Parole come viaggi: Brioches sfogliate

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Sono sempre stata avvolta nella mia mente da un mondo di parole. Tutto quello che pensavo era sotto forma di parole. E’ per questa ragione che ho sempre invidiato chi aveva la capacità di pensare con i numeri.
Tutte quelle persone che a mente fanno calcoli, ma non solo. Tutti quelli che hanno la capacità di guardare il mondo e la realtà di tutti i giorni attraverso i numeri.
Le parole per me sono state un vizio, una dipendenza, un difetto di fabbrica. Uno sciame sempre in movimento in testa. Le inseguivo già da piccola, quando tuffavo il naso nei libri, o quando la sera, al buio nel letto, le parole mi scorrevano inarrestabili e non riuscivo a fermarle. Avevo sempre un pensiero da trattenere mentre il sonno, alla fine, mi vinceva sovrano. 
Parole. Parole tante. Che sono sempre con me, anche oggi, anche quando spesso sto in silenzio. Ce le ho in bocca anche quando non so parlare. Anche quando, di parlare, non ne ho più la voglia. Si fermano in gola, al limite. Da sole magari stringono un nodo. Ma ci sono sempre. 
Le parole sono state viaggi. Appunti su quaderni. Macchie d’inchiostro disordinate. Una parola mi sembrava più bella di un’altra, un suono migliore di un altro. Ho scritto parole su scontrini, strappi di cartone, volantini: ferma al semaforo, seduta e disciplinata durante una fila dal dottore. C’è stato sempre nella mia vita un momento che sfuggiva e io che ne prendevo appunti: una canzone passata alla radio, i versi di una poesia recitata, uno stralcio di un film.

Le parole le ho cercate nella musica più che in ogni altro altrove, dove cercavo di far mie storie vicine e lontane.

Vengo da questa evoluzione, da questo cammino. Vengo da qui. Non è mai vero quando diciamo di non sapere da dove veniamo.

E mi ritrovo così un venerdì sera a fare un viaggio in macchina. In principio penso alla noia, sbuffo al primo stop, poi mi ricordo che ho l’mp3 in borsa. Ci frugo dentro, senza togliere gli occhi dalla strada, metto quei bottoncini nelle orecchie, faccio on e un pò distrattamente inizio ad ascoltare la mia musica. Le luci, la strada, l’eterno movimento. Quella distrazione però dura poco, perché senza rendermene conto, mi ritrovo dentro il viaggio. No, no, non il viaggio che compio sulla strada, ma un viaggio nelle parole. E le parole sono di qualcuno che ha saputo raccontare storie musicandole. Un Uomo che l’ascolti e ti sembra di leggere un libro. Parole come freccette ficcate in un bersaglio.

Un Uomo che ha saputo scrivere cose come

o ancora



Un Uomo che ha saputo mettere in musica lo struggimento dolceamaro in pochi ultimi minuti.

Che raccontava con la sua bellissima voce il suo elogio della solitudine.
Quella voce in cui mi perdevo, da giovanissima. Quella voce che cercavo di ascoltar parlare, più che cantare. Che ancora oggi mi fa fare un doppio salto al cuore, che mi ricorda un pozzo profondo, mi da sensazione addosso come di carta abrasiva e insieme velluto. Voce che vibra.

Penso alla malinconia che mi buca dentro a sapere che grandi Uomini come questo sono irripetibili. Non si duplica un essere umano. Mi viene una tristezza profonda a pensare a quello che avevamo e che oggi non abbiamo più.

Penso a come mi ha raccontato della varietà umana: avvocati, puttane, stolti e blasfemi…uomini e donne intrecciati nelle sue storie come rovi. Ogni canzone è un racconto. Ogni racconto un viaggio.

…E succede con tutti questi pensieri che arrivo improvvisamente a destinazione, la strada per un tempo lungo non è esistita. Il tempo stesso, non è esistito. E penso che peccato, avevo ancora un pensiero da trattenere.

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Ricetta presa dal blog di Adriano

Ingredienti:

500 gr farina di media forza
100 gr latte intero
100 gr acqua
100 gr zucchero semolato
2 uova
50 gr burro
15 gr lievito fresco
10 gr amido di mais
9 gr sale
1 bacca di vaniglia
Zeste grattugiate di 1 arancia e 1 limone
250 gr burro per la sfogliatura

Procedimento:

Sciogliere il burro ed unire la scorza degli agrumi, portando ai primi sfrigolii prima di spegnere
Portare a bollore il latte con la bacca di vaniglia aperta e raschiata. 
Lasciare in infusione fino a che intiepidisce, dopodiché filtrare. 
Riportare il peso a 100 gr, unire l’amido e portare a 67°, mescolando con una frusta. In mancanza del termometro fermate la cottura non appena addensa. Lasciate raffreddare.
Mescolare nella ciotola della planetaria la cremina con metà dell’acqua e gli albumi. 
Unire tanta farina quanto basta per legare l’impasto con la foglia (circa 300 gr), quindi coprire.
Nel frattempo sciogliere il lievito e una puntina di cucchiaino di zucchero nell’acqua rimanente, leggermente intiepidita. Mescolare 50 gr di farina e copriamo.
Quando il lievitino sarà maturato (circa mezz’ora), unitelo all’altra massa con una manciata di farina e lasciate legare a bassa velocità con la foglia.
Unire un tuorlo e la metà dello zucchero e, poco dopo, una manciata di farina per ricompattare l’impasto.
Con il secondo tuorlo unire lo zucchero rimanente ed il sale.
Inserite lentamente il burro aromatizzato, alternandolo con la restante farina.
Montate il gancio e lasciate impastare per qualche minuto
Date all’impasto una forma rettangolare appiattita, coprite con pellicola e trasferite in frigo per un paio d’ore.
Tirate fuori l’impasto dal frigo, stendete con il mattarello in una sfoglia rettangolare alta poco meno di un dito.
Appiattite il burro in un foglio di carta da forno infarinato, arrivando ad una dimensione poco meno della metà della sfoglia.

per praticità chiudete i bordi e modellate con un mattarello

Sistemate poi il burro nella metà inferiore della sfoglia, curando di lasciare un dito di bordo libero; chiudete con l’altra metà e sigillate i bordi esterni.
Stendete in un rettangolo regolare di circa 1cm di spessore, fate delle pieghe a portafoglio. Avvolgete nella pellicola e trasferite in frigo per 45’.
Ripetere l’operazione per altre due volte.
Stendere la pasta ad uno spessore di circa 8 mm, tagliare via i 4 bordi esterni.
Tagliare delle strisce di circa 3 cm, allungatele con un mattarello, arrotolatele e sistematele negli stampini imburrati.

Coprite con la pellicola e lasciate triplicare
Pennellate con albume e infornate a 190° fino a cottura (15/20 minuti)


“Evaporato in una nuvola rossa 
in una delle molte feritoie della notte 
con un bisogno d’attenzione e d’amore troppo”
“Potevo attraversare litri e litri di corallo 
 per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci”

CI VEDIAMO DOPO LONDRA! 
BACI 

54 Responses to Parole come viaggi: Brioches sfogliate

  1. Matteo says:

    :') Parole bellissime, le tue. :')
    (Ma anche le brioches lo sono, eh!)
    Mi meraviglio anch'io di come certe anime, certe voci, sappiano raccontare così bene la vita.
    Ci vediamo dopo Londra! 🙂

    Ah, no, giusto. Ci vediamo Londra!!!! 😀 ♥

  2. Federica says:

    Io di parole oggi ne ho poche ma qb forse per esprimere quello che penso. Tu con le parole INCANTI 🙂 Se scrivessi un libro, lo si leggerebbe tutto d’un fiato perché rapisci l’attenzione e non è da tutti.
    E se aprissi una pasticceria ci sarebbe la fila fin fuori della porta! Adriano è una garanzia si sa, ma queste brioche non potevi replicarle meglio. Un abbraccio e buona gita a Londra 🙂

  3. Roberta says:

    Buon viaggio stella, aspettiamo le parole che porterai da Londra!

  4. Edith Pilaff says:

    Bellissime parole,"avvocati,puttane,stolti e blasfemi",mi ricorda di un altro signore che con le parole ci sapeva fare,
    Bukowski.Le tue brioche mi ricordano di un bellissimo viaggio a Parigi,dove mangiai la mia prima brioche feuilletee'.Il portare a galla memorie a noi care e una delle cose piu' belle che parole e cibo possono fare.Londra ti aspetta!!

  5. Ennio says:

    Queste brioches sono bellissime!!! 🙂 Complimenti Michela! 😀

  6. Pippi says:

    Che belle..sono perfette..complimenti!!

  7. FrammentAria says:

    parole, che tu usi come colori con i quali dipingi meraviglie.
    🙂
    bella che sei.

    tu, e pure i tuoi cornetti!!!!
    🙂

  8. Guadalupe says:

    Michelaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Ma tu e lo zio siete telepatici?????
    Meravigliosa anche questa tua relazzazione e per di più con la sfogliatura…
    Posso raggiunterti per una colazione della tarda mattinata??????
    Un bacio grande e grazie per la tua condivisione:))))))))))))

    • ehehehe, cara Guadalupe, visto che telepatia? manco ci fossimo messi d'accordo 😀 vuoi venire a far colazione? a Piero facciamo portare i cornetti, che secondo me quelli che mancano dalla foto se li è intascati 😀 😀

      Un docle abbraccio :)))

  9. Elle says:

    Buon viaggio apetta! Son qui ad aspettare il tuo prossimo fiume di parole, con i tuoi racconti spettacolari che mi fanno essere seduta sul sedile accanto al tuo, in quel viaggio durato un pensiero. E mentre ti aspetto mi accomodo al tuo tavolo a sfogliare una brioche. Un abbraccio

  10. Mammalorita says:

    mammamia le brioches parigine!!!complimenti….e buon viaggio…

  11. m4ry says:

    Adoro le parole, mi piace giocarci…mi piace usare 10 parole per dire ciò che magari ne richiederebbe solo due..le parole mi entrano dentro..mi trapassano..mi trafiggono…mi abbracciano..AMO LE PAROLE ! Quindi, non puoi capire quanto senta mio questo post..
    Le tue brioches sono UNA FAVOLA !
    Bacini amica mia bellissima <3

  12. Lo Ziopiero says:

    Post ricchissimo….parole, musica, brioches. E qui mi son fermato solo alla superficie.
    Volendo andar oltre, dentro, si trovano tante analogie, anche se da punti di osservazione apparentemente opposti.

    Credo di appartenere alle persone che dici di invidiare, cioè quelle che pensano con i numeri. Ma nonostante questa diversità, apparente, superficiale, mi sono ritrovato in pieno nelle tue parole… Nei “difetti di fabbrica”, nel “vizio”, nelle “dipendenze”.

    Con De André ci sono cresciuto, quando ero piccolo mia mamma ascoltava le sue canzoni, e io con lei. All’epoca aveva inciso solo un disco, e si ascoltava sempre quello. Infinite volte. E ogni volta una strofa assumeva un significato e un valore diverso.

    Le tue brioches sono spettacolari, profumano lo schermo…bravissima! Altro che Allieva! :)))

    Bacioni, Buon Viaggio e…ti aspettiamo. Ci mancherai!

    • De André ha questo potere. Io lo adoro 🙂

      Visto che brioches? qua si fanno progressi…

      Mi mancherete anche voi, ma intanto caccia fòri i cornetti che te sei intascato di là da te che io e Guadalupe se li volemo magnà 😀 ahahahahahahh

      :* un bacio affettuoso

  13. Non potevi fermarti un pochino più in là di Londra? Fai buon viaggio e divertiti 🙂 Un grande abbraccio! (Le brioche sono una meraviglia! quando tutto questo sarà finito, le proverò, giuro!)

  14. Berry says:

    Buon viaggio Michi cara, portaci di nuovo nel tuo mondo di parole che, a quanto pare, De Andrè ti ha saputo insegnare benissimo. Mi hai portato con te in questo tuo post, come fossero onde soavi a cullarmi e non il ticchettio del tempo che scorre.
    Ti abbraccio.

    • Berry, amica mia. ogni volta che mi parli mi sento come "trasportata". Tu sai usare molto bene le parole, tu vivi di parole. Le emozioni che provo leggendoti sono immense.
      Non smettere mai :')

  15. Patty Patty says:

    Micky in famiglia tutti e 5 adoriamo De Andrè, bambine sono incantate dalle melodie a volte struggenti, a volte ipnotiche, a volte ballate divertenti… ma la grande a 11 anni e mezzo già sta cominciando a porsi alcuni problemi ascoltando la guerra di Piero…
    Con le tue parole mi hai incantata… con le tue brioscine non te lo dico proprio! Un bascio grande grande grande e buon viaggio!

    • Patty, io vi voglio conoscere tutti e 5…ma le tue ragazze in particolare. Bisogna che io organizzi una trasferta dalle tue parti 😀
      hai usato le parole giuste, sai? Io con De André penso, mi struggo, ballo e mi ipnotizzo… fai ballare alle tue piccole "Volta la carta" :')
      ti abbraccio

  16. Ely says:

    Cucciola.. posso solo dirti che sei stupenda e 'seminare' parole, espresse o inespresse.. è una cosa stupenda, anche quando fa male; anche quando non si possono esprimere nè si potrebbe mai farlo perchè sono destinate a restare tra gli spazi dell'anima.. è un moto meraviglioso e unico, amica mia.. e condivido con te: certe poesie sono irripetibili come le persone che le hanno prodotte.. e mai più ci saranno. Che peccato. A presto allora.. divertiti e ci racconterai! Intanto mi godo queste meraviglie di bontà!! TVTB!

  17. Io invece con le parole non ci so proprio fare….è un piacere leggere le tue Micky!!!!:)
    Un bacione cara e buon viaggio!!!! Non ho mai visto Londra ma immagino sia bellissima:)

  18. Zonzo Lando says:

    Oddio Micky! Hai proprio ragione e lui era un grande! Un poeta! Anche a me piace tantissimo, come lui non c'è più nessuno secondo me. Passando alle brioches.. sei un mostro di bravura ormai lo sai? 🙂 Brava bava e più brava 🙂 Bacioni

  19. Rika says:

    le tue brioches sono bellissime!!!
    Come sempre anche le foto sono belle, complimenti!!! ^___^

  20. wow, davvero incantevoli!!! sono perfette!

  21. le parole sono sempre state le mie amiche. adesso, che ho un po' di bagaglio e meno posto nell'hard disk, mi arrabbio quando non le trovo, quando non trovo quella giusta per esprimere la sensazione voluta e la cerco disperatamente… magari lo trovo dopo un paio di ore…. una rabbia! ma capisco, capisco quello che dici, lo sento anch'io. grandi uomini irripetibili, tutti siamo unici e irripetibili, nel bene e nel male
    "… memorie e passi d'altri ch'io calpesto, su stanchezze di secoli in alterna cadenza…" Giovanni Lindo Ferretti, csi
    prova a leggere Reduci, libretto piccolo e corto ma di una profondità e con delle parole messe in fila incredibili!
    e tu te ne vai a Londra a vedere i Sigur Ros…. e quanto ti invidio Michela bella!
    questo è il TUO pane…. http://sonoiosandra.blogspot.it/2013/03/pane-integrale-senza.html
    grazie per le parole
    Sandra

  22. FrammentAria says:

    i sigur ros???? sei andata a vedere i sigur rosssssss?? oggesù! svengo…..
    ….
    (semplicemente, sono pazza di loro)

  23. Martina says:

    I miei genitori mi hanno tirato su a pane fatto in casa e De Andrè, mi hanno insegnato ad amare e rispettare il cibo e la buona musica, le tue parole mi hanno quasi commosso…Grazie mille e complimenti!!!!

  24. Adriano says:

    Ma belle! Sei davvero brava!

  25. parole.. a me lo dici delle parole? che da piccina la mia mamma mi guardava e mi diceva: ma che avrai sempre da dire tu? e soprattuto le parole nella mia testa. quelle non dette, quelle fermate, quelle scappate. i pensieri che ti sfuggono, che ti lambiscono e spariscono, idee che sfumano, che colarono e scompaiono. e se penso a te e alle tue brioche sfogliate mi vengono in mente le parole di una canzone, di un artista un po' dimenticato…
    meraviglioso,
    non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso….
    venire qui da te e trovate le tue parole, i tuoi pensieri, entrare in connessione…. meraviglioso Michela, meraviglioso. IO SO DI COSA PARLI.
    e sei stupenda.
    Sandra

    • Susina, io le ho sempre avute più in testa che in bocca, le parole.
      Noi due siamo in connessione perché viviamo le stesse emozioni spettinate…ed è bello rincontrarsi qui.
      Ti voglio bene Sandra.
      Grazie di cuore ♥

  26. E io sto qui a leggerti..a raccogliere parole e a metterle da parte. Però non ho parole, tranne qualcuna..sei davvero unica ♥

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