Danubio dolce

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L’alba è il mio orario biologico. L’orario per me prezioso per fare tante cose, come terminare un libro o preparare un impasto. La casa ancora addormentata, solo silenzio intorno. E il silenzio aiuta a completare certe cose. Spesso impasto al mattino presto. E spesso lo faccio prima ancora di far colazione. Come un piccolo chimico, preparo i miei ingredienti in tante piccole ciotoline, mi piace predisporre bene un lavoro. Mentre mi scappa uno sbadiglio, maneggio il lievito: sensazione stupenda al tatto e all’olfatto. Ci avete mai fatto caso? Il lievito di birra fresco è un misto di seta e velluto, sotto i polpastrelli. Io dilungo sempre un pò questo gesto, perché lo adoro. E adoro quando alle narici mi arriva quel profumo di lievito, che personalmente mi inebria. E’ uno degli odori che amo di più in assoluto. Poi iniziano tutti gli altri rituali del caso, ma quello del lievito è il primario.

E io mi godo tutto questo mentre il mondo dorme ancora, distante da me. Ancora non può sfiorarmi.

Il mattino è stupendo per il suo silenzio. Uno non ci fa troppo caso, normalmente, ma le nostre giornate sono piene di rumori. L’ufficio, le auto, chi parla ad alta voce, telefoni che squillano, televisioni, clacson. 
E nei negozi? Un giorno entro in un negozio di abbigliamento con mia madre. Facciamo 6 passi e ci fermiamo. Ci guardiamo e sappiamo già cosa stiamo per dire. Esordiamo con un “Madonna, ma sta musica spacca i timpani” e avevamo tutte e due la faccia evidentemente infastidita, perché la commessa super attenta subito si è avvicinata chiedendoci se ci dava fastidio la radio troppo alta. Noi non ci siamo vergognate, le abbiamo risposto di si, senza mezzi termini. Lei si è scusata, l’ha abbassata e ci ha detto “Sapete, sono disposizioni aziendali”. 
Ora, a parte la musica che faceva schifo, una riflessione l’ho fatta. Cioè, questi stabiliscono pure come uno deve tenere la musica in negozio, a quale volume. Io lo trovo orrendo. Capite? ORRENDO. 
Non parliamo poi di quando entri in quei locali dove per parlarti col dirimpettaio devi urlare..sarà per questo che non li frequento da un pezzo. Si lo so, sembro una vecchia di ottant’anni, però che vi devo dire. Io tutto sto mormorio non tanto lo reggo. 
Sarà forse che sono cresciuta in una famiglia dove spesso a tavola si stava con la tv spenta, perché avevamo bisogno di parlare in pace. Sarà che poi quando sono andata a vivere da sola sono stata 9 mesi senza tv, e stavo una pacchia. E sarà che anche oggi, dove certamente la tv fa più compagnia ai miei e quindi è accesa un pochino di più a casa loro, spesso trovo mia madre che distratta si fa la sua bella enigmistica e magari nel frattempo io scambio due parole con mio padre. Quando i discorsi si fanno intensi, la prima domanda che ci facciamo è “Scusa, la posso spegnere?”. A volte lo chiedo prima io, a volte prima lui…ma accade sempre quando parliamo. 
Una delle frasi tipiche di quel genio di mio padre, che ricorre ogni giorno da che sono nata, è “Spegni sta trappola!!!” 😀 ahahahahaha…la chiama trappola….e io oggi capisco il vero senso di questo termine. 
Mo’ non vorrei apparire bacchettona, perché poi a casa sua ognuno fa quel che vuole. Ed è vero che in assoluto non disdegno la tv..diciamo semplicemente che guardo tre o quattro cose in croce e nemmeno con assidua frequenza, ecco.

In cucina, io e la mia coinquilina, non abbiamo più la tv perché è defunta. Lei se ne fa un problema, perché dice che non sopporta il silenzio mentre mangiamo, quindi la vedo che si sforza di riempire gli spazi vuoti. Io invece…se parliamo bene, se stiamo in silenzio mi va bene uguale. Non mi dispiace, ecco. Perché è un silenzio pacifico.

Che poi, per dirla tutta, eliminare alcuni rumori dalla nostra vita, o almeno arginarli, ci fa ascoltare altri suoni, altre melodie. Io per esempio, negli anni, ho imparato a scorporare alcuni suoni dai loro contesti, e ad amarli.  Come per esempio il suono che fa l’uva quando ti scoppia in bocca, o il suono dell’acqua che scorre. Quel suono meraviglioso che fa la cioccolata quando la spezzi, o il suono poetico che fa il vento quando scuote un campo di erba secca. Il fruscio delle coperte quando ti giri nel letto, le foglie secche quando le calpesti, un quaderno tutto scritto quando lo sfogli. 
Comunque, alla fine della fiera, tutta sta tarantella era per dire che al mattino presto mi piace il silenzio, e in questo silenzio amo impastare. Mi aiuta ad amare di più quello che faccio. 
Dice, e non potevi dirlo direttamente, senza tutta sta tiritera? 
Forse avrei potuto. 
Ma non ho voluto.
                                                           _______________


Ingredienti:

700 gr di farina manitoba
200 gr di latte
110 gr di burro
30 gr di strutto
120 gr di zucchero
12 gr di sale
12 gr di lievito di birra
20 gr di miele
4 uova (rossi e bianchi separati)
1 tuorlo
Zeste di arancia


Per il ripieno io ho usato

Crema pasticcera da forno (la mia la trovate qui)
Amarene sciroppate

(potete scegliere a vostro piacimento, per me il connubio crema-amarena è fantastico)

Procedimento:

Si inizia la sera prima preparando un lievitino: latte, miele, lievito e 180 gr di farina (il lievito sciolto nel latte appena intiepidito)
Si lascia gonfiare (tenetelo d’occhio, a me nel giro di poco stava per scoppiare!)
Ora unite il tuorlo singolo con 25 gr di zucchero, 20 gr di burro e un pò di farina
Lavoratelo fino ad incordarlo e poi copritelo lasciandolo lievitare fino al raddoppio (1 ora circa)
In questo frattempo, scaldate in un padellino 30 gr di burro con zeste di arancia e lasciatelo da parte
Trascorsa l’ora, sbattete gli albumi con un paio di cucchiai di farina, ottenendo una cremina
Aggiungetela all’impasto e iniziate di nuovo a lavorare facendo incordare
Ora iniziate ad aggiungere 1 tuorlo per volta insieme a un pò di zucchero e un pò di farina, e aggiungete il tuorlo successivo quando il primo sarà ben assorbito
Fatta questa operazione, aggiungete il burro a pezzetti, a seguire lo strutto, il sale e il burro aromatizzato con zeste d’arancia
Lasciate incordare bene e poi trasferite l’impasto in una ciotola con coperchio
Fate riposare 15 minuti a temperatura ambiente, e poi mettete in frigorifero per 12 ore
Il giorno dopo, tirate fuori l’impasto dal frigo e lasciatelo riposare un pochino a temperatura ambiente. 
Appena l’impasto accenna a lievitare, fate delle pieghe di tipo 2.
iniziate adesso a formare le vostre palline. Io ho pesato la prima di 35 gr e poi a occhio ho fatto le altre. 
Quando avrete finito di formare le palline, le dovrete riempire. Preparatevi quindi accanto una ciotola con la crema che avete scelto. 
Con il mattarello stendete la pallina, metteteci al centro il ripieno e poi chiudete a fazzoletto, facendo poi scivolare il punto di giuntura verso il basso e formando quindi una pallina dalla superficie liscia. 

Mettete le palline in una tortiera imburrata, avendo cura di metterle un pochino distanziate tra loro. Lievitando, infatti, le palline si uniranno. Se gli spazi non si riempono benissimo, non vi preoccupate, tutto si completerà in cottura. 
Quindi, lasciate lievitare coperto da pellicola fino al raddoppio e poi infornate a 180° fino a cottura. 

guardate bene: la vedete la puffatura? 😀
e le zeste che si intravedono in superficie, non sono meravigliose? :’)


55 Responses to Danubio dolce

  1. Ciao Miky,l' inizio del post è meraviglioso, il resto lo condivido, anche se devo dire che non è la regola!Alcune volte ho voglia di mischiarmi ai rumori di una città frenetica, ma per la maggiore amo la tranquillità e il suono delle parole delle persone a me care. Mi è anche capitato di cenare in locali dove il mormorio di alcune tavolate era così prepotente che non vedevo l' ora di finire per scappare via! Cmq questo dolcetto è davvero invitante,ci farei volentieri colazione! Un abbraccio e complimenti anche ad Adriano!

    • Cara Angela, di fatto non esistono regole in queste cose.
      Esiste quello che amiamo e quello che no.
      In alcuni locali io per esempio proprio non ci reisco a mangiare. Che poi proprio il rito dello stare a tavola richiederebbe armonia intorno.
      Grazie di esser passata, un bacione! 🙂

  2. Lo Ziopiero says:

    Bello, bellissimo post, come sempre.
    Hai il dono della parola, della scrittura: leggerti è un’estasi sensoriale. Hai fatto bene a volerlo, mi hai, anci ci hai immerso un po’ nel tuo mondo, facendoci riconoscere in qualche tua sensazione, o forse in tutte, come nel mio caso.

    E si, perché personalmente mi sono riconosciuto in tutte le tue parole. L’alba (anzi spesso pure prima dell’alba), l’impasto prima di far colazione, le ciotoline… tutte descrizioni che riflettono gesti a me familiari, … mi sembrava di specchiarmi attraverso le tue parole, davvero…

    La descrizione poi dei “rumori”… altamente evocativa…li sentivo echeggiare nelle orecchie mentre leggevo…

    Quanto al danubio…ketttodicoaffa’?: è spettacolare. Attraverso quelle foto si legge tutto l’amore che hai verso gli impasti lievitati…

    Ora vado,altrimenti batto il record del commento-più-lungo-del-post!!!

    BaSci

    Ah, piesse: anche io la chiamo “trappola” 😀 😀 😀

    • estasi sensoriale…quale complimento migliore?
      Nessuno.

      Poi tu che sei così appassionato in cucina, sai cosa significa coinvolgere i sensi…e il fatto che i tuoi siano coinvolti da sole parole (mie, nella fattispecie) mi commuove.

      Rispecchiamoci, dai, che è così bello.

      Il danubio era buonissimo, ma un incanto anche solo da vedere.

      Ti abbraccio stretto
      :*

  3. Luca Monica says:

    Ciao Michela! L'inizio del post è una poesia, hai saputo descrivere l'amore che metti in ciò che fai! Il Danubio dolce non l'ho mai provato…..l'ho già visto in altri post e mi tenta molto e poi una ricetta di Adriano è una garanzia!

    Buon inizio settimana…
    Monica

    (fotocibiamo)

  4. Anche io amo il silenzio… dovrei/potrei scrivere un papiro e aprire un capitolo delicato, ma evito 😀 Spesso quando sto sperimentando neanche mi rendo conto di essere nel più totale silenzio, me ne accorgo solo quando ho finito e mi siedo per mangiare, un istante. Tanto il mio cervello fa tanto rumore da solo 🙂 Bello il tuo Danubio, dolce poi chissà che goduria… Buon lunedì!

  5. Andrea says:

    Dolcissima la tua "tarantella" nel descrivere certe sensazioni che puoi assaporare solo la mattina presto, quando per gli altri la vita è ancora avvolta nel sonno. Il silenzio ormai è un bene raro e sempre più prezioso. Non per niente da un po' di tempo si è cominciato a parlare di inquinamento acustico. Però non è cambiato niente e le nostre orecchie, povere loro, si sono ormai abituate al rumore; anzi, a qualcuno il silenzio fa addirittura paura!
    Buono il tuo Danubio, anche se sono sicuro che io non lo farò mai…

  6. Francesca says:

    Alla fine della fiera questa tarantella ( come le altre del resto ) è così poetica ed evocativa.
    Sono rimasta in silenzio a leggere il post con quella calma che da emozione ad ogni parola.
    E che dire del danubio???
    Eccezionale!!!
    Sai ho provato il pane senza lievito ma il primo esperimento non è stato fantastico.
    Vorrei provare anche questo, dici che senza impastatrice si può fare???
    Un saluto
    Francesca

    • Francy, mi sa che alla fine ste tarantelle passeranno alla storia 😀
      Grazie per i tuoi apprezzamenti.
      Per il pane senza lievito, insisti, non fermarti!
      Per il danubio, senza impastatrice non l'ho mai provato, ma ritengo proprio di si! Prova e fammi sapere 🙂
      Un saluto e buon lunedì 🙂

  7. Valentina says:

    Tesoro bello… io sono cresciuta come te, abbiamo dato sempre tanta importanza al dialogo e al sapere come sta, cosa ha da raccontare la persona che si ha di fronte… Detesto i rumori troppo forti e credo che siano un buon metodo per non ascoltarsi, per non pensare, per mantenere la conoscenza in superficie, per ovattare tutto… come l'alcool che fa affogare i dispiaceri.. qualcosa che rimbambisce, tiene a freno… Vabbè, io poi sono un po' esagerata a volte, analizzo, penso… forse sò strana mah 😀 Danubio fantastico e pieno di amore come ogni cosa che fai 🙂 Bravissima Michi! Mi hai ricordato che è una vita che non lo faccio, devo rimediare! 😉 Bacio grande, buon inizio settimana :**

  8. Roberta says:

    Avresti potuto, meno male non l'hai fatto, e ci hai portato con te, nel silenzio di una mattina che ho immaginato di sole!
    Io sono il contrario di te, sono una nottambula, tiro tardissimo la sera ma la mattina, ragazzi, non ce n'è, e se vedo un'alba è perchè non sono ancora andata a letto.
    Come te però, pur essendo una musicomane, amo comunque i silenzi, o le sfumature di suono che spesso non notiamo e che nel silenzio risaltano…..una poesia sussurrata dal mondo.
    Ti abbraccio amica mia,e brava! 🙂

    • Ti ho portato con me, Roby, si. Ti pensavo mentre scrivevo, sai? pensavo proprio a te che invece vivi la notte.
      Ma qualsiasi sia il nostro orario biologico, è importante sentirci bene.
      Tu sai capirmi.
      Ti abbraccio forte, topola.

  9. Michela si sente tutta la passione per i lievitati, ma anche per tutto ciò che fai… Anche io adoro il mattino a casa ad impastare in silenzio , non sono un amante della TV anzi la guardo molto poco e se posso preferisco un dvd anche io ho sempre mangiato con la tele spenta a casa mia era un momento in cui si poteva parlare di tutto ciò che era accaduto durante la giornata. Ora non bisogna togliere a mio marito studio sport!!!!!
    Il Danubio e' perfetto vorrei solo addentarne un pezzetto;)
    Posso farti una domanda ? Si può sostituire lo strutto? Solo perché non lo trovo !
    Grazie e baci

    • Cara Ombretta, intanto grazie per l'apprezzamento 🙂
      Lo strutto se proprio non lo trovi, certo che puoi sostituirlo. Però cerca bene: io per esempio uso uno strutto prodotto localmente, ma l'ho visto al supermercato. Lo vendono in piccole vaschette nel banco frigo dove trovi il burro.
      Anche la Fiorucci lo produce, per farti un esempio. Sono certa che tu pssa trovarlo.
      In alternativa, vai con un pò di burro.
      Poi se lo provi mi fai sapere? :')
      Un bacione grande

    • Provo a guardare meglio anche a me sembra strano non trovarlo….
      Certo che ti faccio sapere:)
      Grazie mille!!! Baci

  10. Ely says:

    Il silenzio è qualcosa di davvero prezioso e comprendo il tuo stato d'animo. Io non riesco a stare in mezzo al rumore, al fracasso, alla musica a tutto volume. Sono per le parole sussurrate dall'assenza di rumore in cui puoi ritrovare te stessa e la pace. E tutto sembra infine al suo posto: bellissime parole e si percepisce tutto l'amore che ci metti ad impastare. E i risultati si vedono! Eccome se si vedono 🙂 Uno spettacolo di danubio dolce, tesoro! Un abbraccio e un inizio di settimana stupendo! 🙂 <3

    • Ciao Ely, siamo simili in questo. E la musica, che io ascolto tanto, è quella che mi scelgo, quindi molto diverso dai rumori che vengono imposti dall'esterno che brulica e corre.
      Ti auguro una splendida settimana tesoro :******

  11. Michi, sei delicata. Mi è sembrato di vederti mentre sbricioli il lievito immersa nella tua pace interiore.
    Per quanto riguarda i rumori e tutto il resto, io e Flavia siamo state un anno senza tv e siamo state benissimo. Ora che è tornata che sia accesa o meno non fa differenza. L'unica cosa che mi interessa guardare è il tg, ma poi non c'è mai nient'altro di interessante per cui valga la pena tenerla accesa.
    Il mattino lo amo molto anch'io. Credo di essermene innamorata quando, dopo una notte insonne, sono scesa dal letto alle 6. Era tutto addormentato, gli uccellini cantavano e non c'era il minimo sentore di macchine in avvicinamento. Ho preparato la colazione e me la sono gustata guardando fuori dalla finestra, godendo del risveglio della natura. Una favola.
    Una favola come il tuo danubio, pura poesia :***

    • Ma oggi tutte belle parole per me?
      Mi è sembrato di vederti, sai?

      Perché tu e Flavia non vi fate una passeggiata a Roma? Se venite ci vediamo, mi farebbe davvero molto, molto piacere.
      Tu sei la mia poesia 🙂
      :* abbraccio

      PS: salutamela Flavia <3

  12. Cara Micky…ero li con te, la mattina presto, mentre impastavi il lievito e te ne saliva il profumo alle narici..ma come fai a scrivere così bene??…
    per quanto riguarda il rumore concordo in pieno con te..ecco a volte mi manca il silenzio qui in casa, ma con due terremoti che scorrazzano urlando…adesso ad esempio sto scrivendoti senza musica, senza tv..c'è il solo suono delle mie dita sulla tastiera…e di Eliot che fuori si lamenta perché ha fame e vorrebbe la seconda razione di cibo ;-)..eh!eh!..pensa che l'ho beccato poco fa che si arrampicava sul pozzo a fregare le briciole di pane che avevo lasciato per gli uccellini..ma si può???..scusa la divagazione.
    Odio pure io la musica altissima nei negozi..e che musica poi, da dementi…'ste povere commesse, io diventerei pazza a farmi 8 ore con quel casino….
    Bellissimo il suono dell'uva che ti scoppia in bocca..bello!
    Il tuo Danubio? Ma cosa ti devo dire Micky?? Sei bravissima, davvero!
    Ti abbraccio forte! Roberta

    • Roby amica mia!! scrivo come mi viene, quando ho l'ispirazione :') anche io adesso scrivo con solo il tic tac dei tasti. Mi piacerebbe sentire la mia Gemma che mi scalpita fuori, ma ahimé sono nel mio appartamentino semi solitario. Ma lo sai invece che Gemma, quando sono dai miei, la sera viene a cercarmi alla finestra del soggiorno? si affaccia così, all'improvviso, e mi riempie di tenerezza infinita <3

      E poi, le divagazioni mi fanno impazzire di piacere, quindi non ti preoccupare :')
      ti voglio bene!

  13. m4ry says:

    Mentre leggevo la parte iniziale del tuo post, ho tirato un sospiro di sollievo..mi sono ricordata di quei lunghissimi mesi in cui il mio orologio biologico mi tirava giù dal letto alle 5..quanto mi piaceva..superati i primi giorni in cui alle 2 di pomeriggio dormivo in piedi..poi è stato un godimento continuo..e ho sentito il lievito tra le mie dita…la sensazione è proprio come l'hai descritta…
    Grazie tesoro..e grazie per questo meraviglioso danubio.
    <3

  14. Michela hai dato parola a molte di noi a quanto sembra, le tue parole sanno descrivere perfettamente la magia del silenzio del mattino, io adoro quei momenti tutti per me, mi piace molto la serenità e l'energia che regala il primo mattino. solo una cosa mi differenzia: la colazione! non posso partire senza, qualunque sia l'ora del risveglio la prima cosa per me è la colazione, poi tutto il resto. In quanto al rumore che ormai ci circonda, beh bisognerebbe metterci sopra una tassa hai voglia che tutti si ridimensionerebbero immediatamente, e la qualità dei rapporti umani ci guadagnerebbe molto!
    Spettacolare questo pane dolce, sai che lo proverò vero? Vorrei porti una domanda però, sai che io ancora non ho le idee ben chiare riguardo al lievito, ma se io uso il mio lievito naturale e quindi salto il passaggio del lievitino quanto ne metto? Mi hai dato un suggerimento nel mio post, di usarne poco e lo faccio mio subito, ma in che proporzioni allora rispetto alla farina?
    Scusa tutte queste domande, spero tu possa rispondermi se ne avrai il tempo, ma sei sempre molto gentile!
    grazie tesoro, un abbraccio forte

    • Rita, intanto mi fa molto piacere leggere il tuo commento.
      per passare al tuo quesito, io naturalmente ti rispondo da sperimentatrice al tuo pari.

      Io ho usato il lievito madre poche poche volte e "scroccato" a mia mamma, e sia io che lei lo usiamo a occhio, però a mio avviso per 700 gr di farina una proporzione corretta sarebbe di 150 gr di lievito rinfrescato. Fai delle prove 🙂

      Per quello che ti dicevo da te, volevo intendere che più andrai avanti e capirai le lievitazioni, più diffiderai di quelle ricette che usano un panetto di lievito per 500 gr di farina. Ti verrà naturale, perchè questa proporzione è una bomba. I lievitati buoni per me hanno bisogno di due cose: poco lievito e tanto tempo 🙂
      Si possono fare pani anche con due grammi di lievito e qui sul mio blog ci sono degli esempi. Per farti un'idea, guarda questo mio pane, che addirittura ho fatto senza lievito!
      http://menta-e-rosmarino.blogspot.it/2013/01/pane-senza-lievito-aggiunto.html

      Ti sembrerà assurdo, ma dopo che ho provato questo, la mia visione di tutta la panificazione è stata stravolta 🙂 e ti parla una che fino a 5 mesi fa faceva pani inguardabili!!

      Sai dove ho imparato tanto sul pane? su vivalafocaccia.com. Vittorio, che lo gestisce, è una persona molto valida e preparata. Il suo sito è ricco di video e spiegazioni e lui è una persona davvero gentile.

      Leggi, documentati, prova e osa! Sempre.

      Sono a tua disposizione.
      Un bacione degno di te 😉

    • grazie tesoro, la tua generosità e bellissima!!!!!
      farò tesoro dei tuoi e altrui consigli, il miglior allievo è quello che ascolta i maestri….
      baci

  15. Sugar says:

    Michela, adoro il silenzio del mattino, amo stare in solitudine, o meglio amo stare solo con me la mattina appena sveglia. 🙂 Oltre ai limoni… due cose in comune! 🙂 Per il resto, cosa dire… io amo i lievitati, li amo da morire. Questa pasta che " cresce", si gonfia è come un piccolo prodigio. Il danubio che si comincia la sera prima e rimane per 12 ore nel frigo, beh è da sperimentare!
    Baci :)P.S. La puffatura è splendida e le zeste sono magnifiche! 🙂

  16. Ale says:

    complimenti miky!!!!bravissima!

  17. Ilaria says:

    Michela ma oltre alla ricetta super del Danubio, che io non ho mai fatto… Devo farti i complimenti perché scrivi benissimissimo davvero!
    Un bacione

  18. Zonzo Lando says:

    Micky ma quante cose in comune che abbiamo!! Anche io adoro alzarmi presto, anche io detesto i negozi con la miusica assordante e pure io detesto la tv, soprattutto quando si parla tranquilli. Non la guardo quasi mai, mi annoia! E questo pane? Ne vogliamo parlare? Ma quanto è bello!!! Mamma mia hai le mani d'oro cara!! Bravissima 🙂

  19. Vabbè diciamo che non hai bisogno della tv perchè sei una radiolina ;PP
    Scherzo, Michela…riuscissi anch'io a stare bene in silenzio e a svegliarmi all'alba…ti invidio, anche perchè stai diventando ogni giorno più brava!!!
    Baci, Ellen

  20. Elle says:

    A chi lo dici! Da noi c'é un bar dove farebbero concerti molto carini… solo che il bar é piccolissimo e la musica é altissima. In pratica non riesci a capire il tuo vicino neanche se ti urla nelle orecchie. E così facendo ci vado rarissimamente, proprio perché il bello di un concerto é anche quello di poterlo commentare, di approfittarne per fare 2 parole… non uscirne sorda e come se avessi passato la serata da sola perché non hai potuto proferire parola causa frastuono. Detto questo però, io sono in un ufficio sola, tutto il giorno da sola, e ti dico che anche troppo silenzio alla fine risulta stancante. Ci vuole moderazione, come in tutte le cose! Eviterò di dirti che invidio le tue doti panificatorie. Chiuso il discorso! 😉 Bacini

  21. Luisa says:

    A volte punto la sveglia qualche minuto prima rispetto a mio marito proprio per fare colazione da sola .. Silenzio assoluto.. Al massimo tollero lo sguardo del mio cane che mi fissa in attesa del suo biscottino.. Della TV poi non ne parliamo.. Tollerata meno di zero..
    Questo Danubio è uno spettacolo.. Per i lievitati sei diventata ispirazione.. Ho in cantiere la pizza di farro .. Sarà farcita con bufala e pachino.. Incrociamo le dita.. Quell'essere appiccicoso che dovrò dominare mi spaventa..
    Ma non mollo!

  22. Questo Danubio ti è venuto benissimo!! Che dici, forse la calma il silenzio e l'attenzione nel preparare certe ricette la mattina presto, "quando il resto del mondo dorme" ti avrano aiutato, forse anche l'impasto si sarà rilassato? Comunque bravissima, ricetta riuscitissima!! A presto Emanuela.

  23. Ci sono anch'io! Sai che non mi ero accorta che avevi postato e iniziavo a preoccuparmi, insomma era un pò che non ti leggevo. Volevo dirti che noi ti abbiamo tra le blog che seguiamo e prima vicino alla tua ricetta appariva anche la foto della delizia in questione. Questa volta invece no, ora non so se è perché abbaiamo avuto problemi con il ns blog o una tua scelta, ma volevo avvisarti.
    Tornando a noi, anche io amo il silenzio. Soprattutto da quando in casa ne ho poco. Però la mia amica è la notte, perché all'alba mi piace stare in branda! Non sai quante cose faccio la sera, sul tardi, quando tutti dormono. E' davvero un momento mio dove il silenzio regna sovrano, perché nessuno si sveglia, neanche gli uccellini (che qui alle 5 d'estate ed alle 6 in inverno, danno il buongiorno). Insomma ode al silenzio, ma anche al mormorio perché se non ci fosse non potrei apprezzare la quiete.
    Per la ricetta, io non ho capito una cosa: dopo che chiudo le palline le devo praticamente capovolgere? Inoltre non sapevo cosa fossero le zeste, ma internet aiuta sempre!
    baci…mamma mia quanto ho scritto!
    alice

    • Ciao Alice! ma sai che credo sia blogger che fa pasticci? io faccio tutto come ho sempre fatto, però ogni tanto non mi aggiorna, ma non saprei dirti perché.

      per la ricetta: si, unisci i lembi a mo' di fazzoletto, stringi la giuntura tra le dita per chiudere e poi capovolgi. In questo modo la chiusura tocca la teglia e il sopra, cioè la superficie, è liscia e omogenea 🙂
      mi fai sapere se lo provi? 🙂

      Tanti baci a te e famiglia :****

  24. Omero says:

    Bella ricettina!
    E bel "racconto" biografico.

  25. Adriano says:

    Davvero un bel risultato, complimenti!

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