Torta Opéra

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Ho un fratello gemello, anche se non tutti lo sanno. Mia mamma mi racconta sempre che da piccoli, lui aveva iniziato a camminare prima di me, barcollando e cadendo. Io avevo iniziato dopo, ma il giorno che mi sono messa in piedi sulle mie gambette, ho camminato spedita per un lunghissimo tratto. Così, senza tentativi.
Oggi ci penso e rifletto. E’ stato sempre così nella mia vita. Sono arrivata sempre dopo. C’è sempre stato, nelle situazioni importanti, un periodo di latenza dove studiavo le situazioni intorno a me, cercavo di assimilare cosa mi serviva per arrivare a. Questo periodo di latenza spesso è stato scambiato dagli altri per una mia mancanza di capacità. Salvo poi ricredersi nel momento in cui anche io mi alzavo e cominciavo a camminare
Non avrei creduto“, “Non mi davi l’impressione di“, “Mi sono dovuto ricredere“…le frasi più comuni che sentivo dire dopo. 
Non è una cosa che mi ha fatto soffrire, questa. Conosco questo aspetto di me e ho imparato a gestirlo. In questi casi ciò che conta di più è conoscersi, sapere chi siamo e poi da lì partire. D’altra parte, credo che siamo tutti grati di essere individui, ognuno diverso dall’altro.
Questa mia caratteristica nell’agire è anche facilmente ricollocabile al tempo che mi prendo per fidarmi di qualcuno o al tempo che impiego ad aprirmi agli altri (le vedo, le teste di quelli che mi conoscono, annuire, fare sì col capo). Mi viene spesso in mente una frase che mi colpì molto, contenuta in un libro bellissimo di Cristina Comencini, “Il cappotto del turco“, dove il turco Mehmet in un italiano ballerino si rivolge alla protagonista:

“Mehmet mi prese il viso tra le mani.
«Il mondo diviso in due parti, qualcuno tuffa avanti come cieco, qualcuno pensa un anno prima di tuffarsi. Tu apri il tuo cuore piano»”

Io uno come Mehmet me lo sarei sposato, ma questa è un’altra storia.

Con la pasticceria ho fatto qualcosa di simile. Simile, non uguale. Diciamo che me ne sono tenuta alla larga a lungo, sapendo di avere dei grossi limiti, ma diciamo pure che i limiti spesso siamo noi stessi ad imporceli. Poi un giorno m’è venuta la curiosità e mi sono detta Ma perché no?
E presa dall’entusiasmo avevo fatto questa torta di cui sono stata molto contenta. Così. L’ho letta, assimilata, ho organizzato mentalmente il lavoro e poi mi sono lanciata. 
E’ così che sono approdata anche a questa meravigliosa Opéra che era il sogno dei miei occhi da tanti mesi. 
Non avrei mai pensato di realizzarla e invece un giorno mi sono decisa ed ecco il risultato. Non perfetto, rispetto ad altri illustri esempi, anche per qualche piccolo intoppo, ma il sapore…..assolutamente spaziale!
Sembra una torta difficile, sembra chissà quale impresa, ma io ve lo posso dire perché ho toccato con mano: si può fare! E’ sufficiente organizzare il lavoro. E’ una torta che se si vuole la si può dividere in passaggi in più giorni, ma anche no: è fattibile anche nella stessa giornata, contando chiaramente i tempi di congelamento. 
Se proprio siete spaventati dalla moltitudine di preparazioni, potete in una giornata preparare la meringa e i tuorli pastorizzati, e congelare. In un’altro giorno prepararvi il biscuit e congelarlo e via dicendo. 
Se ho realizzato questa torta è stato solo grazie all’incoraggiamento di Piero. Da lui ho preso la ricetta, in origine di Montersino e da lui modificata. 
La sua Opéra potete vederla qui, anche se dopo averla vista, la mia vi farà schifo 😀
Questa torta è dedicata a lui.

_________________________

Le dosi qui di seguito sono per uno stampo rettangolare di 24×20 cm.
La sigla TPT vuol dire “tanto per tanto” e sta a significare una miscela 
con eguali quantità degli ingredienti che la compongono.


Attrezzi:

Termometro da cucina
Stampo rettangolare per torte senza fondo
Fruste

Biscuit alle mandorle e caffé 

210 TPT alle mandorle (105 gr di mandorle tritate finemente con 105 gr di zucchero semolato)
60 gr tuorli
90 gr di uova
190 gr albumi
70 gr zucchero
85 gr farina
10 gr di caffé solubile

Montate gli albumi con i 70 gr di zucchero, ma fermatevi prima che la massa diventi troppo fissa.
Montate poi tuorli, uova, i 210 gr TPT alle mandorle e i 10 gr di caffé solubile 
A questo punto avrete 3 consistenze diverse che dovrete mescolare:                                              

              1. polvere (farina)

              2. parte fissa (uova e tpt)
              3. parte aerata (albumi)                                                                                                                                                                              

Mettete parte degli albumi nella parte fissa. 
Unite poi la farina e mescolate per bene. Ora finite di inserire gli albumi, mescolando sempre con la tecnica dall’alto verso il basso. 
Stendete il composto in una teglia foderata di carta da forno (per la grandezza della teglia, regolatevi con la grandezza dello stampo scelto: dovrete ricavarne due pezzi/strati)
Cuocete a 200° per 6-7 minuti. 
Il biscotto deve rimanere morbido, umido. 


Crema al caffé

200 gr di base di tuorli pastorizzata (la trovate qui)
200 gr di mascarpone
250 gr di panna montata
150 gr meringa italiana (la trovate qui)
60 gr di caffé espresso
20 gr di caffé solubile sciolti nel caffé espresso
8 gr di colla di pesce

Ammollate e asciugate la colla di pesce.
Scaldate 80 gr circa di base di tuorli pastorizzata e scioglieteci dentro la colla di pesce
Unite la parte restante della base e montate con il mascarpone
Aggiungete il caffé. 
Mescolate con la meringa e incorporate la panna. 


Ganache al caffé

200 gr cioccolato al 70%
150 gr di panna
50 gr di glucosio
20 gr di burro
2 gr di caffé solubile
50 gr di latte
18 gr di rhum

Portate quasi ad ebollizione latte e panna insieme al glucosio e al caffé solubile. 
Togliete dal fuoco e scioglieteci il cioccolato e poi il burro. 
Quando arriva intorno ai 30° aggiungete il rhum 


Montaggio del dolce e glassatura finale

Su un vassoio ricoperto di carta forno ponete lo stampo in acciaio per torte e procedete alla stratificazione in questo modo:

Biscuit al caffé imbevuto con bagna al caffé 
Strato di crema al caffé 
Altro strato di biscuit sempre imbevuto con bagna al caffé 
Ganache al caffé 

     congelare un paio d’ore
     5. Secondo strato di crema al caffé

     congelare un paio d’ore

     6. Ultimo strato di glassa al cioccolato

Glassa di copertura al cioccolato

90 gr acqua
115 gr zucchero
75 gr panna
40 gr cacao
4 gr colla di pesce

Scaldate i liquidi e mescolateli con le polveri, facendo attenzione a non fare grumi. 
Portate il tutto a ebollizione, sempre mescolando. 
Fate freddare il composto e quando arriva intorno ai 50° aggiungete la colla di pesce ammollata e asciugata. 
Mescolate ancora. 
La glassa andrà versata sulla torta quando avrà raggiunto i 30°. Il suggerimento è quello di versare la glassa dal pentolino con un gesto rapido e mandando il getto di glassa su tutta la superficie della torta. A questo punto muovete il vassoio di base per livellare la glassa in superficie, senza mai toccarla
Il dolce così fatto può essere messo in frigo per almeno 3 ore o rimesso nel congelatore; in questo secondo caso prima di consumarlo, mettetelo prima 3-4 ore in frigorifero.

Ecco i miei suggerimenti:

E’ bene che nel passaggio in frigorifero, lo stesso sia tarato su una temperatura molto fredda e che sia il più sgombro possibile. Questo garantirà alla glassa di rimanere soda e bella spessa. La mia, se ci fate caso, è piuttosto sottile perché parte si era persa sui lati, per questo piccolo accorgimento che non ho avuto. 
Il biscuit cuocetelo tutto intero e solo quando è freddo ricavatene i due pezzi con la forma dello stampo rettangolare.
Sempre nella preparazione del biscuit, assicuratevi che le mandorle siano tritate finissimamente! devono essere ridotte in polvere. 
Per staccare il quadrato di acciaio dalla torta, se congelata, usate il calore. Va bene un cannello per creme brulee, o un panno riscaldato messo a cinta intorno.


72 Responses to Torta Opéra

  1. Lo Ziopiero says:

    Grazie, Tesoro!!!!
    Che bello che fai una mia torta e poi me la dedichi… ♥ ♥ ♥

    Per essere la prima volta direi semplicemente: "esecuzione magistrale!"

    E adesso… posso dire pubblicamente di aver creduto subito in te?

    Sia per i lievitati, (ricordi quante mail?), sia per la pasticceria.
    Mi rispondevi: "no, non fa per me", ma sotto sotto avevo capito che c'era del potenziale..andava solo tirato fuori. Son contento di averti stimolato! :))

    E adesso vai, inizia a correre con le tue gambette, tra creme e ganasche: ormai non ti ferma più nessuno! :)))

    • Ma…ma….esssìììì che lo puoi dire! Te infatti non fai parte del gregge che poi mi dice "Non avrei mai creduto che…"…te hai l'occhio che vede lontano 🙂
      (come farai, boh?!)
      Pensavo che è incredibile la quantità di cose che possa scaturare solo da una semplice conoscenza. Penso a questi (pochi) mesi e alle cose che ho imparato, provando, chiedendo, scrivendo…e mi sembra una cosa bellissima. In qualche modo, sarà un fagottino che mi porterò sempre dietro, perché le cose che impariamo per davvero, non le perdiamo mai.

      Adesso scusami ma vado, vado a correre tra creme e ganache ♥ ♥ ♥
      Ti abbraccio fortissimamente e con tanto affetto :')

      PS: questa torta è tutta petté :))

    • Vaty ♪ says:

      siete due persone meravigliose.. :') brave e meravigliose. mi avete un pò commossa. <3

    • Lo Ziopiero says:

      @Michela: E' vero. Le cose che impariamo per davvero rimangono scolpite dentro di noi.

      Ancora grazie per la dedica e….la prossima che farai la vorrò ASSAGGIARE!!!

      @Vaty: Grazie :)))))

  2. Federica says:

    In questo caso credo che arrivare “dopo” sia una qualità, ma di quelle invidiabili, non un difetto. Meglio dopo e bene, che prima e male. E sicuramente meglio sentirsi dire "Mi sono dovuto ricredere" in senso positivo che non all’opposto. Probabilmente chi scambia quel periodo di latenza per mancanza di capacità è lui per primo a mancare di qualcosa.
    Il mio periodo di latenza per una torta così laboriosa sarebbe lungo, moooooooolto lungo assai. Per il momento guardo e ammiro…tanto 🙂 Un bacione e complimenti. Buona settimana

  3. Eleonora D says:

    oh che meraviglia!!!!
    la tua Opera fa venire l'acquolina in bocca solo a guardarla!!!
    complimenti per il "coraggio" di cimentarti nell'esecuzione…sono come te…la pasticceria mi spaventa un po',mi pare laboriosa, estremamente laboriosa,non ancora affrontabile…
    tanto più che sono ancora un po' in lotta con il mio lievito madre!!!possibile che ci ho fatto panettone e colomba stupendi, e i pangoccioli di Paoletta sono cresciuti pochissimo e mi sono venuti … passabili? e il pane mi resta gommosetto e acidello? uffaaaaaaaaaaa!!!!
    come vedi, ho una battaglia da vincere prima di tuffarmi in un'altra "avventura pasticcera". 🙂

    per ora ammiro quello che provi a fare tu…che golosità quei tranci rettangolari, cremosi, lucidi…slurp!!!

    ah…e bentornata!!!

    • Ele, ci vuole pazienza. Adesso magari stabilizzati coi lieviti.

      Lievitati, pasticceria, tutte cose che richiedono tempo per l'apprendimento. Arriverà tutto, per te, non ti preoccupare.

      I pangoccioli di Paola voglio provarli anche io 🙂

      Un dolce abbraccio

  4. A parte il fatto stupefacente di avere un gemello, cosa che chiedevo in continuazione ai miei da piccola 😛 è anche bello il tuo modo di fare. Ponderare e poi buttarsi. E' una dote e non tutti la hanno.
    Per la torta poi… è bellissima e sei stata bravissima, superando anche lo zio ^^

  5. Eccotiiiiiiiiiii!!! Finalmente l'Opera!!!!!!!!!!!!!
    Beh, cara la mia Michela, secondo me questa tua realizzazione ha ben poco da invidiare a quella dello Zio!!!
    I trancetti sono davvero spettacolari e le foto fanno avvicinare la faccia al monitor nella speranza che un cucchiaino si materializzi per essere gustato:)))))
    Molto bella e toccante l' overture di questo post… ti ho immaginata piccolina mentre facevi i primi passi!!!! E sai, "l'arrivare dopo" non è affatto segno di incapacità, anzi…!!!!! Io, ad esempio, apprezzo sempre le persone che prima di lanciarsi, pensano, riflettono, studiano, organizzano…, è così che si fa!!
    E poi i complimenti dello Zio (e lo sai che è uno tirato no?…) ti faranno sicuramente piacere:))))))
    Grazie Michela bella per questa tua ennesima condivisione!
    Ti abbraccio forte e ti auguro una felice settimana :* :* :*

  6. Silvia says:

    Che aggiungere? Avete detto giá tutto!

    Esecuzione: S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-A

  7. Elle says:

    Io sono tra le fortunate ad aver visto l'Operà di ziopiero in originaleeeeee… ed averla anche potuta gustare. E chi se la dimentica più!! Però devo dire che la tua é tutt'altro che mal riuscita come credi. Riuscissi io a fare un capolavoro del genere… non sai quanto pagherei per avere le tue capacità! Un bacino

  8. FrammentAria says:

    eccolà!!!! l'Operà d'artè!!!!
    i segnali c'erano tutti, aspettavo e l'attesa è stata premiata!
    wow wow wow!!
    ….
    M E R A V I G L I O S A' !!!'
    oddio…..questo significa che…. non ho più alibi mi sa :-O
    😀
    i dolci? ah non ne parliamo, anzi, ne parliamo fra qualche giorno, sto scrivendo un romanzo :))))))))

    ps. io ero una di quelle che si lanciava senza pensare, perché pensare mi fa vedere tutti i rischi e poi va a finire che rinuncio :). certo, ora ho imparato a pensare prima di lanciarmi, difatti non mi arrampico più sugli alberi e non faccio più le gare di sputi :-O

    • Amore mio, vieni qua che ti bacio dalla testa ai piedi 😀
      Te adesso lassa perde l'Opéra, che c'avemo progetti più grandi….sto in fermento 😀

      PS: come tutte le cose, nella vita bisogna trovare un equilibrio. Non va bene né lanciarsi sempre, né lanciarsi mai…non trovi?

      :*

  9. Maria Luisa says:

    ahah, prima di lasciarti un commento sono andata a rivedere quella di zio Piero… sono belle entrambe.. la sua ama la perfezione, quasi non vorresti mangiarla per non romperla; la tua invita proprio a prenderne un cucchiaino… vuole regalarti un momento di golosità, ti sta proprio aspettando… ho capito mi tocca rifarla!:-)))) baci

  10. m4ry says:

    Io l'ho assaggiata l'Operà dello zio…a ancora un po' svenivo da quanto era buona..sono andata avanti per mezz'ora a fare "mmmmmmm"…
    Detto questo, ritengo che a volte, per tutte le cose, ci vuole solo il tempo necessario, tutto qui…e quando quel tempo arriva, vuol dire che siamo pronti 🙂
    La tua Operà è spettacolare ! E lo zio ha fatto bene a credere in te..sei piena di sorprese e risorse 🙂
    Tanti bacini stellina mia bella <3

  11. AJParker87 says:

    Mi arriva un messaggio sul cell.
    Come al solito, coRo (sì, stamane con una eRe) a vedere cos'hai combinato.
    La prima parte del post me la immagino letta dalla tua voce (che sai bene quanto adoro!) fuori campo.
    Con le tue pause, con la tua risata, quella forte, rumorosa e contagiosa.
    E non mi viene a mente nient'altro se non che sei meravigliosa e che, chiunque dubiti di te, è uno sciocco che non ha capito nulla. Ma nulla.
    Quasi quanto sei sciocca te a credere poco in te stessa… 🙂
    Poi, s'arriva alla seconda parte.
    E qui, Miche'… qui ti maledico!
    Ma puoi farmi correre di buon mattino al computer per farmi vedere QUESTA torta?
    No, dimme… ma se fa'?
    Ora, come minimo, me ne aspetto una per posta non più tardi di domani.
    Oppure vengo sotto casa tua ed inizio uno sciopero dell'Opèra finché non me ne so' sbafato metà! xD
    Brava, bravissima!
    E se quella di Zio Piero è un'ode alla geometria, oltre che alla pasticceria, la tua non ha nulla da invidiare.
    È esattamente come te: imperfettamente meravigliosa. ♥

    • Amico mio, te mi guardi con gli occhi foderati de prosciutto 😀 e non provare a dire di no, eh! Che altrimenti insorgo 😀
      Però una cosa te la voglio dire: contagioso è chi mi fa ridere :')
      Per quanto riguarda la torta, scusami, ma gli amici di certe notizie vanno avvisati! Che non si dica un giorno "ma io non lo sapevo.." XD

      Grazie del tuo entusiasmo, che mi dimostri sempre, e grazie di essere mio Amico: perfettamente meraviglioso!
      :*

  12. Maya says:

    Mamma mia Michela che grandissima preparazione! Sei stata bravissima. Magari avessi io la tua razionalità, la tua capacità di saper aspettare il momento giusto, il momento in cui si è veramente pronti. Io facendo le cose di istinto ho sempre fatto la raccolta punti di capocciate :D. Sulla fiducia e l'amore la penso come te. Per amare qualcuno o qualcosa bisogna conoscerlo veramente..Per guadagnarsi la fiducia ci vuole una vita e per perderla un secondo. Ancora congratulazioni per tutto

  13. Dani says:

    Ti capisco in pieno! Anche io mi pongo spesso dei limiti che sono più che altro mentali… L'ho fatto anche io con la pasticceria tempo fa (ma ora è un annetto che vado speditissima) e con i lievitati (quella fase l'ho superata solo da poco). Quello di cui ora sono convinta è che niente è impossibile (almeno in cucina!).
    Spettacolare questa torta, voglio assolutamente provare a farla *_*
    Baci

  14. Edith Pilaff says:

    Scusa,la torta sara' pure dedicate allo zio Piero,pero' te la rubo io.Lui tanto,la sa fare,io no.
    Barbara Cartland diceva "che cosa non farebbe un uomo per una meringa" (era una donna d'altri tempi),ma non conosceva l'Opera!
    Superbacio.

  15. Nanninanni says:

    C'è sempre una prima volta in tutto ma se c'è una naturale inclinazione per la materia tutto viene naturale, è il caso di questa torta spettacolare, alla quale (senza nulla togliere all'originale che ti ha ispirato) secondo me non manca proprio nulla!

    Baci e a presto!

  16. Ma Michela, lo scopro solo adesso che sei una gemellina…
    Anche la mia terzogenita (la chiamo così solo perchè è uscita 30 secondi dopo di lui-suo fratello gemello) mi preoccupava un pò perchè era sempre qualche passetto dietro suo fratello. Lui camminava, lei ancora no. Lui mangiava da solo, lei ancora no. Lui parlava a ruota libera. Lei ancora no.
    Un giono poi ha iniziato a fare tutte queste cose perfettamente al primo colpo.
    Proprio come te. Che stai diventando una perfetta pasticciera.
    Un bacione, Ellen

  17. Berry says:

    No, no no no Michela non ci sto! Non puoi spacciarla come una torta facile che solo a leggere le preparazioni mi ci vuole una settimana di ferie! Tu e lo zio siete due geni, tu con questo tuo modo quasi scanzonato di farci vedere le meraviglie che fai, sembra che non ci credi…ma sei talmente brava! E lo sai con quella frase mi hai fatto pensare alla mia novella storia d'amore: io sono quella che si tuffa il mio ragazzo quello che ci pensa un anno! Alla fine ci siamo incontrati, più verso la mia strada che verso la sua…ed è stato un mix di ingredienti TDT, proprio come la tua torta meravigliosa.
    Ti voglio bene!

    • Dolcezza, tu …lui…un TPT perfetto. È bene che non si sia uguali, specie in amore. Le tue parole frizzano, sei effervescente e io sono felice per te!!

      E facciamo una cosa: vieni a trovarmi un week end e la facciamo insieme, ioetté.

      In ultimo: con quella parola, "scanzonato" mi hai fatto fare un balzo nel passato, un flash allucinante. Ti racconterò un giorno.
      Ti voglio bene tesoro!

  18. Luca Monica says:

    Prima cosa…che bello essere gemelli…sai il mio papà erano tre gemelli identici (ora solo in due), mio marito ha una sorella gemella….io desideravo un sacco avere tre gemelli…ma ho dovuto fare a rate…niente gemelli!!!!
    Scusa la divagazione!!!

    Questa torta è meraviglia allo stato puro….secondo me è una gran dote la tua…ponderare le cose e muoversi dopo aver pensato per bene…io sono più per la va o la spacca e non ti dico che casini (ops!)….. Sei bravissima e questa torta ne è l'esempio lampante…bellissime le tue schermaglie con lo zio Piero…divertentissimo leggervi!!!!

    Un abbraccio cara
    monica

    • Ciao Monica 🙂
      mamma mia, in pratica una famiglia di gemelli!!
      Io e mio fratello siamo l'unico "caso" da che la mia famiglia ha memoria. ma siamo due esseri completamente diversi: nell'aspetto, nei colori, nel carattere, nelle preferenze. Solo una cosa abbiamo uguale: il senso dell'umorismo. Ridiamo insieme quando nessuno lo fa!
      Grazie per il tuo apprezzamento e un grande bacio :*

  19. Piu' ti leggo e piu' mi piaci.. trovo delle affinita' con me.. forse ci manca un po' di consapevolezza in noi stesse.. devo dire che ti e' venuta per il mio modesto parere perfetta!!!! io ho solo paura ad avvicinarmi a questa torta.. l'ho assaggiata quella dello ziopiero e devo dire che e' fantastica ma sono sicura che lo e' anche la tua!!!
    un abbraccio

  20. Francesca says:

    Bravissima Michi!
    non importa quando si arriva, importa arrivare.
    Ci infondi tanto coraggio e voglia di fare!
    un abbraccio
    Francy

  21. Damiana says:

    Certi smaniano,smaniano e poi non concludono nulla!Tu sei concreta,non ti perdi in inutili chiacchiere e precisa come sei,ami le cose fatte a dovere!Michela questa torta e' perfetta e anche se un po' articolata,si puo' fare grazie anche alle tue dritte!Un abbraccio cara!

  22. Io invece vorrei avercela la tua pazienza e la tua costanza… solo così si riescono a fare certi capolavori… in pasticceria e non 🙂 Un abbraccio forte!

  23. Michela secondo me questa Opera non ha niente da invidiare a quella dello Zio … è spaziale!! Io non mi sogno nemmeno di mettermi all'opera a fà l'Operà (maròòòò ho fatto la battuta!) però quanta pazienza!! Brava, brava brava!!

  24. Noooo….io questa torta ho potuto mangiarla!!! Quella originale dello Zio Piero, ma quanto buona è Micky??? E quanto bravo è lo Zio???
    Tu non potevi che replicare degnamente, sei sempre più brava amica e non importa quando una persona arriva a fare qualcosa, l'importante è arrivarci!!! Io ancora non ho superato certi miei 'limiti mentali' ed alcune cose mi sembrano forse insormontabili..ma mi tengo nel cuore questo tuo post, perchè è vero, spesso i limiti siamo noi stessi..
    Mi copio questa ricetta e appena ho il tempo per organizzare il tutto la provo, giuro che lo faccio!!!
    Bella la tua dedica a Piero, una persona sorprendente, per la simpatia, la generosità e la bravura e competenza, sono davvero onorata di averlo conosciuto e di aver assaggiato questo dolce.
    Ma noi due quando ci abbracciamo amica??
    A Stoccolma tutto ok?? <3 Roberta

    • Ciao tesoro..ho visto una tua foto al raduno…eri così sorridente, così luminosa <3
      Spero che un giorno ci sarà l'occasione anche per noi due di abbracciarci. Intanto lo faccio virtualmente :')
      PS. Stoccolma tutto ok!!! :*

  25. Alessandro says:

    Micky è, è, è…
    così morbida, bella, raffinata, elaborata, curata, perfetta, che, meriterebbe un suo posto di prestigio, sigillata in una vetrina all'interno di un museo, così da esser ammirata da migliaia di visitatori.
    Però, una meraviglia del genere, sarebbe sprecata in una vetrina, penso sia decisamente più sublime mangiarla e lasciare nella vetrina una foto con il cartellino "era da pauraaaaaaaaaaaaaaaaaa".
    Ancora complimenti, continuo ad affermare che sei la Dea della cucina.
    Grazie per tutte le ricette che pubblichi, riesci quotidianamente a donare un avvio positivo alle mie giornate.
    Un grande abbraccio.

    • Ciao Tesoro, che bello leggere tutti i particolari aggettivi che hai usato. Non so come ringraziarti!
      Senti, ma me lo prepari te il bigliettino con scritto "era da pauraaaaaa"? :')
      Un abbraccio e grazie a te
      :*

  26. E' vero quello che dici sui limiti, spesso siamo noi stessi ad imporceli. Ma sono sempre molto colpita da chi si permette di commentare e giudicare le capacità altrui, tu sei stata brava e forte a perseverare nei tuoi obiettivi imparando a conoscere e rispettare te stessa, spesso però questo non succede e la mancata fiducia rivolta a chi ha dei tempi diversi, spesso provoca danni seri alla autostima del soggetto in questione, soprattutto se in formazione….vabbé scusa forse mi faccio troppe elucubrazioni mentali.
    Comunque pensando all'OPERA che dire? E' un'opera d'arte e come tale necessita di un lavoro lungo, meticoloso e laborioso, ma il risultato è strabiliante! Bravissima.
    Alice

  27. Michela…ti abbracio da qui! sì.

  28. Vaty ♪ says:

    tesoro .. ritorno qui dopo ieri che ero passata solo per vedere le foto dell'opera.
    ho letto ora le tue parole.
    mi ricordi qualcuno, sai? mio marito ^_^
    siete uguali.anche lui, parto un pò dopo, ma parte con determinazione e raggiunge sempre i traguardi con successo. come te, e tu lo stai dimostrando al mondo intero.
    ma quanta sei tenera? sei cosi umile, cosi modesta, cosi delicata. eppure.. ti devo dire.. CHAPEAU!
    sei stata straordinaria con questa opera!
    hehe, che ben conosco! 🙂
    posso dire che MODESTAMENTE sono stata la PRIMA delle gallinelle ad aver assaggiato questa prelibatezza unica al mondo. MODESTAMENTE. 😉
    complimenti a te tesoro.
    ricordati che nella vita, non è "quando" si parte che conta, è chi arriva e arriva bene che rileva… e tu, cara, arrivi sempre e spacchi il traguardo :*

    • Vaty, pensavo (leggendo il tuo bel commento) che ognuno di noi ha il proprio modo di essere. E forse la ricchezza sta proprio nel conoscere le diversità (nostre e altrui).
      Grazie per le tue bellissime parole.. Le porterò con me.
      :*

  29. 21 grammi says:

    Tu non cammini, tu corri. *___*

    Con i dolci, con le parole. :*

  30. Rika says:

    Che ti devo dire?
    Semplicemente è bellissima!!!!
    Complimenti Michela!!!!!

  31. bellissima torta deliziosa e ben realizzata, complimenti!!!

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