Di questi mutamenti: farinata di ceci

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Dal Treno 

Guardavo passarmi davanti le donne,
le presenti e le future,
i paesaggi
e i pali del telegrafo,
ho visto il giorno e la notte
succedersi in silenzio.
Scendero’ giu’ a qualche stazione
pazzo di questi mutamenti di colori e linee
per comunicarti
che al cinquecentesimo chilometro dell’amore
ti amavo esattamente come al primo. 

Izet Sarajlic – 1953

___________________________________

Ingredienti:
300 gr di farina di ceci
800 ml di acqua
Mezzo bicchiere di olio extra vergine 
Sale
Pepe
Rosmarino
Olio per oliare la teglia
Procedimento

Preparatevi tutti gli ingredienti
In una ciotola setacciate la farina di ceci e nel mezzo versateci poca acqua
Iniziate a sbattere dal centro con la forchetta, amalgamando pochissima farina per volta, per evitare che si formino grumi. 
A mano a mano aggiungerete poca acqua, sempre stando attendi a non formare grumi. Abbiate la pazienza di andare piano e non avere fretta. Il composto alla fine dovrà essere assolutamente liquido e setoso. 
Mettete poi un coperchio e lasciate riposare 4 ore a temperatura ambiente. 
Passate le 4 ore, aggiungete il sale (io non l’ho pesato, credo potessero essere circa 10 gr). 
Aggiungete mezzo bicchiere di olio extra vergine e mescolate bene. 
Noterete che la consistenza sarà leggermente cambiata, si presenterà un pochino più pastosa. 
Ora, oliate abbondantemente una teglia da forno e versateci dentro il liquido. 
Sulla superficie, spolverate del pepe a piacimento e spezzettate il rosmarino
Mettete in forno prerisacaldato a 210° per circa 30 minuti, poi 15 minuti con il solo grill, fino ad ottenere una superficie ambrata.


38 Responses to Di questi mutamenti: farinata di ceci

  1. Federica says:

    Che belli I versi con cui hai aperto questo post. A me piace guardare fuori dal finestrino da treno e viaggiare seduta all’incontrario, anche se forse le mie riflessioni sono un po’ meno poetiche!
    Che deliziosa crosticina croccante la tua farinata. Quest’anno l’ho fatta poco, chissà poi perché! Un bacio, buona settimana

    • …che poi fa molta differenza sedersi a verso di marcia o sedersi in senso opposto. le immagini che scorrono hanno un significato diverso, perché nel primo caso è come se tutto il circostante fosse in divenire, mentre nel secondo è il circostante che scivola via….

      Un abbraccio tesoro, buon inizio di settimana :*

  2. Ely says:

    Meravigliosa citazione, di viaggio e riflessione; di cambiamento e pensieri in divenire.. Che fascino i viaggi in treno, non c'è che dire. Ti abbraccio e complimenti per questa farinata stupenda..! <3

  3. Che belli questi versi , mi immagino qualcuno sul vagone che guarda fuori e pensa e lei…..
    La farinata non l ho mai fatta ma ogni volta che la vedo mi fa voglia di provarla, prima o poi mi cimento;)
    Un bacio e buon inizio settimana

  4. Berry says:

    che al cinquecentesimo chilometro dell'amore
    ti amavo esattamente come al primo.

    meravigioso sogno l'amore.
    Non quanto la tua cecina, come la chiamiamo qui in Toscana.
    Ti bacio, buon lunedì!

  5. Edith Pilaff says:

    Troppo buona,una delle golosita' che mi manca di piu' da queste parti.La faceva una ragazza inglese al mercatino locale,ma era una versa farsa, alta 5 cm e cruda nel mezzo.Chissa perche' ha chiuso?….
    Dovro' scuotermi dalla pigrizia e farla a casa!
    Baci.

  6. Patty Patty says:

    Ma che poesia, Michela, non la conoscevo… parole d'amore profonde e toccanti (Donne le presenti e le future). La farinata è splendida!! (le foto poi…!) Ti bascio forte forte!!

  7. Roberta says:

    Ah, la cecina, l'adoro, semplice, povera, ma così ricca di sapore e di storie!
    Un bacio Michi, buona settimana

  8. Lo Ziopiero says:

    Che voglia di rifarla!!! Avrei anche la farina di ceci!

    p.s. che fascino i viaggi in treno…il mondo che ti scorre davanti agli occhi mentre tu pensi di esser fermo..come in un film. Poi scendi e, come per miracolo, ti trovi altrove…

  9. m4ry says:

    Poesia splendida…amore totalizzante…vero, sincero e intenso..amo i viaggi in treno, proprio per le emozioni che riescono a donare..

    Adoro la cecina..la tua ha un aspetto eccezionale ! Ti bacio tesoro..buona giornata 🙂

  10. FrammentAria says:

    D’inverno, ce ne andremo in un piccolo vagone rosa
    Imbottito d’azzurro.
    Staremo bene. Baci pazzi s’annidano
    In ogni cantuccio morbido.

    Chiuderai gli occhi, per non vedere, dal finestrino
    Torcersi le ombre delle sere,
    Astiosi mostri, plebaglia nera
    Di lupi e démoni.

    Poi sentirai sulla guancia un solletico…
    Un bacio leggero, ragno impazzito, corre,
    Su e giù per il collo…

    «Cerca!» tu dirai, chinando il capo,
    – E quanto tempo impiegheremo allora per scovare
    Quella bestiola – che viaggia tanto…

    In un vagone, il 7 ottobre [18]70

    (“Sognato per l’inverno” Arthur Rimbaud)

    (me l'hai fatta venir in mente, un richiamo irresistibile. che sul treno ci si trovi soli con l'amore o in compagnia dell'amore, è comunque un viaggio immaginifico)

    • Tamara (posso chiamarti così, vero?), bellissima questa di Rimbaud, che non conoscevo. Con le poesie ho un rapporto del tutto singolare, la maggior parte non le capisco, poche mi fanno faville in testa. Ma quando le scopro, mi danno sensazioni uniche. Forse tu sai di cosa sto parlando.
      PS: mi hai fatto venire in mente una canzone che amo molto di Moltheni, Un desiderio innocuo. Non c'entra niente, ma mi è saltata in testa leggendo male una tua parola – ho scambiato immaginifico con immagnifico (strani scherzi ci fa il cuore).

      "E vuoi essere un desiderio innocuo, immagnifico,
      dentro un corpo vuoto
      appoggiandomi perdo l'equilibrio.."

      Grazie a te la sto riascoltando ora, in questa grigia pausa pranzo. Se ti va di farci un viaggio dentro, la trovi qui

      :')

    • FrammentAria says:

      sto viaggiando nel desiderio innocuo, che bello, non lo conoscevo! (però a bassissimo volume ché sono in ufficio, a casa lo risento meglio:))
      meraviglia della condivisione…i pensieri si rincorrono, si incrociano con quelli degli altri, ne nascono di nuovi, rimbalzano, ritornano e rinascono. non potrei vivere senza il mondo!
      le poesie? so di cosa parli sì. anch'io molte non le capisco, una volta me ne facevo un cruccio. poi ne parlai ad un amico poeta e traduttore (traduce Salinas per Passigli. dimmi che ti piace Salinas!!:), gi dissi che molte poesie non le capisco, che le leggo e rileggo finché mi passa la voglia di capire, e magicamente le parole assumono il mio senso, e se mi si incollano addosso diventano "mie". d'altro canto se il poeta ha lasciato che le sue parole si posassero su un foglio, chiunque può raccoglierle e leggerle con i propri sensi. lui mi rispose che era esattamente ciò che diceva ai suoi allievi, lasciate che la poesia vi appartenga, coglietene il vostro significato, e poi possiamo fare tutte le analisi che vogliamo. per fortuna io non sono una allieva e posso evitare la fase dell'analisi :))) godermi le emozioni che mi danno senza farmi troppe domande 🙂

      un abbraccio!

    • Dai tuoi occhi solamente
      emana la luce che guida
      i tuoi passi. Cammini
      fra ciò che vedi. Soltanto. […]

      E mai ti sei sbagliata,
      solo una volta, una notte
      che t'invaghisti di un'ombra
      – l'unica che ti è piaciuta -.
      Un'ombra pareva.
      E volesti abbracciarla.
      Ed ero io.

      PS: ascoltalo bene Moltheni…ti farà fare lunghi viaggi :')

  11. Alessandro says:

    Meravigliosa la poesia e la ricetta, come al solito spettacolare, la foto con i ceci intorno ala fetta è da incorniciare :-D.

  12. Bellissimo post.
    Poesia, ricetta, tutto!
    Alice

  13. Dani says:

    Ho comparto la farina tipo SEI mesi fa… che vergogna 😛
    No no devo farla… 😛
    Baci

  14. Che belli i viaggi in treno, mi portano indietro all'infanzia..non avevamo la macchina (mio papà non aveva la patente..da buon veneziano..) ed era il nostro mezzo di trasporto principale..bellissimo..adoro il ciuf ciuf del treno e la vita che scorre fuori dal finestrino…
    Belle foto Micky e splendida cecina!
    Ti abbraccio!
    Roberta

  15. Marco Caucci says:

    Ricetta bellissima, avrei una domanda! Se non trovo o non voglio acquista la farina di ceci, posso ottenerla con dei ceci secchi passati finemente in un cutter?
    Grazie mille

  16. Zonzo Lando says:

    Se la vede Massi mi chiede subito di fargliela.. la cecina (da noi in Toscana) lo fa impazzire!!! Ti è venuta molto bene! Brava!!! Un abbraccio cara

  17. Francesca says:

    wow che poesia: i versi e i ceci.
    a presto!
    Francy

  18. Eleonora says:

    oggi prima che per la ricetta…ti ringrazio per la poesia…
    amo sarajlic, evoca in me ricordi semplici e intensi come semplici e intensi sono i suoi versi…

  19. Eleonora says:

    e ora ti ringrazio per la ricetta…anche questa evoca in me ricordi semplici e intensi, quando passavo le ferie in Piemonte dai nonni (io sono nata in Veneto)…quando il mio caro nonno mi comprava la farinata, per me una cosa buona, e sconosciuta…e i rubatà!

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