro una buonissima giornata :*
    Maria Teresa

    • Ciao Cara, ottima idea quella del vino di noci. Mio fratello con gli scarti ci ricava quello che chiama "Nocino II", un nocino più blando e più leggero.
      Della serie, non si butta via niente! 🙂
      Ti abbraccio tantissimo
      :*

  7. Isabella says:

    Tesoro mi commuovi,io sono astemia ma il nocino pur non bevendolo ha per me un grosso significato,mia nonna materna e' stata piu' di una madre per me l'ho amata con tutta me stessa e pensa gli somiglio pure tanto,lei aveva una pianta di noci in giardino e faceva sempre tutti gli anni il nocino e io ero con lei quando lo preparava ma ero piccola e non ho ricordi chiarissimi sulla procedura.Menestrella sei unica ,ti abbraccio forte forte :* :*

  8. Isabella says:

    Correggo ho scritto nonna materna ma dovevo scrivere paterna e una cosa non ho scritto ancora ricordo quanto sono deliziose le noci appena raccolte,solo chi ha una pianta puo' capirmi e tu lo sai di certo mia cara 😉
    :*******¥

    • Si che capisco, Isa! I frutti in guscio, quando sono freschi, sono strepitosi.
      E le Nonne…non ne parliamo tesoro. Tutto quello che esiste in questo blog mi riporta alla mia Nonna e alla mia Mamma.
      Nulla di questo esisterebbe senza di loro <3

      Ti stringo :*

  9. paola says:

    ciao,già il nocino pensavo si facesse più in là.mamma mia come vola il tempo,baci

  10. Che meraviglia queste noci ciccia, e dire che ingenuamente pensavo il nocino fosse un prodotto più spiccatamente delle zone del nord Italia e Ticino.
    Quanto mi sbagliavo!
    Le noci sono stupende, anche non abbiamo una pianta…in effetti ora che mi ci fai pensare abbiamo un sacco di noci da rompere in cantina 😀
    Un abbraccio tanto, dai dai dai che ce la facevamo in questa estate torrida
    Lou

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