Trustever tastes

Paola l’ho conosciuta al corso di panificazione di Adriano. Lei e Ileana, sua collaboratrice, erano capitate alla postazione vicino alla mia. Ci siamo capite subito, io e lei. E’ per questo che quando mi ha chiamata invitandomi come ospite ho subito accettato. 
«Ho un gruppo di turisti americani, vieni?»
«Si!!!»
Toscana di nascita, romana d’adozione, Paola gestisce insieme a Carlo una meravigliosa scuola di cucina a Trastevere. Quartiere pittoresco, il cuore palpitante di Roma. La scuola affaccia proprio su Piazza Santa Maria in Trastevere, non sarei più voluta andar via da quelle finestre. Un luogo delizioso, arredato con gusto e amore per il dettaglio. Come piace a me. 
Quello che Paola e Carlo trasmettono ai loro clienti non è solo la tecnica per realizzare questa o quell’altra pietanza, ma proprio l’amore per il cibo, a partire dalla sua accurata ricerca. Infatti i partecipanti vengono prima di tutto condotti alla ricerca di ottimi prodotti di stagione, e solo dopo si torna a scuola a cucinare. 
Si parte prima di tutto dal mercato di frutta e verdura di Piazza San Cosimato, dove Paola e Carlo sono di casa. 

«Bruno, dammi per favore degli spinaci..ma le foglie piccole, mi raccomando, che ci devo fare l’insalata!»
Poi Paola si distrae un attimo parlando con me. Quando si gira di nuovo ….

«Ah Brù, ma quanti me ne metti?»
«E quanti te ne metto?? Questi quanno che li cosi…»

Io e Paola ci guardiamo e ripetiamo in coro «Quanno che li cosi»  😀
«Eh! quanno che li cosi…quanno che l’acconnisci…voce del verbo acconnire, che c’è de strano?»

Io rido, rido così forte che tremano le finestre di Trastevere. Ridono pure gli americani al nostro seguito, anche se non sanno perché. Ridono. Ridiamo tutti, mentre Bruno ci fa assaggiare le sue favolose ciliegie.

Dal mercato passiamo alla bottega di Innocenzi, un posto incantevole dove si entra e sembra di esser tornati indietro di 50 anni. Il personale col camice marrone, la bottega è stipata di cose prelibate. A terra, un pò ovunque, sacchi di legumi e altre stupendità. Il paradiso, o come lo chiama Paola, la cava de ali babà..ce trovi tutto 😀

Faccio una piccola spesa di cose preziose, uno dei ragazzi mi da un bellissimo cestino in vimini per contenere le mie meraviglie. Alla cassa con Paola chiacchieriamo con uno dei proprietari. Ci dice che ha dei figli sparsi per il mondo.

«Sparsi dove?»
«Ma boh, ner monno, me pare in Inghilterra»
«Me pare???»
«Ma sì, me pare in Inghilterra, lì nel sommersett»

😀 😀 😀

Poi restiamo da soli io e lui, mentre pago, Paola si distrae con gli americani.
«Ah ma tu sei italiana» mi dice un pò sottovoce «non sei ammeregana» 😀

E per finire ci dirigiamo a una bottega straordinaria: L’ANTICA CACIARA, in piedi dal 1900 e gestito da Roberto Polica e sua moglie Anna. Salumi e formaggi di ogni tipo, ma questo non è niente. E’ l’odore, il profumo meraviglioso che ti invade appena entri ad avere catturato i miei sensi. 
I proprietari dietro il bancone ci sorridono, vedendo anche abbiamo degli americani con noi, ci danno un assaggio di mortadella..gli americani per poco non svengono!

Quando entriamo a scuola resto colpita subito dal calore umano che c’è in ogni angolo. La sala dove si mangia è allestita con gusto, è accogliente e bella.

La sala di lavoro con la cucina è un altro sogno: mille mila attrezzi, ogni piccolo angolo pensato e poi c’è lei: una bella finestra affacciata sulla piazza. Nemmeno un secondo e subito mi affaccio, rapita dall’andirivieni delle persone e dalla musica che un tizio in un angolo suona e che invade tutto. Mi sento protagonista d’un film d’altri tempi, faccio fatica a staccarmi da quel davanzale.

La giornata trascorre tra chiacchiere, cucina, attrezzi, profumi, e il calore dei clienti che si sentono avvolti e coinvolti. Non è un semplice corso di cucina, è più l’essenza del sentimento che unisce le persone al cibo. La condivisione di uno spazio comune, cose che nascono dall’impiego delle mani, per finire ben orchestrate su una tavola, imbandita soprattutto delle voci di chi ci è seduto intorno.
E questo è ciò che amo del cibo e della buona cucina: la capacità di unire e riunire.
Grazie Paola e Grazie Carlo per la vostra ospitalità
e per la bellissima giornata trascorsa insieme. 
Trustever Tastes
Piazza di S. Apollonia 3
00153 Roma
32 Comments
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32 Responses to Trustever tastes

  1. Ely says:

    Che meraviglia.. due persone veramente eccezionali e.. che atmosfera si legge tra queste righe! Grazie Mikina! Un bacione!

  2. Eleonora D says:

    ho letto rapita il tuo racconto di questa giornata, immaginando le caratteristiche botteghe e i profumi e i rumori…immaginando tutti voi in cucina, alternando momenti di concentrata attenzione a scoppi di euforia.
    che bella occasione è stata questa tua esperienza!!!!
    hai fatto bene a coglierla al volo!

  3. Sara says:

    leggere questo post è come leggere una pagina di un libro anni 50, ambientato nei quartieri popolari di Roma..uno spettacolo davvero! Dev'essere stato un grande privilegio poter vivere una giornata cosi!!
    Grazie per averla condivisa cn noi :D!

    Buona giornata Miky

  4. Anch'io avrei fatto fatica a lasciare quel davanzale!
    Grazie per avermi fatto conoscere Paola e Carlo, il loro mondo, la loro passione, la loro genuinità… ogni volta che valico la soglia di una cucina professionale mi sembra di essere Alice nel paese delle meraviglie… un pò quello che ho vissuto oggi scorrendo le splendide foto accompagnate dal tuo racconto… che incanto:*
    Un abbraccio Miki grande grande:* approfitto anche darti le Buone Vacanze… sono in partenza… ci leggiamo a fine agosto…. mi mancherai:**

  5. FrammentAria says:

    Michela, Trustever Tastes e altre stupendità….
    grazie tesoro
    :-*

  6. Michi….dovresti scrvere di più…hai un dono. Grazie per aver percepito l ' essenza. Quando hai nostalgia della finestrella…..torna….noi saremo felici.
    Baci
    Paola e Carlo

    • Grazie a voi, è stato un piacere davvero grande.
      Scrivere è sempre stato bello per me, già da quando ero piccola. Il blog mi aiuta a mantenermi allenata.

      Vi mando un abbraccio
      ci vediamo presto :*

  7. Che meraviglia e quella finestrella è favolosa!

  8. Luca Monica says:

    Come sempre quando scrivi tu…mi fai rivivere ogni attimo, sentire i profumi, percepire le sensazioni…sembra di essere lì al tuo fianco….una giornata magnifica….meravigliose le botteghe…la vita…meravigliosa tu…

    Un abbraccio grande
    monica

  9. Roberta says:

    Che meravigliosa esperienza Michi, e come la racconti tu…beh, mi sembrava di essere lì con voi, davvero!
    Un bacio grnde, grazie!!

  10. Silvia says:

    Io…ero lì con te davvero!

    Il mercato…il coso sì,come si chiama…il negozio di legumi… tipico dei romani ahahahah
    Ora c'è di tutto,ma prima c'erano soltanto sacchi di lenticchie,fagioli e poco altro.

    Quanta nostalgia.

    Michela sei unica :*

    • E sai una cosa Silvia? Mi sento in un certo senso antica, dentro. Nutro una grande nostalgia per come erano le cose prima. Tutto questo globalizzare alla fine in un certo senso ci snatura un po'. Mi mancano proprio le botteghe, i piccoli luoghi, l'alimentari vecchio stampo. Quando penso a me in un'altra "era", io mi immagino giovane negli anni 50. Sono sicura ci sarei calzata a pennello.

      Grazie Silvia :*

  11. Edith Pilaff says:

    Michela,io a Roma ci passo rarissimamente,ma mi sono segnata tutto…..
    Ti auguro un buona vacanzina,ma torna presto!
    Un bacione.

  12. Matteo says:

    Ahahah, che risate leggendo questo post! 😀
    Mi sembrava di sentirli, quei sapori, quelle frasi in "romanaccio", quel calore…
    Il sommersett, poi :'D

    :***

    • Teso', e tu lo sai che io riporto fedelmente quando scrivo…ha detto proprio così 😀 ma quante risate mi sono fatta…te mi puoi capire 😀
      …lì nel sommersett….
      Assolutamente da amare! :)))
      :* :* :*

  13. Lo Ziopiero says:

    Che bello…mi hai fatto rivivere momenti della mia vita, posti ai quali sono affezionato e dove compravo anche io. :)))

  14. Bello Micky..bello bello questo post…è come se il giretto a negozi delle meraviglie me lo fossi fatta anch'io!!
    …e 'quanno che li cosi' mi ha fatto sbellicare dalle risate..:-D :-D…
    Il cibo è questo anche per me, è conoscenza, è salute, ed è senz'altro unione 😀 …guarda che bello..io grazie al cibo (al blog) adesso ho un sacco di amici in più…una sei tu!
    Ti abbraccio! Roby

    • La cosa molto bella delle borgate romane, dei quartieri storici, è proprio la sensazione di essere perennemente a teatro. Gratuito, all'aperto, messo lì per te. Basta che tu abbia occhi ed orecchie aperti, e una qualsiasi passeggiata si trasforma in qualcosa di bello. Sentire parlare il dialetto stretto è un gran privilegio, sempre più raro, e questo è un peccato. nelle grandi città, come Roma, come Napoli, il fulcro della cultura del posto è proprio nei mercati, nelle vecchie botteghe che vanno scomparendo. Lì trovi ancora l'essenza. Ed è quella che io cerco.
      Sempre.
      Un bacione amica mia :*

  15. Bellissimo, mi piace Roma, mi piacciono le grandi città che nascondono ancora nelle loro vie un tempo passato, una confusione che oggi sembra non essere più gradita, quella fatta di voci, di persone, di profumi, di cose vere e non traffico e rumori. posti in cui perdersi tra voci e odori, mi ricordano il mercato di frutta e verdura che facevano da me, quando ero piccola, urla, acqua, l'odore pungente della frutta, i banchi del pesce (lo so che era di frutta e verdura, ma ci vendevano anche il pesce!), bellissimo, io ci andavo con mio padre, il sabato e mi sembrava una festa, soprattutto in primavera quando mi facevano assaggiare ciliegie, fragole e albicocche…
    OPS! ho fatto un tuffo nel passato, staccandomi dal tuo post, bellissimo e bellissima la scuola di cucina, che esperienza!
    baci
    alice

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