Di fieno e di sole: pane coi semini

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Farine. Prima non ci facevo troppo caso. Si, le compravo pensando di essere attenta…del supermercato prendevo le più costose. Ma non dedicavo loro l’attenzione che gli dedico oggi. Diciamolo pure, che da quando è nato questo blog, pochi mesi fà, io sono cambiata tanto. La mia coscienza di cuoca è cambiata (oddio, cuoca è una parola grossa, ma voi passatemela). Certo, dalle mele non nascono pere, quindi i semini dentro di me erano buoni. Buone basi c’erano già. 
Ma io vi dico questo: c’è un mondo dietro ogni cosa e c’è il mondo da imparare. Ma questo mondo dobbiamo volerlo accogliere, per saperlo
Quando ero piccola ero già così: mi piaceva capire le cose intorno. Brutta faccenda alle volte, ma che porta anche dei frutti. E anche da grande questa caratteristica mi è rimasta. Quella di voler capire e quella di immaginare sempre cosa ci può stare dietro ogni cosa. 
Io se vado al ristorante, mentre mangio una pietanza, non guardo la pietanza. Io mi immagino il cuoco che l’ha preparata per me, immagino la cucina, e i gesti che lui ha fatto per prepararmela. 
Se guardo un film, invece delle scene, vedo le telecamere di fronte, e i macchinisti, e i truccatori e il buio oltre  di loro. 
Quando leggo un libro, immagino l’autore mentre lo scriveva: la sua scrivania, la sua postura, una tenda che svolazza vicino a una finestra aperta. 
A una persona che mi si presenta davanti, io osservo le mani e immagino il mestiere che fa, guardo i particolari e sogno la loro storia: di una cicatrice, di un taglio di capelli, di un trucco accentuato. Tutto. 
E la mia mente annota. Annota sempre. Scrivo coi pensieri altri pensieri: discorsi interi, domande e risposte. Domande senza risposte. La mia mente non sta mai a riposo, le parole e i pensieri mi fanno rumore in testa. Eppure non sono finita da uno psichiatra. Non ancora. 
La magia vera è che io immagino le storie. Anche guardando queste farine, io immagino chi le ha macinate per me. Immagino in un certo senso la storia che le ha portate fino a me. 
Piero aveva insistito tanto per queste farine e io alla fine le ho provate. Solo mettere la mano in quei sacchetti valeva il viaggetto che avevo fatto in macchina per andare a prenderle. Annusarle e metterle in bocca crude, valeva la fatica per portarle tutte fino alla macchina, da sola. Ma quando le ho assaggiate cotte, con una pizza prima, con il pane dopo, allora hanno preso veramente il loro valore. Sapete quando uno dice in modo sincero Soldi ben spesi? Ecco, proprio questo. E allora sorrido e mi dico che ho ragione quando dico compriamo poco e compriamo bene
Quando ho avuto le farine, Piero mi ha fatto un regalo grande. Mi ha detto prova il mio pane. Non c’è stato bisogno che insistesse, perché mi sono messa all’opera appena ne ho avuto il tempo. Un amico così appassionato che ti dona una sua ricetta, merita per forza che tu la accolga. Si si, ricette sue ne ho fatte tante, ma questa è diversa, perché lui in un certo senso me l’ha regalata. 
Ho impastato quindi, maneggiando queste farine così profumate. L’impasto già da crudo profumava di fieno e di sole. Non vi dico invece quando il pane era in cottura, con questo profumo sparso in aria, accompagnato da una luce bellissima che veniva da fuori e che invadeva la cucina, da una giornata tersa, soleggiata e freddissima. Sfornare questo pane è stato meraviglioso. Tagliarlo e assaggiarlo, più tardi, è stato una gioia. Poi l’ho riposto in un sacchetto del pane, di quelli di carta, e l’ho appoggiato su un ripiano della cucina. La sera, prima di andare a dormire, ho bevuto il mio solito bicchiere d’acqua e passando ho rivisto il sacchetto. Ho avvicinato il naso e attraverso la busta di carta si sentiva prepotente quel profumo. 
Ho sorriso. 
Sì sì, sa proprio di fieno e di sole. 
Buonanotte.

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Le farine usate per questo pane sono tutte del Mulino Marino



Ingredienti:

250 g farina  manitoba
35 g farina di segale
65 g farina di grano saraceno
150 g setaccio
325 g di acqua
6 g di lievito di birra fresco
6 g di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine
Semi di zucca e di girasole a piacere

Procedimento:

Si tratta di un impasto diretto, quindi sciogliete il lievito in acqua e unitelo a tutti gli ingredienti. 
Impastate fino ad ottenere un composto uniforme. 
Su un piano da lavoro leggermente infarinato, fate una palla con l’impasto usando la tecnica della pirlatura (che potete vedere in questo video).
Mettete in un recipiente e fate lievitare fino al raddoppio (il tempo di lievitazione varierà in base alla temperatura della casa…il mio ha impiegato 5 ore in una giornata particolarmente fredda).

Una volta lievitato, rovesciate l’impasto sul piano, formate un filoncino della grandezza di uno stampo da plum cake e mettetelo nello stampo coperto a raddoppiare. 
Infornate a 240° per i primi 10 minuti e poi a 200° fino a cottura.


40 Responses to Di fieno e di sole: pane coi semini

  1. Federica says:

    Non nel guardare un film o nel leggere un libro, ma per la cucina mi sono riconosciuta tanto in te. Un po’ per passione un po’ forse anche per “deformazione chimica” sento non solo il desiderio ma quasi il bisogno di caprie cosa c’è dietro e di carpire il perché! E nel leggere questo post ti ho immaginata in macchina alla ricerca delle farine, ti ho vista con quei sacchetti in mano mentre le annusavi e le assaggiavi, e poi con le mani i pasta a dare vista a questo splendido pane. Segale e grano saraceno è un mix rustico che ancora mi manca. Accolgo con piacere questa “pulce” nell’orecchio 🙂 Un bacio, buona giornata

    P.S: se metti a bagno le farine di grano saraceno e segale con acqua a 50°C per una decina d’ore, si lavorano molto meglio 🙂

  2. Patty Patty says:

    Beh, Michè fantastico quello che scrivi, mi sembri la mia fatina Fla, sempre da un'altra parte ad immaginare cosa c'è dietro le cose…. il pane è bellissimo, fragrante… Complimenti, brava (tu e lo zio Piero!). Un bascio!

  3. Ely says:

    E' sempre bellissimo leggerti. Ed è bello sapere che vai alla ricerca del perchè delle cose, di come sono arrivate ad essere come sono. E' una reazione che spesso accade anche in me.. e comprendo cosa vuoi dire. La sensazione che questa farina ti da è unica.. e l'hai trasmessa benissimo. Adoro la segale, il grano saraceno.. adoro il rustico in genere. Mi sa di terra, di sole e di calore. Questo pane è delizioso, oracolina. Ti abbraccio e complimenti! 🙂

  4. Bellissimo post! condivido la tua attenzione agli alimenti, alla necessità di scegliere e di trovare prodotti a km 0 o quasi e soprattutto più naturali possibili. E' un ottimo punto di partenza per preparare piatti di qualità superiore ne sono certa…. buona giornata

    • Chiara, scegliere prodotti di qualità per cucinare è il primo vero passo necessario a dimostrare che ci amiamo.
      Ci si arriva con un percorso: chi più breve, chi più lungo.
      ma siamo fortunati ad arrivarci.
      Buona giornata a te e grazie di essere passata :')

  5. Lo Ziopiero says:

    Michela…Questo post è stupendo. Me lo sono riletto già 3 volte.
    E’ denso. E’ l’essenza delle cose… e del mondo che c’è dietro le cose, quel mondo da imparare, come dici tu.

    …Il cuoco che ti prepara la pietanza che stai mangiando, i macchinisti dietro le cineprese mentre riprendono il film che stai vedendo, le farine che sono state macinate per te…

    Contento di averti regalato “il mio pane”…quello ottenuto dopo mesi di alchimie tra le varie farine (fondamentali! :D) e la ricerca dei giusti equilibri tra le loro essenze di sapori. E contento che tu, attraverso le tue parole, le tue sensazioni, i tuoi sentimenti, lo abbia regalato ai tuoi lettori: se lo meritano! Dai commenti che fanno si intuisce che sono lettori di spessore, di valore.

    Bel blog, bello tutto, davvero.

    🙂

    • Il piacere della condivisione è il regalo più bello di questo blog. L'alchimia che si crea tra le persone è la stessa che poi usiamo per trasmettere amore ai nostri cibi, quindi in tutto questo è di fondamentale importanza lo scambio tra noi appassionati.

      E io ti ringrazio di questo :')

      I miei lettori, lo puoi dire forte, sono di spessore ed è così che li voglio: pochi ma attenti. E me li conservo gelosamente.

      Grazie per le belle parole che spendi per me e per il tuo pane, che adesso in qualche modo è diventato nostro :*

  6. m4ry says:

    Anche io sono una che bada molto al "cosa c'è dietro"..non so..sarà perché sono sempre stata la bambina dei tanti "perché", la bambina che aveva e che ha sempre bisogno di capire..che non si ferma mai alle apparenze…e che, se non capisce, non riesce a chiudere capitoli e andare avanti..tralasciando queste considerazioni..io amo il pane integrale..e amo il pane con i semini..di conseguenza, adoro questo tuo pane..sono due settimane che vado avanti a pane senza impasto integrale..modificando farine e semini..è inutile..quella del pane è una magia.
    Ti abbraccio tesoro ! Bacio grande !

    • Mary, forse in un certo senso mi sento vicina a te proprio per questo. E' bello trovarsi e riconoscersi.
      Le tue parole sembrano le mie…io non so neanche cosa significhi chiudere un capitolo, senza averlo compreso. Questo, tu lo sai bene, a volte è un male, perché ci sono cose che dobbiamo cercare di non capire per non farci del male. Ma sappiamo anche che questa è la nostra natura, vero?
      Tu sai di cosa parlo.
      Ti abbraccio stretta e ti bacio con affetto :*

  7. Roberta says:

    Ti capisco tantissimo Michi, anche per me il mondo è così, affascinante, perchè la mia immaginazione corre sempre dentro alle cose, dietro alle cose che vedo, alle persone che incontro, a scene viste per attimi…adoro immaginare 🙂
    E immagino i profumi che evochi, come fossero qui, reali!
    Un abbraccio :*

  8. Berry says:

    Michi. Quello che scrivi ha il sapore del tuo pane, è genunino, è fresco, croccante, al sapore di sole e fieno. E' bello sapere che esistano ancora persone così ricche, ricche in tutto quello che fanno, piene di entusiasmo e di voglia di scoprire. Ogni tuo blog è una sinfonia ed io ti ringrazio per questo (anche se a volte mi metti in difficoltà per commentarti…)!
    Ti abbraccio tanto!

  9. E' bellissimo come tu sia riuscita a farmi immaginare, come dici tu, tutto quello che c'è stato dietro il tuo pane…
    Il fieno, il sole, le farine, Piero, la ricetta, la lievitazione la cottura e l'assaggio, ed infine il ritornare a sentitne l'odore e appurare che veramente, il risultato ottenuto, era il migliore!
    Bravissima!

  10. Resto sempre incantata da quanto cuore e passione metti in cucina…. Leggerti e' come fare un viaggio sensoriale:) e' vero le farine son tutte diverse e quelle buone si sentono:) immagino che il tuo pane fosse buono!
    Io sto ancora dietro allo strutto pensi che mi sia dimenticata ?! Ma ci arrivo;)

  11. La tua descrizione di questo pane mi ha incanatata Michy!!! Dev'essere una favola!!! Un bacione cara e buona serata!

  12. le farine sono una cosa particolare, con le farine bisogna avere rispetto…. impastare riequilibra e il tuo pane, o di Piero, è uno spettacolo! ti capisco quando dici che vedi dietro le cose, lo faccio sempre anch'io……
    baci
    Sandra

  13. Che bellissima storia ci hai raccontato!! Complimenti per questopane che sapeva di fieno di sole, ma anche di amicizia e di passione… un saluto Emanuela.

  14. Francesca says:

    Anche a me Piero ha fatto comprare queste farine fantastiche. A dirla tutta le conoscevo grazie a Bonci e a Eataly, ma quel posticino ne valeva proprio la pena! Vero?
    A me quella di farro bianco, utilizzata nella sua pizza, mi ha estasiata per il sapore, il suo profumo e il suo colore.
    un bacio a presto
    Francy

    • Ciao Francy, quel posticino lo immagino che sia meravgilioso…ma io le farine le ho comprate da Eataly.
      il farro bianco è superlativo, lo sto usando in tutte le mie prove di pizza, è spaziale!
      Un bacione bella 🙂

  15. Inco says:

    Michelaaa! Sei una bravissima… che pane delizioso. Che ne dici, posso prenderne una fetta dalle foto? Con una fetta di prosciutto o salame e qualche foglia di insalata… gnam..!
    Bravissima, un abbraccio!
    Incoronata.

    • Grazie Inco…effettivamente una bella fetta di prosciutto di Parma ce la vedo benissimo, anche se poi il primo assaggio lo preferisco sempre assoluto, senza niente: impagabile!
      Grazie ancora, a presto 🙂

  16. Andrea says:

    Che bello leggere l'entusiasmo che hai nel fare le cose! Per me c'è sempre tanto da imparare e la tecnica della pirlatura è stata una vera novità. Sono convinto che la curiosità di conoscere le persone e le cose che ti girano intorno è la molla che ti fa progredire, e questo è molto positivo. Però sono anche convinto che ogni tanto bisogna anche staccare la spina e godersi quello che abbiamo senza troppi perché! Un caro abbraccio

    • E' vero Andrea, ci sono sempre molte cose da imparare e la curiosità e la passione aiutano in questo.
      Per il fatto di farsi tante domande, tu hai ragione, spesso dovremmo farne a meno, ma è un vizio, un difetto di fabbrica, e ahimé non facilmente controllabile.
      In ogni caso, tutto sommato, non mi lamento.
      Un caro abbraccio a te 🙂

  17. Ciao Michela, complimenti … per le ricette, foto … tutto!!!
    Passa a trovarmi oggi … ho in serbo una piccola sorpresa per te!!!
    http://architettandoincucina.blogspot.it/
    Ti aspetto!!!

  18. Che bello il tuo entusiasmo! Le cose migliori nascono con entusiasmo, passione… e buoni ingredienti! Complimenti 🙂

  19. Omero says:

    "Quella di voler capire e quella di immaginare sempre cosa ci può stare dietro ogni cosa. "
    Bellissimo poi quello che segue, originale.

  20. Anonimo says:

    Infornato ieri sera, stamattina ci ho fatto colazione: buonissimo! Casa profuma veramente di buono, soprattutto le camere dove si è concentrato dopo aver risalito le scale. Sarà per questo che stanotte i miei piccoli "rompi" hanno fatto sogni d'oro ….. e noi con loro.
    Ciao
    Samantha

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