Garganelli al ragù

Ci sono molti modi di sentirsi a casa. E la casa è dove è il nostro cuore. Dove sono i nostri affetti, le persone che amiamo, le cose a cui siamo legati. Anche un sorriso, può fare subito casa. Anche la figura esile di una giovane Donna avvolta in un cappotto, sotto la pioggerellina dispettosa in un aeroporto, con un mazzolino di grissini in mano, può essere subito casa.
Oggi posso dire che ci si può sentire a casa in un Paese straniero, mai visto prima. Ci si può sentire a casa tra mura sconosciute fino al giorno prima, ad ascoltare parole nuove uscire da una bocca come un fiume in piena, con la fretta di dirsi tanto, dirsi tutto.
Ci si sente a casa anche a lavorare gomito a gomito, scoprendo ancora una volta quanto può essere grandioso il piacere di condividere, anche per persone complicate come noi due.
Ci si sente a casa quando si aprono gli occhi prestissimo, senza sveglia, e ci si ritrova in cucina a condividere un thé, la luce bluastra del mattino, ancora parole, anche se è troppo presto, perché non si possa dire, domani, di non avere sfruttato il nostro tempo al meglio.
E si lavora insieme, si mangia insieme, si trovano soluzioni insieme, sempre con una buona colonna sonora, perché noi non sappiamo vivere senza. Senza musica non sappiamo fare.
E allora le nostre ore produttive diventano un concerto di gesti che si incastrano alla perfezione, una naturale gestione di ruoli e compiti, senza mai una nota stonata.
Da questo scenario, da questo concerto di sensazioni ed emozioni, sono nati il piatto di oggi e il dessert che pubblicheremo giovedì.
Da quei giorni in cui mi sono sentita a casa, a centinaia di chilometri dalla mia.
Grazie Lou, Amica mia.

Avevo un conto in sospeso con i garganelli, dopo la volta che avevo provato a farli usando una paletta riga gnocchi e una matita. Stavolta in supporto avevo però l’attrezzino originale in legno, arrivato diretto dall’Emilia Romagna dal mio amico Andrea, che l’ha cercato in lungo e in largo per me (grazie!). 
Così quando sono partita per la Svizzera per andare a trovare Lou, l’ho portato con me in valigia. 
Avevamo entrambe in mente di realizzarli e di preparare un signor ragù.
Usare l’apposito attrezzo non ha paragoni, anche se ovviamente la paletta riga gnocchi resta una valida alternativa. 
Io e Lou abbiamo deciso di usare alcuni albumi che aveva da smaltire, al posto dell’uovo intero, così da ottimizzare il tutto e non avere sprechi…perché per noi, guai allo spreco in cucina! Guai a non riciclare. 
Il risultato ci è piaciuto moltissimo, mangiato di gusto e anche oggi guardando le foto li sogno ad occhi aperti. 

Qui potete godere del post della mia Amica Lou 🙂

 © Michela De Filio 



Ingredienti per due persone:


Per il garganelli

200 g di semola rimacinata
100 g di albumi
1 cucchiaio di acqua
1 pizzico di sale

Per il ragù

250 g di polpa di pomodoro
100 g di polpa di maiale
100 g di polpa di manzo
100 ml di vino
60 g di concentrato di pomodoro
2 foglie di alloro
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla media
Olio
Sale
Pepe

Procedimento:

Per i garganelli

Create una fontana con la semola
Al centro aggiungete albumi, acqua e il pizzico di sale.
Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprite con pellicola e lasciate riposare 30 minuti.
Stendete la pasta con un mattarello o con la sfogliatrice.
Create dei quadratini con un coltello, circa 4×4.
Formate i garganelli con l’apposito attrezzo o con una paletta riga gnocchi con l’ausilio di una matita, come mostrato qui.

Per il ragù

Lavate e pulite sedano, carota e cipolla, tritandoli.
In una casseruola, mettete un giro di olio extra vergine e il vostro trito e le foglie di alloro.
Ponete sul fuoco e fare rosolare qualche minuto.
Aggiungete il concentrato di pomodoro e amalgamate con una paletta di legno.
Trascorsi pochi minuti, aggiungete la carne e fatela fermare per qualche minuto.
Aggiungete il vino e lasciatelo sfumare completamente, prima di aggiungere la polpa di pomodoro.
Lasciate cuocere fino ad ottenere un sugo ristretto.
Verso la fine, aggiustate di sale e pepe.

Per il piatto

Cuocete i garganelli in abbondante acqua salata, tuffateli nel ragù e servite subito.


***
I nostri giorni sfitzeri…


23 Responses to Garganelli al ragù

  1. i tuoi garganelli sono una meraviglia…quasi quasi prossimamente ci provo…

    e sono felice di aver letto un racconto bellissimo, di una amicizia vissuta da lontano e diventata speciale nel momento dell'avvicinamento. Sono contenta per te, per voi, per i bei giorni che avete passato.

    un bacio grande

  2. Isabella says:

    Tesoro parole bellissime che condivido in pieno e ricetta stupenda,menestrella del pane ma pure della pasta! Vado di corsa cara ma sto leggendo il libro poi con calma ti raccontero'. Sei stupenda cara Michela ti auguro una felice settimana,un bacione grande :*******

    • Ciao Isa! sono felicissima tu stia leggendo il libro e aspetto con ansia le tue impressioni, sperando che sia nelle tue corde.
      Sei tu ad essere stupenda, è una gioia averti qui con me :*
      Un grande abbraccio!

  3. Ciccia, ma che fai piangere la rozza punk intabarrata?
    Ecco, tu sappilo che son scese due lacrimucce non di più che qua non si spreca nulla veh).
    Arrivi tu, con la tua grazia e delicatezza (o scordandoci i vaffa che a volte spari, inteso :D) e mi smuovi l'oceano delle emozioni.
    Son entrata in punta di piedi e mi hai investita, con tutto quello che siamo state e abbiamo fatto in quei giorni. Sintetica e profondissima.
    Ma come non faccio ad adorarti senza soluzione possibile?
    Io ringrazio te per tutto, esserti svegliata all'alba per venire a trovarmi, peraltro come un Babbo Natale in incognito, mezza valigia solo di regalini che devo assolutamente sfruttare e son così tanti che non so da che parte girarmi (ho tirato fuori la Senatore Cappelli, la studierò a aspetterò che mi comunichi come usarla…o forse chiederò a mio padre…che tu sai essere il vero autore del mio blog :D).
    Ecco, ti scriverei un fiume, lo sai.
    Come sai già tutto quello che direi.
    Allora mi zittisco e ti mando solo un bacio e un abbraccio grandi e luminosi come la mia cucina.
    <3 <3 <3

    • ahahahaah….ti prego…la rozza punk intabarrata (ho riso per mezz'ora stamattina…e sai che oggi non ero dalla facile risata!).
      Che ridere mamma mia…a pensare ai miei momenti di grazia assoluta da ballerina di danza classica, per passare poi al più rude degli scaricatori di porto 😀 vabbé, non esageriamo…ogni tanto un vaffa ci sta bene, se incastrato al moemnto giusto 😀
      Comunque la ballerina non mi si addice..mi si addice molto di più l'immagine di babbo natale 😀 i regali non erano niente, però…solo piccoli pensieri, perché nulla poteva ripagarti di tanta ospitalità (davvero nulla!).
      La Senatore Cappelli, ciccia, la puoi usare sia per il pane che per la pizza, magari spezzata per le prime prove, con una 00. Io con una senatore cappelli semi integrale avevo fatto questi cazzottini 🙂
      Non vedo l'ora di vedere anche come userai gli stampi!
      Grazie Amica mia, veramente grazie di cuore.
      :*:*:*

  4. Cristina D. says:

    Bellissime parole Michela ! E' proprio così la casa è dove sta il nostro cuore. Ma non solo: casa è dove possiamo essere noi stesse fino in fondo, così come siamo, senza il "dover essere", senza le aspettative altrui da soddisfare. Noi per quello che siamo. E nel nostro sentirci a casa con un'amica entra il tempo dedicato a creare qualcosa insieme. Come questo meraviglioso piatto ! Buona settimana !

  5. Patty Patty says:

    Tu e Lou siete speciali e l'unione di persone speciali fa nascere delizie come questi garganellini con un signor ragù!!! Ti bascio cara… ma a me, quando mi vieni a trovare? 😀 Un bascione!!

  6. Simona Mirto says:

    Già… Infatti io da sempre ti dico che qui io mi sento a casa… mi sento coccolata dalle tue parole e dalla tua dolcezze, dai tuoi racconti e dalle tue ricette… piccole attenzioni che fanno accomodare le persone senza fretta lasciandole affezionarsi ad una meravigliosa donna spettinata e che se la ride dietro a quei baffi :))) siete bellissime. Il ritratto dell'amicizia ha il vostro sorriso e la vostra giovialità…:*
    ps matita e gira gnocchi? hahah vabbè io ti frego l'idea perchè non ho l'attrezzo giusto anche se questi sono davvero perfetti, perfettissimi… ma la perfezione la raggiungono con il come e il quando… preparali insieme gomito a gomito in cucina credo che non abbia prezzo…
    sogno anch'io garganelli al ragù così:*

  7. Maya says:

    Michi mi lasci sempre senza parole. I graganelli spettacolari, il ragù altrettanto…le foto neanche a parlarne. Che dire…BEATA LOU che ti conosce di persona..BEATA ogni persona che sta al tuo fianco…BEATO colui che ti sposa perchè una donna come te è da prendere e tenere per tutta la vita! Ps. io sto in lista attesa eh ;-P

    • Mamma mia, mi fai diventare viola di imbarazzo!! 😀 Però anche mia zia mi diceva sempre "beato l'uomo che ti incontra" :') …se non altro non lo farei morire di fame! 😀
      Maya, abbi fiducia…intanto fammi crescere bene il piccolo di casa che quando lo vedo me lo voglio spupazzare…ma mi pare di aver capito che è meglio che gli porto del pane…buon gustaio!! 🙂
      Ti abbraccio tanto tanto tanto, mia carissima amica. E grazie di tutto, come sempre!
      :* <3

  8. Complimentiiiiiiiiiiii, bellissimo blog e buonissime ricette! Mi sono con piacere aggiunta ai tuoi sostenitori, se ti và passa da me 😀
    Ciaoooo e a presto <3

  9. E se io ti dicessi che a casa mi sento anche qui dentro???
    Che meraviglia Micky questi garganelli, uno spettacolo!!
    …ma lo voglio anch'io adesso quell'atrezzino!!! E' stupendo!!!
    Che fascino hanno certi attrezzi per la cucina…
    Hai fatto benissimo ad andare a trovare Lou in Sfitzera 😉 belle belle belle!!!
    Ti abbraccio forte mia carissima amica spettinata! <3

  10. Flavia D D says:

    Belli e buoni questi garganelli,ed il ragù deve essere eccezionale,complimenti ad entrambe <3

  11. Vi immaginavo e avrei voluto essere una farfallina per venire a vedere le vostre risa e la vostra complicita'. E' vero, ci si puo' sentire a casa anche non a casa. Questi garganelli per esempi per me sono di casa. Spesso facevo la pasta con i soli albumi, al tempo dei panettoni o delle colombe. Inoltre fanno meno male per chi soffre di trigliceridi alti, come mio marito, lo sapevi? Brava tesoro mio, bellissimo piatto. Un saluto da lontano … per ora non casa per me.

    • E pensare che non eravamo così lontane da te e Maria Teresa, in quei giorni.
      Gli albumi si riciclano bene con la pasta…e ovviamente viene più leggera. Molto gustosa.
      Ovunque tu sia, ti arrivi il mio bacio.
      A presto <3

  12. Sono appena passata da Lou, questo articolo gemello è un'idea geniale!
    Vi adoro carissime, riempite le mie giornate, vi voglio bene <3 vorrei conoscere anche Lou, spero in un incontro con voi due in un prossimo futuro!
    Ad majora, semper
    con grandissimo affetto
    Mariateresa

    • Maria Teresa, il tuo affetto è ricambiato. E quando Luisa verrà a roma avremo modo do vederci insieme.
      Intanto io mi alleno con le tue farine 🙂
      Sei un tesoro grande.
      un abbraccio stretto stretto :*:*:*

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