Happiness is home made: granella di zucchero

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Mi siedo a scrivere questo post e non so come mettere in ordine i miei pensieri. Come sempre, quando le emozioni che provo sono tante e ingarbugliate, faccio fatica a dipanare i fili. Finalmente trovo l’occasione di parlare di una cosa per me molto importante e questa occasione me l’ha facilitata la mia amica Roberta con il lancio del suo primo contest, Happiness is home made
Quando sono andata a vivere da sola, due anni e mezzo fa, la prima cosa che mi sono educata a fare è stata  una spesa consapevole. Poche cose nel frigorifero, frutta e verdura di stagione (grazie all’orto dei miei genitori) e soprattutto niente sprechi. Nella mia pattumiera, già allora, non finiva nulla. Quasi subito ho imparato a cucinare solo quello che sapevo avrei mangiato. So che per molti può essere scontato, ma nella mia famiglia, quando cucinavo ero abituata a farlo minimo per cinque persone…perciò all’inizio un pò di allenamento si deve fare. Per fortuna imparo in fretta. 
In sostanza, non tengo nel frigorifero o in dispensa niente che so che non riuscirò a consumare. Alla peggio, quando mia madre mi riempie di verdure (si sa come sono le mamme), lesso e congelo in porzioni già pronte per quelle volte che a cucinare non ce la faccio o per quelle volte che la verdura fresca non ce l’ho. Solo ad una mia dipendenza, ogni tanto cedo, e sono i pomodorini. Ma ci sto lavorando. Con mia madre abbiamo deciso che la prossima estate, quando li avrà nell’orto, quelli in esubero li congeleremo, per quei giorni in inverno in cui disperatamente ne sentiamo il bisogno.

Avevo già fatto la spesa, anche quando vivevo a casa dei miei, ma le prime volte che ho fatto la spesa per me sola, è stato come una prima volta. Mi aggiravo tra quegli scaffali così pieni di cose, e dovevo capire cosa realmente mi serviva. Guardavo tutti quei cibi inscatolati e tutte quelle forniture chiedendomi quando mai avrebbero smaltito tutta quella roba….la risposta la sapevo, la so: MAI. Ecco perché tanto cibo va via buttato. Mi fa così rabbia, soffro così tanto a pensare a chi muore di fame, a chi sgranocchierebbe con tanto amore anche una sola carota e non può farlo.

Eppure, di informazione oggi ce n’è tanta e di mezzi a disposizione a nostro favore ne abbiamo tanti. Perché preferiamo non pensare? Perché preferiamo non vedere? Le grandi imprese ci osservano: ci studiano, ci usano. Sfruttano i nostri sensi, la nostra condizione sociale, sfruttano tutto di noi. Ed ecco che ci mettono lì confezioni accattivanti, trasparenti o del giusto colore, tre per dieci, sottocosto del sottocosto. Fino ad arrivare ad aromi e profumi nebulizzati nell’aere dei centri commerciali solo e sempre per un unico motivo: spingerci a comprare. Sempre, comunque, e sempre di più. Ma davvero non siamo in grado di vederlo? Davvero non siamo in grado di pensarci? 

Provo una rabbia infinita verso tutte quelle persone che non hanno rispetto del cibo. Io e queste persone non potremmo mai stare a tavola insieme. Come ho già scritto in tempi non sospetti, mi faccio un’idea delle persone soprattutto da come stanno a tavola. 
Devo anticipare ed ammettere che ho avuto una buona scuola: mio padre è sempre stato fissato per la cucina “coltivata in casa”, nella mia infanzia non c’erano merendine, non c’era carne macinata comprata, non c’erano paste ripiene…niente di tutto questo! Mia mamma fa il pane in casa tutte le settimane, con mia Nonna ho imparato a fare la pasta a mano. Insomma, ho avuto già di base una buona scuola. Ma da quando sono andata a vivere da sola, mi è sembrato di correre. Sì, correre. E’ il verbo più calzante, perché ho corso senza saperlo verso tutto il possibile home made. Sapete, e’ stato come virare. E’ stata una cosa veloce, un cambio di colore quasi immediato. Ho trovato la mia strada. 
E la mia strada è quella in cui cerco di fare tutto il possibile da sola. La pasta, il pane, i dolci. Le preparazioni di base, gli sfizi, tutto quello che posso. E anche quando compro, cerco di farlo con consapevolezza. Scelgo sempre, non prendo mai una cosa a caso. Per paradosso, compro cose di qualità migliore, ma spendo meno perché sono sempre spese mirate. So rinunciare benissimo ad una maglia di 200 €, ma non mi dite di rinunciare al pesce fresco. Rinuncio alle borse di 400 €, ma non mi dite di comprare una farina di scarsa qualità. Vado dal parrucchiere due volte l’anno, sono spettinata come un leone, ma non mi togliete il gusto di mangiare bene. 
Sono certa che ogni capofamiglia si meraviglierebbe di quanti soldi finiscono buttati nella pattumiera, se non si fa la spesa con la giusta coscienza. 
Voi non trovate?
Grazie Roberta per avere ideato un contest così bello. Io partecipo con una piccola cosa, la mia granella di zucchero per dolci fatta in casa 🙂 Il banner del contest potrebbe diventare il mio motto, il mio credo. Roby, potremmo rendere questo banner il logo universale di tutte noi che amiamo fare le cose a mano. Non sarebbe bellissimo? :))) 

Ingredienti:

90 gr di zucchero
9 ml di acqua

Una schiumarola per pasta

Procedimento:

In una ciotolina unite lo zucchero e l’acqua
Mischiateli bene fino a che tutto lo zucchero non diventa trasparente
Ora prendete la schiumarola e posizionatevi sopra un foglio di carta forno
Con la mano raccogliete lo zucchero nella ciotola, mettetelo sulla schiumarola e con le dita spingetelo
Il vostro zucchero cadrà sulla carta forno formando la granella che avrete cura di far cadere su tutta la superficie della carta, per non sovrapporla
Lasciate asciugare per qualche ora
Una volta secca, chiudetela in un barattolino di vetro e conservatela fino all’utilizzo


51 Responses to Happiness is home made: granella di zucchero

  1. Federica says:

    Anche nella mia pattumiera è molto difficile che finisca qualcosa ma se per il frigo sono più accorta e misurata, devo ancora lavorare un po’ sulla dispensa che spesso rischia di traboccare. Più che di una persona che vive sola sembra quella di una famiglia di 5 componenti!!! Però a parziale discolpa ma metà è frutto dei rifornimenti della mamma (lo sai anche tu come sono no?!?!?!) che se le chiedi uno arriva con 3!
    Idea grandiosa la granella home made, non immaginavo fosse così facile da fare. E sembra anche divertente 🙂 Un bacione, buona giornata

    P.S. i pomodorini sono anche un mio punto debole!!!

    • Ah, anche tu vivi sola Fede? Allora sai ancora meglio di cosa parlo. Anche la mia mamma, se io chiedo 1 lei mi da 3…ma per fortuna sempre cose che riesco a gestirmi.
      La mia dispensa è composta di due sportelli: ho detto tutto 😀

  2. Naaaaaaaa! Pure questa ti sei inventata!!!!!!!!
    A dire il vero sapevo che anche lo zucchero in granella potesse essere un "home made" ma, non mi era ancora capitato di approfondire l'argomento, per quanto ne fossi incredibilmente curiosa…:)))
    Ed eccoti qua, puntuale come un orologio svizzero, a sedare la mia voglia di sapere!
    Sei un fenomeno Michela!!!!!!!!
    Ti mando un abbraccio insieme all'augurio di una bellissima giornata.
    A presto…
    p.s. bellissime le foto;))

    • Il mio commento precedente iniziava così (ma dove è andatoa finire il testo???):
      Cara Michela, condivido appieno ogni singola tua parola di quello che dici sul Cibo, sugli sprechi, e sulla spesa consapevole…
      Non sai quante volte rimango inebetita a guardare come fanno la spesa certe persone… soprattutto mamme che "buttano" nel carrello la prima cosa che passa sotto i loro occhi… sembrano tipo scimmie impazzite (con tutto il rispetto per le scimmie ovviamente…) che tirano giù con le mani così, senza pensare!!! Hai ragione quando dici che oggi c'è tanta informazione, ma penso che non è che non siamo in grado di vedere certe cose è che semplicemente viviamo tutto con superficialità…
      Chissà, forse un giorno….
      E comunque: naaaaaaaa pure questa ti sei inventata… (ecco era così che avevo preparato il commento precedente…).
      Ari-abbraccio!

    • Carissima Maria Teresa, sono felice di averti stupita con la mia granella 🙂
      L'esempio delle scimmie impazzite è calzante (sempre con rispetto per le scimmie!!)….e la pensiamo allo stesso modo 🙂
      ti abbraccio anche io!

  3. Lo Ziopiero says:

    Cara Michela, non sai quanta ragione ti do!!!

    Quello che tu dici non solo è sacrosanto, ma dovrebbe essere materia di insegnamento, un po’ come una volta nelle scuole si insegnava a cucine o a tenere in mano un martello.

    Purtroppo questo mondo ci ha imposto regole di mercato e non più di buon senso.
    E’ diventato tutta una corsa al cosmumismo. Compra e getta, compra e getta, compra e getta.
    L’economia deve marciare. I prodotti pubblicizzati. Le televisioni trasmettere. E noi? Noi siamo vittime, il più delle volte inconsapevoli, di un meccanismo perverso del quale spesso abbiamo perso il controllo.
    Nelle pattumiere non ci finisco solo tonnellate di cibo, ma anche vagonate di telefonini, frigoriferi, bottiglie di plastica, lattine, volantini pubblicitari, cartoni e cartacce e chi più ne ha più ne metta.

    Mi ricordo (ahimé) che una volta c’era un piccolo bidoncino metallico, alto circa un metro, dove un intero palazzo portava la propria spazzatura, di media ogni 3, 4 giorni. Pochi residui, pochi scarti di una vita semplice. Il bidoncino veniva svuotato giornalmente e non era mai colmo. Veniva un piccolo camiocino che riusciva a svuotare i bidoncini di diversi quartieri, senza intasare strade o assordare orecchie…

    Miché, meglio che mi fermo qui, altrimenti vinco la medaglia per il commento più lungo del tuo blog (ho forse l’ho già vinta! 😀 😀 :D)

    Scusa per la lungaggine, ma questo post ha stimolato non poco la mia voglia di protestare contro certi atteggiamenti.

    Grazie per avermelo in parte consentito.

    :))

    • A te la medaglia te la do io senza indugi 😀

      La pensiamo nello stesso modo, e non avevo alcun dubbio. L'economia del compra e getta mi fa orrore, cerco di resistergli in tutti i modi che mi sono possibili. Penso che ognuno di noi nel proprio piccolo possa contribuire ad un sistema migliore. Guardo sempre con disappunto quelle persone che mi dicono "eh, ma solo io che vuoi che cambia?".

      Cambia, cambia….

      :))

  4. FrammentAria says:

    ma dai…. la granella fatta in casa…. pensa che sulla colomba quest'anno non l'avevo messa, me l'ero dimenticata, forse volutamente ed inconsciamente, perché quella comprata mi sa di plastica. sei incredibile…..
    per il resto quoto tutto, e aggiungo che le cose fatte in casa hanno un gusto unico, hanno il sapore delle proprie mani, il profumo dell'entusiasmo, il colore della sorpresa, e la fragranza, unica, del dono, quello che stai per fare a chi ami.
    grazie tesoro, mi hai fatto unn bellisimo regalo oggi!

  5. Hai perfettamente ragione. Sonno della tua stessa scuola ma ho un marito che è l'opposto. Per fortuna sono io quella che si occupa della spesa e della cucina. Lo spreco non lo sopporto, mai sopportato. Però la granella non ho mai provato a farla e mi hai messo la curiosità ^^

  6. Roberta says:

    Michi, adoro questo tuo post, in cui riconosco tanti dei discorsi che abbiamo fatto insieme, tanto di te e tanto anche di me….non a caso è così che ci siamo conosciute! 🙂
    E adoro questa granella di zucchero, è un'idea davvero geniale ed è la prima cosa dolce in gara!
    Grazie, davvero, di cuore, per questo tuo contributo! ♥
    Un abbraccio Michi!!!

  7. Any says:

    Concordo in pieno. Ma come sono vere le tue parole!
    Purtroppo c'è gente che va a fare la spesa senza un minimo di coscienza, prende la roba e la butta nel carrello senza guardare l'etichetta, per esempio. Vedo carrelli stracolmi di merendine, di torte nella busta, di carni già impanate e ripiene di chissà che cosa!
    Ma io mi chiedo, è così difficile dare a un figlio una buona merenda fatta in casa? La rete è piena di ricette che si possono fare in un batter d'occhio con ingredienti semplici che si trovano sempre nella nostra dispensa. C'è sempre la scusa del tempo, ma non è vero se uno ci tiene veramente, lo trova il tempo.
    L'informazione c'è, ma la maggior parte di noi non sa usarla. Dice che hanno trovato la carne di cavallo nella lasagna. Ma chi la compra la lasagna già fatta, al supermercato?? Chi?
    La granella fatta in casa? Non avrei mai pensato che si facesse in questo modo. Grazie!

    • Cara Any, è quello che spesso dico anche io. Il tempo si trova. Basta organizzarsi in base a questo. Si possono fare anche cose semplici in poco tempo, senza dover stavolgere i propri ritmi di vita. Io la lasagna pronta non l'ho mai comprata, ma penso sempre quando la vedo, che se la vendono vuol dire che qualcuno la compra….

      La granella è facilissima :)))

  8. Sono senza parole.la granella home made mi ha portato di corsa qui perchè tutto avrei detto meno che si poteva fare con le nostre manine.ma poi il post…bello,consapevole,chiaro.Mi piace tutto ma adoro soprattutto il passaggio in cui dici che potresti benissimo rinunciare ad un capo costosissimo ma non ad un alimento con tutti i sacri crismi.
    Ti copio spudoratamente la ricetta della granella e ti auguro in bocca al lupo per il contest.
    un abbraccio

    • Monicù, grazie :)) mi fai apprezzamenti molto belli e so che se scrivi, lo pensi davvero…doppiamente felice!
      Provaci con la granella…che è facile, si conserva a lungo e mette tanta allegria :))))
      Bacione

  9. Edith Pilaff says:

    La granella e' geniale,non immaginavo fosse cosi facile da fare.
    Lo Zio mi ha rubato le parole! E' verissimo,quest'attitudine moderna si estende un po' verso tutto.Vorrei anche menzionare la burocrazia e l'eccessivo zelo delle regole per la salute/sicurezza.Dalle mie parti,i supermercati od i sandwiches shops non possono dare i sandwiches appena scaduti a chi ne ha bisogno.Vengono buttati e spesso cosparsi di una speciale "vernice" per renderli immangiabili.In alcuni casi (di questo ho esperienza diretta) si tratta di panini preparati il giorno stesso! Mi scuso per il commento "lamentevole",il tuo e' un post che fa pensare parecchio.
    P.S. Happiness e' rubarti la ricetta al volo.
    Baci.

    • Bellaaaaaaa!!! Non ti ho trovato lamentevole.
      Quello che scrivi mi fa i brividi addosso….addirittura la vernice per rendere immangiabili i panini? Non c'è un senso, non c'è logica, niente di niente.

      Happiness is….vederti passare da me :)))
      Ti abbraccio stretta ♥

  10. Patty Patty says:

    Michè ma tu sei un genio!!!!! La granella di zucchero… fantastica! Dici che oggi di informazione ce n'è tanta… non lo so. Non parlo del single o dello studente, ma proprio mamme di famiglia che non hanno tempo (voglia) di inguacchiare con i propri figli e fare un dolcino (riciclando magari della frutta che stava per andare), che è meglio girare una bella busta in padella (magari di pennette al sugo…), io continuo a vederne tanta. Per fortuna al castello non si getta niente: fra l'ingegnere e l'idrovora Matilde consumiamo tutto subito!! Un bascione!!

    • Bedda mia, sai che io figli non ne ho, ma ho nipoti. Due tra l'altro sono grandicelli. Le migliori foto di noi insieme sono ambientate in cucina, mani in pasta! Ho sempre fatto far loro di tutto: dai biscotti ai dolcetti, fino alla pasta. Conosco mamme che non fanno pasticciare ai propri figli per paura che sporchino. Non c'è bisogno che io aggiunga altro!
      W te, w l'ingegnere e w l'idrovora 😀

  11. Sono d'accordo con te su tutto!!! Purtroppo vedo troppo spesso carrelli pieni di surgelati e cibi precotti con l idea che sia più veloce e invece non è' vero e' solo che c'è una scarsa informazione ma si potrebbero fare piatti veloci con cibi freschi:)
    La granella di zucchero e' fighissima !!!
    Un bacio

  12. Francesca says:

    Oh Michela che post MERAVIGLIOSO.
    Io sono cresciuta in una famiglia come la tua da quello che descrivi. L'unico neo è non avere un orto a disposizione. Dalla mia bisnonna a mia mamma ho visto sempre fare tutto hommeid (come direbbe lo zio :D) e fare spese consapevoli ed effettivamente più economiche. Quanta verità nelle tue parole!
    e che bella questa frase HAPPINESS IS HOME MADE!!
    Questa granella è da provare e quasi quasi partecipo anche io al contest!
    un piccolo regalino: da questo blog ho scaricato delle etichette per barattoli molto carine!!
    http://blog.worldlabel.com/2013/kitchen-spice-jar-pantry-organizing-labels.html
    A presto,
    Francy

    • Ciao tesoro…che bello leggerti! 🙂
      Facciamone un motto, HAPPINESS IS HOME MADE!
      Se partecipi al contest Roberta ne sarà felicissima ^_^
      Vado subito a vedere le etichette e grazie mille 🙂

  13. Ciao michela! hai perfettamente ragione, odio che persone che buttano il cibo, lo ammetto solo in casi estremi e qui potremmo scrivere un altro post …cmq bella idea e me la segno ^_^ A presto! Un bacio

  14. simona says:

    Ciao Michela:) il piacere di conoscerti e tutto mio…
    Ho letto tutto d'un fiato quello che hai scritto e ho paura di replicare con un commento lungo quanto quello zio per quanto sia di spunto quello che scrivi…proprio qualche giorno fa un'altra amica blogger aveva intavolato il discorso degli sprechi sul cibo e sono rimasta impressionata dai dati sconcertanti sugli sprechi che fanno le famiglie italiane in materia di cibo.. Detesto gli sprechi.. da quattro pennette che avanzano ci faccio una frittata per la sera.. i pezzetti di pane che restano (pochi devo dire) li accumulo per polpette, zuppette e vellutate.. insomma c'è sempre un modo per riciclare gli alimenti… di solito ho una dispensa ben fornita, ma perchè mi piace avere tante cose sotto mano quando mi viene l'estro in cucina, ma controllo rigorosamente le scadenze e programmo il cibo in base a quello che ho in frigo.. sono per la stagionalità e la freschezza delle materie prime possibilmente bio.. il poco ma buono è la toeria in cui credo fermamente… pur essendomi mancate tante cose… tipo l'orto di famiglia… io sono una cittadina cresciuta in mezzo allo smog e senza parcheggio per intenderci, ma ho cercato di adattare nella mia casa uno stile di vita consapevole, cercando di realizzare home made tutto o quasi.. dal pan brioche alle conserve di pomodoro… non posso che quotare in toto il tuo pensiero saggio e consapevole:) grazie:* il contest di Roby è un fantastico spunto per parlarne… e il tuo contribuito è stato davvero prezioso non solo per la granella di zucchero fatta in casa (una vera genialiata.. tra i vari zuccheri aromatizzati questa mi è davvero nuova e prendo nota) ma per le parole con cui hai accompagnato il post.. complimenti! a presto:*

    • Ciao Simona e benvenuta 🙂 mi fa piacere vedere che siamo in molti a pensarla nello stesso modo. Siamo proprio noi a dover diffondere la nostra consapevolezza a chi, meno fortunatamente, ne ha meno.
      La granella di zucchero è una chicca fantastica 🙂
      Un bacione e a presto :))

  15. Sara says:

    ma è cosi semplice fare la granella??? oh mamamia…mi devo cimentare subito :D!

    quanto al post approvo tutto..Quella di non sprecare niente, soprattutto cibo, è una mania (positiva) che ho ereditato dai miei..che non buttano nulla neanche a morire…quella dell'home made e della stagionalità ce l'avevo di base ma la sto apprendendo ogni giorno di piu grazie ai blog che seguo…tra cui il tuo e quello di Roberta!

    é bello pensare ad un modo nuovo e sano di mangiare, di cucinare e di stare con gli altri…perche per me cibo è questo: convivialità :)!

    Un abbraccio michi :)!

  16. m4ry says:

    Condivido ! Gli sprechi vanno assolutamente evitati, anzi, prevenuti ! Fare la spesa per uno o per due non è affatto semplice. Pian piano ho imparato e anche io faccio la spesa in modo tale da essere certa di non buttare via nulla.

    Michela ! Grazie per questa idea ! Non credevo fosse così facile 🙂 Ora potrò farla anche io in casa !

    Ti abbraccio :**

  17. Micky..cosa dirti?? Lo sai benissimo che amo già questo post, che ne farei un manifesto…
    Hai ragione su tutto, anch'io la penso come te..
    Ci sono tropper persone che non si rendono conto di essere schiave del marketing e di mangiare delle vere schifezze..poi l'assurdo è che magari spendono una botta di soldi per interventi estetici e vitamine per la pelle..ma se iniziassero a 'buttare dentro' cose sane non sarebbe meglio??? MAH?
    Ti confesso che io subisco il fascino delle cose belle e qualche volta un maglione costoso me lo compero, ma è anche vero che poi magari lo uso per 20 anni…preferisco così piuttosto che prendermi una maglia da 30 euro e buttarla dopo il primo lavaggio…
    Quella della granella di zucchero davvero non la sapevo..sei un genio!!!!
    Una bellissima idea per il contest della nostra carissima Roberta!
    Ti abbraccio forte e non sai quanto mi dispiace non poterti abbracciare a Roma..ma sono felice per il bel viaggio che farai con le tue amiche <3
    Roberta

    • Roby, conosco il tuo pensiero e so che in questo io e te siamo uguali.
      Per quello che riguarda "il fascino delle cose belle", anche nell'abbigliamento per me (ripeto per me) vale il "compro poco ma bene". Poi dipende per costoso cosa si intende. Certo a comprarmi una borsa di 500 € proprio non ce la faccio. Quel che volevo dire è che ci rinuncio facilmente, ma non rinuncerei a mangiare cose sane, se dovessi scegliere tra le due cose 🙂
      Un bacio!

  18. condivido e sottoscrivo! 🙂

  19. Berry says:

    Sull'home made ci sto lavorando, piano piano, compatibilmente con il lavoro e la pigrizia che a volte ho…ma giuro che condivido da sempre tutto quello che dici, complice il fatto di avere un'educazione in questo molto simile alla tua, del fatto in casa, della filiera corta/cortissima, del no ai quattro salti in padella o simili.
    La tua granella è una poesia di creatività e di perfezione, come tutte le cose che ci racconti con le tue parole.
    Sei bravissima Michi…e mi dispiace così tanto non incontrarti il 27 🙁
    Ti bacio!!!

    • Topolotta, w la filiera corta cortissima!!!
      Piano piano ci si arriva, a certe cose. Non si fa tutto insieme. C'è comunque un percorso che va fatto, anche di conoscenza.
      Sei sempre molto generosa con me ♥

  20. Eleonora says:

    fortissima questa idea della granella di zucchero homemade!
    è una delle cose che non compro mai…e poi quando devo fare la copertura per panettoni e colombe…ops…niente granella!!!
    quindi la tua idea è proprio utile! 🙂
    e riguardo l'homemade…poter avere più tempo!!!…per il mio lavoro (ufficio,in un'altra città) parto la mattina alle 7.30 da casa e rientro alle 20…se potessi farei molte più cose homemade!
    e non solo per questione di sprechi, ma anche per soddisfazione personale!!!
    come dici tu…a me non dà soddisfazione spendere tanto per un vestito…ma quanto sono contenta quando un mio dolce piace!
    e pian piano sto cercando di migliorare con il pane, la pizza, la pasta…
    e…ho imparato a cucire!un altro mondo ancora (e ci correbbe un'altra vita, o giornate da 48 ore)!che soddisfazione regalare qualcosa confezionato da me!

    happiness is…creare! 🙂
    ciao!!!!!

    • Cara Eleonora, sai che anche io adoro fare i regali con le cose che preparo. Mi da una immensa soddisfazione!
      Ho fatto la pendolare per tanti anni, quindi ti capisco.
      L'importante è comunque sempre fare del nostro meglio :))

      Un bacino, torna presto 🙂

  21. Ma è fantastico!! Così mi posso fare anche lo zucchero in granella, a questa cosa non ho mai pensato, grazie della dritta!
    Per il discorso degli sprechi alimentari con me sfondi una porta aperta. Anche io mi facci la lista della spesa per non comprare cose inutili e cerco di non farmi tentare da offerte varie perchè gettare o sprecare il cibo è una cosa che mi scoccia enormemente e non solo oggi, che comunque siamo in tempo di crisi ma da sempre. E anche per me è un insegnamento dei miei genitori, di mia nonna … noi siamo in 5 fretelli e quando eravamo piccoli spesso arrivava la nonna, quindi in casa eravamo sempre in tanti e anche per noi la merenda non era certo quella confezionata ma la fetta di pane con sopra la margarina e lo zucchero, oppure il panino con il salame … Così come te anche a casa dei miei genitori la pasta si faceva in casa e ogni tanto anche il pane ma solo per una questione di tempi. Grazie per questo bello spunto 😉

  22. Bellissima idea me la faccio di sicuro e provo anche a farla rosa aggiungendo un pò di succo di fragole! Che dici verrà bene! Così la porto a baby ballerina, quando scendo a maggio. Non è mica facile trovare le decorazioni colorate senza glutine (senza accertamento di contaminazione). Davvero una bellissima idea.
    Per il resto sono pienamente d'accordo con te e er quello che mi riguarda i blog di tante amiche speciali come te, mi aiutano a migliorare ogni giorno e a scegliere in modo sempre più consapevole.
    un bacione
    alice

    • Carissima Alice, ottima idea! Puoi sostituire l'acqua con il succo di fragola e fare una prova. La farò anche io non appena avrò delle belle fragole. Baby ballerina ne sarà felicissima, già lo so :))))
      Fammi sapere e grazie del tuo contributo :*

  23. Manuela says:

    Non ho mai riflettuto che potesse essere una cosa così semplice….se lo avessi saputo prima di Pasqua l'avrei sicuramente fatta!
    Complimenti per il tuo blog veramente molto bello….in più il nome assomiglia al mio!

  24. Chiara says:

    Che idea meravigliosa!! Mi sono da poco trasferita a Monaco e sti tedeschi pare non sappiano cosa sia la granella di zucchero… e poi, soprattutto, farla in casa ha tutto un altro sapore!! Ho scoperto adesso il tuo bellissimo blog e credo proprio che non lo mollerò più!! ^_^

    • Ciao Chiara, sei la benvenuta :))
      Passa ogni volta che vuoi 🙂

    • Chiara says:

      ^_^ grazie! E rieccomi qui con una domanda: mi sono appena resa conto di non avere schiumarole per pasta con i buchini, ma solo con le fessurine. Ma secondo te se uso uno schiacciapatate va bene lo stesso? anche perchè pur volendola comprare apposta… mi sono resa conto che in giro le vedo tutte come la mia o.O

    • Ciao Chiara 🙂 allora, se usi lo schiaccia patate, devi usare solo la parte "bucata", non il tappo che fa da pressa per capirci. Questo perché altrimenti lo zucchero fa massa e si blocca, non uscendo quindi dai buchi. Puoi fare così: metti lo zucchero nello schiaccia patate e poi lo spingi giù con le mani. Fammi sapere:)

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